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L'estate sta bevendo...
Numero di Luglio 2008
È la stagione del riscatto dei bianchi, delle bollicine, dei rosati da degustare per assaporare il fascino delle vacanze. E ora si scopre che oltre al benessere psicologico dai “vini pallidi” si traggono benefici per la salute. Ecco le istruzioni per l’uso dei wine summer
Nunc vino pellite curas! E ora col vino scacciate gli affanni. Grazie Orazio! Consiglio accettato. Così in valigia, mentre stiamo facendo rotta verso la spiaggia dei sogni, del riposo, del tempo buono, metteremo anche la bottiglia del vino preferito sentendo l’eco dei versi oraziani delle Odi.
L’ estate sta dunque bevendo. E le dernier crì di queste vacanze è abbandonare ogni altra bevanda per degustare il nettare di Bacco. Sulla plage a la page si va a tutta natura. Dunque sì a tisane, infusi, spremute e centrifughe (a proposito preferite quelle di frutti arancioni che aumentano, si dice, la tintarella), ma per godere a pieno il fascino della vacanza, per abbandonarsi ai pensieri lieti, ritrovare il senso del convivio e rivitalizzare i sensi la scelta è di puntare sulla poesia della terra.
Perché, per dirla con Eschilo, dove non è vino non è amore, né alcun altro diletto hanno i mortali. E l’estate è per definizione la stagione del diletto e dell’affetto. Ha un ulteriore vantaggio: consente di bere il vino in piena libertà, di riportarlo a puro piacere senza doversi impegnare in degustazioni pensose. Torna ad essere ciò che fu nelle stagioni felici dell’uomo: il mezzo per acuire i sensi, lo strumento per mettersi in armonia con le sfere celesti. Non a caso ogni anno il 10 agosto in tutta Italia, e segnatamente sulle spiagge e nei luoghi di vacanza, si dà vita a Calici di Stelle, la manifestazione organizzata dal Movimento turismo del vino in unità d’intenti con le Città del Vino, che unisce allo spettacolo del “cielo che piange” la leggerezza dell’animo che ride inebriato dallo spirito di vino.
La tendenza di questa estate sarà anche quella di degustare il vino con la frutta, inventando nuovi cocktail e nuovi aperitivi. È dunque un modo disimpegnato e curioso di bere, perché dà maggiore libertà negli abbinamenti e ridà giusto protagonismo ai vini fruttati, leggeri, delicati come una brezza, sferzanti come un tuffo in mare, frizzanti come la spuma delle onde. È la stagione dei bianchi, dei rosati, delle bollicine.
Con in più il solletico della curiosità. Un’opportunità che solo il vigneto Italia offre così esplicitamente. Si possono infatti esplorare gli autoctoni mettendo in connessione i nostri luoghi di vacanza con il vino che lì è prodotto e armonizzando questo vino con il piacere della tavola anche scandendo la scelta a seconda dei momenti che si stanno vivendo e le ore del giorno e della notte. A guidare le scelte saranno i sensi che chiedono appagamento, ma anche la ragione che ci impone, sempre e comunque, moderazione.
Quest’estate per il vino potrebbe segnare una inversione di tendenza. Per anni si è assistito ad una crescita sul mercato di domanda di rossi. Complici un fattore mediatico e una percezione di salubrità. Il fattore mediatico è quello ci ha portati dritti dritti alla omologazione del gusto non secondo gli stilemi del nostro “beremediterraneo” (sì quello del vino come compagno del cibo, del vino comemomento e strumento di socializzazione, del vino assunto comebevanda), ma secondo i diktat dei nuovi consumatori, segnatamente gli americani che volevano vini concentrati, caramellosi, marmellatosi, legnosi.
Bene, quel gusto sta tramontando anche oltreoceano e complici anchei cambiamenti climatici ora i consumatori chiedono vini più bevibili, più leggero, di maggiore espressione olfattiva ma anche ricchi di sapidità. La ragione salutistica che ha dirottato la domanda verso i rossi è stata quelladi aver scoperto che i tannini, gli antociani sono un toccasana contro i radicaliliberi. Si sa, del resto, che tutto il complesso dei flavonidi è ottimo come antagnoista dei processi ossidativi.
Ma oggi che le ricerche biomediche sono andate avanti si è scoperto che anche nei bianchi vi sono sostanze che aiutano il nostro organismo. È di queste settimane la notizia -diffusa dall’attivissimo Consorzio di tutela del Soave, uno dei grandi bianchi italiani - che secondo gli studi condotti da Arthur Klatsky, autorevole epidemiologo statunitense del Kaiser Permanente Medical Care Program di Oakland (California) il bianco avrebbe effetti sul tono della circolazione cardiovascolare assai più positivi del rosso.
Dopo aver seguito quasi 130.000 pazienti in sette anni Klatsky ha concluso che l’assunzione moderata di vino bianco preserva da trombosi e da complicanze a livello cardiaco derivanti da una non perfetta circolazione sanguigna. Ma lo studioso americano ha rivelato che sono soprattutto le donne a godere di questi benefici. La spiegazione può essere duplice: le donne sono notoriamente bevitrici più moderate e di solito hanno più confidenza con i bianchi.
