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Un maso da mangiare
Trentino-Alto Adige
Goloso Numero di Aprile 2007
In Valle di Cembra, lo chef Markus Baumgartner si produce in sfiziosi manicaretti.
La strada si inerpica nemmeno troppo larga lungo il pendio che porta, dalla piana attraversata dall’Adige, verso le montagne trentine. Dopo l’ennesima curva si apre una vista suggestiva che dà su una vallata stretta ma illuminata dal sole, con i prati rubati al bosco e trasformati in vigneti. È la prima immagine che si ha della Valle di Cembra e se non si vuole farsela sfuggire come un fotogramma di una pellicola basta parcheggiare sulla destra, davanti a una di quelle vecchie case coloniche che, da queste parti, si chiamano masi. Quello in questione è Maso Franch, un progetto diventato realtà da qualche mese grazie alla lungimiranza di una delle aziende vitivinicole più importanti della zona, la Cantina La Vis, alla bravura di un team di architetti con il senso della misura, ovvero al motto di “recuperare innovando”, e al talento di uno chef già stellato Michelin, Markus Baumgartner che ha raccolto la sfida di questa nuova avventura. Il Maso è pensato per il viaggiatore gourmet che vuole mettere sullo stesso piano il relax e la soddisfazione del palato: 12 camere accoglienti, uno spazio wellness e una sala degustazione per assaggiare i vini del Trentino e della Valle di Cembra dove il re è un bianco elegante e ricco di profumi come il Müller Thurgau. Arredamento volutamente lineare ed essenziale per far da contrasto con gli elementi, perfettamente conservati, della vecchia struttura come la parete di porfido che sembra “entrare” nella sala enoteca o la mangiatoia della stalla trasformata in sala lettura. Ma il plus ovviamente è il ristorante dove si è accolti da un piccolo assaggio proposto dallo chef, una selezione di pani appena sfornati e la gioia della lettura di una carta dove le materie prime del territorio sono interpretate dalla vena creativa di Baumgartner. I saporiti piatti a base di selvaggina, cervo e capriolo soprattutto, trovano compensazione nelle proposte di pesce. La riscoperta delle zuppe più tradizionali va di pari passo con lo stimolo di quelle più innovative, come la crema di castagne con testina di vitello e tartufo bianco. A margine, un’ottima scelta nella carta dei vini e in quella dei distillati.
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