Vie del gusto
Giovedì 28 Agosto 2008 - 19:46
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Paesaggi bucolici

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Paesaggi bucolici
Nel verde
Numero di Marzo 2008

Lazio. Tra boschi e laghetti della Valle di Comino, paradisonaturalistico selvaggio e misterioso al confine con l’Abruzzo

Un immenso fondovalle disegnato dai riquadri delle numerose colture. Un verde tenue che tinge le pendici dei colli. Più a monte il manto grigio della faggeta e in lontananza le vette innevate dell’Appennino abruzzese sullo sfondo di un cielo cobalto. Ecco un’istantanea della Valle di Comino, un’incantevole oasi di verde e tranquillità poco lontana da Frosinone. Lo sguardo si perde ad ammirare l’immensità della conca, formatasi grazie alla lenta, ma mastodontica, erosione di un ghiacciaio ormai scomparso, e trasmette al forestiero un gradevole senso di euforia. Ma poi ci si sofferma ad ammirare i minuscoli borghi medioevali: Atina, Broccostella, Vicalvi, San Donato, Settefrati, arroccati sulle alture della valle, che sembrano in contemplazione del placido scorrere del Melfa e del Fibreno. Atina, soprannominata dai romani “la potente”, svetta sulla valle.

Tra i suoi vicoli nasconde preziosi tesori, come la statua togata del II sec. a. C. posta all’ingresso di Palazzo Ducale e il mosaico di tessere bianche e nere raffigurante legionari armati, conservato al suo interno. La fama attuale di questo piccolo borgo si basa anche sulla produzione di vini di grande spessore. Non si perda l’occasione di degustare un bicchiere del famoso Cabernet di Atina! Percorrendo i sentieri che si snodano lungo le colline, quando la primavera ingentilisce i boschi di querce, carpini, noccioli facendone schiudere le delicate gemme si prova un meraviglioso senso di serenità. Fra gli alberi non è raro scorgere volpi, tassi, donnole, daini, cinghiali e scoiattoli, oltre a centinaia di specie di uccelli. Se si è amanti dell’avventura, ci si può mettere sulle tracce dell’orso marsicano e del lupo, specie protette del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E con l’arrivo della bella stagione ci si può soffermare a osservare nel sottobosco le fioriture della primule, degli ellebori, degli anemoni e a stagione ormai inoltrata di una rara orchidea, la scarpetta di Venere. I sentieri si trasformano in magnifici giardini illuminati dal caldo sole primaverile che filtra attraverso il verde delicato dei germogli che ricoprono gli alberi.

del.icio.us


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