Resta da dimostrare se l’organismo femminile reagisce meglio di quello maschile all’assunzione di “vini pallidi”. E per arrivare a conclusioni più certe l’Università di Pisa sta sottoponendo a test clinici delle pazienti degli ospedali toscani alle quali è stato sostituito il moderato apporto di vino da rosso a bianco nella dieta. È proprio il caso di dire che se fosse dimostrata questa relazione stavolta moda e salute andrebbero perfettamente in sintonia.
E anche il gruppo del Dipartimento di Morfologia Umana dell’Università degli studi di Milano, coordinato dal dottor Alberto Bertelli, sta cercando di capire le relazioni esistenti tra tono vascolare e assunzione divino bianco nelle donne. Un fatto è certo: bere con moderazione migliora il tono psicologico. E non v’è dubbio che il vino bianco, che le bollicine e i rosati siano i vini preferiti dalle donne, divenute ormai, anche in fatto di consumi di vino, l’altra metà del cielo.
Seduzione, benessere, dieta (con aumento di consumo di pesce, altro cibo toccasana per l’apporto di omega tre e di complessi vitaminici nobili) sono la tendenza dell’estate 2008. Unestate che unisce tintarella da Guinnes con i vini pallidi. Nero e bianco,yin e yan alla corte di Eva.
Il Girotondo delle donne, anche per uomini
Il successo di Sex and the City diffonde viralmente l’ipotesi di un mondo spaccato in quattro. Donne. Ad esempio: nelle colline piacentine, dove alla grande mela si preferiscono acini succosi, quattro ragazze hanno ignorato i confini dei rispettivi poderi e deciso di creare un vino assieme.
Un originale canone a quattro voci per cantare un rosato dal nome fanciullesco: Girotondo, che bisogna averlo provata da bambine la vertigine della corsa centrifuga strette nelle mani delle amiche, per capire di cosa si parli. Le produttrici valtidonesi Chiara Azzali, Sara Piacentini,Lodovica Lusenti e Gaia Bucciarelli hanno fatto impazzire un disarmato enologo (uomo) per avere il loro bel rosato dal gusto impertinente:seduzione tout court. «Tutto è nato quasi per caso, in un pomeriggio d’estate- dicono - . L’idea era quella dimetterci insieme tra donne per dar vita a qualcosa di nuovo che potesse valorizzare la nostra terra».
Perché le donne bevono meglio
Chiara Lungarotti, produttrice e attivista del mondo vitivinicolo: «Sono più attente, curiose ed esigenti».E, anche nel settore, stanno conquistando posizioni
Amministratore unico dell’azienda di famiglia, le Cantine Giorgio Lungarotti Srl, Chiara Lungarotti, una laurea in agraria e una passione incondizionata per il mondo del vino, è sempre stata molto attiva nella vita associativa del settore vitivinicolo: è vicepresidente dell’Associazione nazionale Donne del Vino e presidente del Movimento Turismo del Vino, organizzatore di Cantine Aperte, manifestazione svoltasi lo scorso maggio.
Come è andata l’ultima edizione? Molto bene, soprattutto perché a partecipare all’iniziativa è stato un pubblico di maggiore qualità, non quelli che entrano in cantina soltanto per bere e mangiare gratis. Secondo lei la competenza del pubblico cresce con queste manifestazioniche mettono a diretto contatto i consumatori e aziende? Certo, io penso che più il pubblico si avvicina all’azienda, più aumenta la sua preparazione e competenza in fatto di qualità. Quali sono gli altri appuntamenti del Movimento Turismo del vino? Il prossimo è Calici di Stelle, il 10 ad agosto. Poi, Benvenuta vendemmia a settembre; il secondo weekend di novembre San Martino in cantina, e, a dicembre, Natale in cantina. Il consumo dei bianchi sta crescendo: è solo una questione di moda? No, non credo: è anche merito del vino. Oggi esistono bianchi facili da bere ed essere capiti che hanno un loro pubblico ben definito. Lo dico per esperienza, succede ai nostri Torre di Giano e Brezza. È il rosato? È sempre stato definito “vino da donna”. Anche in questo caso credo sia solo una questione di gusti. Noi lo produciamo sin dagli anni Sessanta, quando le donne che bevevano erano molto poche. E ora sono molte di più, si dice tredici milioni. Sì, e anche molto più esigenti. Bevono meglio degli uomini? Può darsi, sicuramente sono molto curiose e attente. Prima di portare un bicchiere alla bocca vogliono approfondire. Si può dire che oggi il mondo del vino sia diventato più “rosa”? Sono sempre di più le enologhe, le sommelier, le produttrici... Il mondo del vino, fortunatamente, ha aperto le porte alle donne. Prima la figura femminile era relegata soltanto in ruoli come pubbliche relazioni o venditrice. Oggi, invece, ricoprono ruoli di maggiore responsabilità anche all’interno delle aziende. L’aspetto tecnico non è più esclusivo dei colleghi uomini, mentre prima del 1979, anno in cui diventò enologa mia sorella Teresa, una delle prime in Italia, in cantina era quasi vietato l’accesso alle donne.
Da cin cin a kiss kiss il gioco delle coppe
Ecco come una produttrice di vino interpreta il tema vino e seduzione. Cinque mosse dalle bollicine al Picolit per giungere all’affinità elettiva tra un piatto di spaghetti ai frutti di mare e l’apoteosi di un rombo al forno
Stappa la bottiglia, annusa il tappo, versa il vino.Questi semplici gesti hanno visto nascere passioni, momenti indimenticabili, ma anche amicizie sincere. Nei ricordi di ognuno di noi, come accade per una canzone, c’ è il “vino del cuore” che ti inebria con il suo profumo e ti travolge con il suo gusto. Il vino ti riporta alla memoria quelle stupende emozioni e sensazioni del primo incontro e ti accompagna nelle tappe della tua vita...
Che bello pensare al sapore di un primo bacio al Pinot Bianco, al Sauvignon,al Friulano! (...egoisticamente spero al Terre Alte). Quel determinato vino diventerà un ricordo indelebile nella memoria. Ogni volta che lo porterai alla bocca e al naso ti ricorderà i momenti belli, importanti e soprattutto “giocosi” della tua vita.
Perché il vino può essere una piacevole scoperta dei sensi, un gioco raffinato e sottile se “trattato” con intelligenza ed equilibrio, perché il vino ci seduce e ci aiuta a sedurre…
Leggeri pensieri di seduzione...
L’ incontro Bollicine per un’ atmosfera effervescente ed intrigante. In ogni dove e in ogni stagione.
Atto primo Carpaccio di gamberi, pesce crudo e un…Friulano, dal profumo di frutta esotica, di mandorla, di mela e dai leggeri sentori di miele e menta.
Atto secondo Spaghetti ai frutti di mare, ubriacati da vino bianco con gusto elegante e raffinato dai profumi di rosa selvatica e fiori d’arancio, albicocca e miele. Pinot Grigio.
Atto terzo Aperitivo con piccola frittura di pesce (rigorosamente da mangiare con le dita e dallo stesso piatto). Vino bianco dal profumo fruttato tropicale con note di ananas, agrumi, pesca bianca, spezie fresche e piccoli fiori bianchi e gialli. Uvaggio di Chardonnay e RibollaGialla.
Atto quarto Candele e chiaro di luna. Rombo al forno con pomodorini e profumo di pesto, accompagnato da un vino bianco dal profumo penetrante con evidenti note di foglie di pomodoro, peperone, bosso,salvia, mentuccia e litchi. Sauvignon.
Atto quinto Per essere avvolti in un’ unica e preziosa dolcezza. Il Picolit . Due calici ed un unico cuore. Nettare che ti inebria con il suo profumo di scorza d’arancia, albicocca, fico d’india e sentori di spezie.Splendido vino da proporsi in tutte le stagioni... pensa ad un caminetto acceso e … l’ atmosfera si riempie di magia.
Dita, pin up tra rock e anni Cinquanta
Modella, attrice, show girl, specialista del genere burlesque, Dita Von Teese, all’anagrafe Heather Renée Sweet, è nata a Rochester, cittadina nello stato di New York, 36 anni fa. Una delle performance che l’ha resa famosa è lo striptease nella coppa gigante colma di champagne, da cui è tratta la foto della copertina di questo numero di Wine Passion: Dita, truccata da pin-up anni Cinquanta, indossa una elegantissima lingerie di pizzo nero e se ne libera, grazie a una sequenza di movimenti sensuali e provocanti, fino a rimanere quasi del tutto nuda.
Considerata un’icona fashion per lo stile vintage, la Von Teese ha sviluppato sin da piccola una particolare passione per il cinema stile anni Quaranta e per la moda rétro. Frequenta una scuola di danza classica, ma la sua carriera di showgirl comincia all’età di 19 anni, quando - ingaggiata all’ultimo momento per sostituire una stripteaseuse infortunata - si presenta sul palco i con capelli acconciati ad alveare, guanti fino al gomito e guepiere di pizzo: fece esplodere la platea, tanto che il proprietario del locale le rinnovò il contratto per due mesi consecutivi. Balza alle cronache grazie al matrimonio -officiato dal regista Alejandro Jodorowsky - con l’inquietante rockstar Marilyn Manson (Brian Warner) durato ben sette anni e terminato l’anno scorso per «inconciliabili differenze e troppi demoni» che avrebbero attanagliato il cantante.
Dita sembra comunque aver superato il difficile momento della separazione e, recentemente, ha accettato la pubblicazione su Penthouse di alcune sue foto osée per un articolo intitolato «Ecco cosa si è perso Manson». Oggi è ospite fissa degli stilisti glamour, modella per molti obiettivi fotografici e vestirà i panni di Mata Hari, uccisa in Francia durante la prima guerra mondiale, in un film-biografia sull’avventurosa vita della ballerina-spia olandese.
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