Vie del gusto
Giovedì 4 Dicembre 2008 - 19:41
english version

Torna la Milano da bere. E ha le bollicine

immagine
clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire

Torna la Milano da bere. E ha le bollicine
Numero di Luglio 2008

Tra il popolo dell’happy hour si fa largo il frizzante che, al banco dei locali alla moda, ha compiuto una minirivoluzione.
Le bottiglie più stappate sono italiane. E così, Prosecchi e Franciacorta sfidano Negroni e Daiquiri

Milano, capitale dell’happy hour, si rinnova. Nei locali alla moda le “bollicine” hanno conquistato terreno, e scontrini, nell’ora dell’aperitivo, dove fino ad oggi, dominavano incontrastatii cocktail. Champagne, spumanti, prosecchi, Cartizze e Franciacorta, le “bollicine”, negli ultimi mesi sono diventate la prima scelta dei locali milanesi. Il trend sta prendendo così piede che poco tempo fa è stata persino inaugurata una “champagneria”, un piccolo corner all’interno della boutique Dsquared in via Verri, a pochi metri dal Quadrilatero della moda.

Ma le buone notizie non finiscono qui: i barman garantiscono che tra le bottiglie più stappate molte sono nostrane, i flute si riempiono di Franciacorta, Valdobbiadene, Cartizze e metodi classici trentini che vengono accompagnati da stuzzichini, pizzette e crudità varie.

La conferma della crescita del consumo deriva anche dal fatto che le liste dei frizzanti sono sempre più lunghe perché i consumatori sono sempre più esigenti e più competenti. Ma chi sono questi nuovi consumatori? I giovani, ovviamente. È il popolo dell’happy hour che ha compiuto questa minirivoluzione al banco. Sono loro, infatti, i nuovi estimatori delle bollicine: ragazzi e ragazze che hanno abbandonato superalcolici e cocktail a favore di prosecchi e spumanti, consumati in differenti varianti. Durante l’happy hour le bollicine vengono servite lisce e nella variante dello Spritz: cioè spumante (in alcune zone viene anche utilizzato il vino bianco) con aggiunta di alcolici di colore rosso ( tipo Aperol, Campari o Martini). Le vere origini di questo mini-cocktail sono ignote sembra, però, che sia stato importato in Italia nell’Ottocento dai soldati austro-ungarici di stanza nella zona friulana-veneta, tanto che in Friuli e nel Veneto è una sorta di rituale popolare.

Anche l’aperitivo, quindi, è soggetto alla moda? Sì, negli anni è cambiato il modo di berlo. Agli inizi degli anni Ottanta, prima che scoppiasse la Milano da Bere, si servivano ancora i “classici” Long Island Ice Tea, Campari e Bloody Mary con una manciata di noccioline e qualche patatina. Poi si sono affermati i sudamericani Daiquiri, Tequila di vario genere e Margarita; verso la fine degli anni Novanta,ha conosciuto una seconda giovinezza il Negroni, seguito dal Vodka Martinie dai cocktail di frutta.

Nel Duemila si beve ancora Negroni (anche nella varianteSbagliato, cioè con il prosecco invece del Gin) e Mohito. Oggi, come detto,spumanti e champagne giocano a tutto campo: partono dall’aperitivo per arrivare alla cena. E questa nuova ondata di bollicine all’ora dell’aperitivo, fa da traino a tutto il settore: al banco, infatti, sono cresciute anche le ordinazioni dei calicidi bianco, di rosè che, sempre a detta dei barman, i giovani bevono moderatamente e responsabilmente.
Un'altra buona notizia.

Da aperitivo a cena low cost

L’happy hour, soprattutto declinato “alla milanese”, è un fenomeno unico: in Italia ci si riempie di cibo, mentre nel resto del mondo, dove la definizione continua ad identificarsi in una finestra oraria dove si può bere a metà del prezzo di listino, si fa il pieno di alcolici. Una moda, la nostra, che comincia a lasciare qualche segnale allarmante nel settore della ristorazione.

Una recente indagine, infatti, rivela comei giovani disertino sempre di più i ristoranti. La causa sembra sia proprio l’happyhour che, col tempo, si è trasformato da aperitivo a cena low cost. La trasformazione ha inizio negli anni Novanta: se prima l’aperitivo vedeva come protagonisti uomini di mezza età alle prese con vermouth, bitter e semplici bianchini, accompagnati da un paio di patatine e un pugno di noccioline, oggi è diventato una sorta dirito collettivo ad uso e consumo dei giovani (uomini e donne) che affollano locali sempre più di lusso, wine bar, pub, bar di grandi hotel e persino discoteche, dove si consumano ogni genere di cocktail e di vini pregiati accompagnati da pantagruelici buffet gratuiti.

E qui sta l’aspetto fondamentale della questione: quello che più caratterizza un locale, oltre al bere, è proprio la proposta del cibo. Esposti su banconi lunghi metri si trovano da diversi tipi di pasta ai risotti, pizze e focacce, cous cous, stuzzichini preparati con gli affettati tradizionali, e ancora: lasagne, patatine, olive all’ascolana, fritti, sottaceti, polpette, salsicce, wurstel, formaggi,verdura cruda e cotta e, a volte, persino dolci e gelati. Un menù completo da consumare in 3 ore (l’orario dell’happy hour scatta alle 18 e termina alle 21) per un costo massimo di 10 euro a consumazione.

Ecco spiegato il perché una larga fetta di clientela giovanile tradisce il ristorante tradizionale: si abbuffa spendendo meno di 10 euro invece di 30-35. I ristoranti rischiano quindi di diventare “fuori moda” tra i giovani, e sarà sempre così finché non riusciranno a proporre menù a basso costo che non si limitino alla classica pizza.

Ecco gli indirizzi più trendy

Wine bar, cantine, boutique: ecco i locali che a Milano hanno rilanciato l’aperitivo con le bollicine.
Le Barrique (via Anfiteatro 12, chiuso la domenica): intimo, con grande scelta dei vini, soprattutto rosè.
Bulgari Hotel (via F.lli Gabba 7, sempre aperto): per un aperitivoa cinque stelle in centro alla città. Non tutte le bottiglie, però, sono offerte a calice.
La cantina di Manuela (via Procaccini 41, chiuso domenica): storico wine bar, vanta un ricchissimo carnet di vini e bollicine, alcune di piccoli produttori.
Negozio Dsquared (via Verri 2, chiuso domenica): corner bar-champagneria all’interno della boutique, si beve e si sbocconcellano stuzzichini.
Enoteca Convivio (viale Sabotino 2, sempre aperto): il più servito è il metodo classico trentino e i prezzi sono contenuti.

del.icio.us


Commenti

Clicca qui per inserire il tuo commento

Nome:

Email:

Commento:

Codice di controllo:




cerca nel sito
iscrizione alla newsletter
Eventi Dicembre
L M M G V S D
01 02 03 04 05 06 07
08 09 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31
Segnalato da voi
Segnala alla nostra redazione: