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E in mezzo scorre il fiume
Valeggio sul Mincio (VR)
Nel verde Numero di Novembre 2007
Veneto. A Valeggio sul Mincio per ritrovare atmosfere d’altri tempi, visitare il magico Giardino Sigurtà e gustare deliziosi tortellini
Lontano dagli itinerari usuali, al confine tra Lombardia e Veneto, storia, natura, leggenda e sapori, si specchiano nelle acque del fiume Mincio, testimone splendido e silenzioso di antiche contese. Valeggio, nell’anfiteatro delle verdi colline moreniche, terra ambita sin dal tempo degli scontri tra Scaligeri e Gonzaga, costituisce insieme a Borghetto, suggestivo villaggio di mulini sul fiume, un grandioso esempio di sistema fortificato medioevale. Il ponte-diga visconteo, fatto costruire da Gian Galeazzo Visconti nel 1393 per sbarrare il corso idrico e prosciugare i laghi a valle della rivale città di Mantova, e il castello eretto dagli Scaligeri e rinforzato dai Visconti, sono tracce di una storia che ha come protagonista l’acqua di confine del Mincio. In auto (noi ci siamo andati con la Renault Dacia Logan della foto a destra), seguiamo il corso del fiume fino a Villa Maffei, sontuosa dimora estiva dei conti di Valeggio dal 1649, che ha offerto ospitalità a grandi personaggi, da Carlo Alberto a Radetzky fino a Napoleone III, per perderci poi nelle bellezze dello spettacolare Parco Giardino, acquistato dal conte Carlo Sigurtà, da cui oggi la villa prende nome, trasformato in una delle realtà paesaggistiche e botaniche più suggestive d’Europa. Natura e storia, ma anche sapori, contagiati da una leggenda anch’essa legata al fiume. I tortellini di Valeggio sono “i nodi d’amore” tra la ninfa del fiume e Malco, capitano dell’esercito di Gian Galeazzo Visconti. Gastronomia che riassume la peculiarità dei luoghi di confine, facendo della sfoglia annodata e sottile come seta il prodotto tipico del “lombardo-veneto”, da assaggiare nell’atmosfera davvero unica del fluire del Mincio.
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