Vie del gusto
Giovedì 4 Dicembre 2008 - 20:23
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Dove i cervi s'innamorano

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Dove i cervi s'innamorano
Trentino-Alto Adige
Nel verde
Numero di Settembre 2006

Trentino Alto Adige. Le Valli di Peio e Rabbi tornano a colorarsi d’autunno e i grossi erbivori avviano sonore battaglie d’amore

“La stagione dell’amore, viene e va” recita un famoso ritornello. Quella dei cervi, però, si ripresenta ogni anno puntualissima, da metà settembre al 10 ottobre, dando il via a uno tra gli spettacoli naturali più suggestivi offerti dalla fauna nostrana. In special modo nel versante trentino del Parco Nazionale dello Stelvio, dove la popolazione dei grossi ungulati ha raggiunto la densità più alta d’Europa, con circa 2000 esemplari. Nelle due Valli di Peio e di Rabbi, diramazioni della Val di Sole, riecheggia forte il bramito dei cervi maschi, una sorta di forte muggito che gli esemplari in amore emettono come dimostrazione di forza, ingaggiando animati duelli sonori per conquistare e mantenere il dominio su un piccolo harem di femmine. Impegnati in questo rituale nelle radure ai margini dei boschi, i cervi si fanno ammirare da non troppo lontano. Per l’occasione, il Consorzio Parco Settore Trentino organizza le escursioni “Sulle tracce del cervo”, con pranzo al sacco e 6-7 ore di camminata leggera. Si parte dal Centro visite di Peio e Cogolo e si passa per Malga Ponte Vecchio, fino ad arrivare al lago delle Lame e poi a Malga Mare, da 1.500 a 1.800 metri di altezza circa. In alternativa, da Rabbi, si toccano i punti di maggior interesse naturalistico della Valle, dove capita di incontrare anche camosci e stambecchi, e se si è fortunati si avvistano le aquile reali. Ma le attrattive delle due valli non finiscono qui. Con mezz’ora di cammino, da Rabbi si raggiunge la Segheria Veneziana di fine ‘700 (che forniva alla Serenissima i tronchi di larice su cui è costruita Venezia), con una ruota idraulica ancora funzionante. Con un’altra ora di cammino, lungo il torrente Rabbies, si raggiungono la Cascate del Saènt, con un salto d’acqua di 150 metri incorniciato da abeti verde cupo e larici già dorati. Proseguendo la salita, dopo Malga Prà di Saènt ha inizio la Scalinata dei larici monumentali, con 18 esemplari di 200-500 anni d’età. Da non perdere, le escursioni guidate dalla dendrocronologa Christa Backmeroff, che in anni di studio è riuscita a stabilire l’età di tutti gli alberi della Valle. A Peio si può visitare il caseificio “turnario”, unico della provincia che funziona con il sistema tradizionale. Qui si lavora il latte di mucca e di capra e si può assistere alla preparazione del Casolet, del cacio-ricotta e della ricotta di capra. Poco distante, si può visitare l’Area faunistica di Peio, dove vivono 20 cervi e quattro caprioli domestici, ormai troppo confidenti con l’uomo per essere rimessi in libertà. Per mangiare e dormire, a Pracorno, l’agriturismo Ruatti ospita in una tipica casa in legno con 15 camere arredate in stile. La cucina è curata dalla proprietaria Paola Ruatti, che propone ricette trentine preparate con gli ortaggi, le carni e la frutta prodotte in azienda. Dalla minestra d’orzo, i canederli e i ravioli di cavolo ai tortei di patate, alla luganega, alle carni alla griglia e alla torta di mele.

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