Vie del gusto
Venerdì 9 Maggio 2008 - 21:25
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Borgo di tempera

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Borgo di tempera
marche
Arte
Numero di Aprile 2007

Torri, campanili e palazzi regalano a Caldarola il fascino di un quadro manierista. Da scoprire grazie a una grande mostra.

C’è un luogo, nel cuore della provincia di Macerata, ai piedi dei Monti Sibillini, che rapisce per la sua avvenenza, fatta di torri, merlature e campanili. Opere d’arte a cielo aperto - che caratterizzano il raffinato assetto urbano cinquecentesco - e paesaggi dal profilo fiabesco esercitano un effetto ipnotico su chi li guarda. Quando si arriva a Caldarola, nel cuore delle Marche, ogni legame con i ritmi metropolitani scompare e si capisce all’istante di essere approdati in un posto particolare dove la storia e il fascino sono ad ogni angolo e il gusto sempre in tavola. Per partire alla volta del borgo e trascorrere un weekend all’insegna del bello della vita, a partire da questo mese l’occasione è ghiotta, in tutti i sensi. Il 5 aprile apre la mostra Simone De Magistris, Un pittore visionario tra Lotto ed El Greco, che entra a pieno titolo nel circuito delle grandi esposizioni “rivelazione”. L’opera dell’artista, rappresentata da inediti e da tutti i più importanti dipinti realizzati dalla metà del ‘500 ai primi del ‘600 (a sinistra, l’“Ultima cena”), porta alla ribalta un maestro poco conosciuto al di fuori dei confini regionali, ma - e lo si scopre alla prima tela - ingiustamente, perché di spessore e talento degni di una personalità affascinante e originale, capofila con cromie squillanti e dimensioni oniriche di una scuola che ha fatto di Caldarola una capitale del Manierismo in grado di rivaleggiare con l’Urbe. La mostra - in cui sono presenti anche artisti di straordinaria importanza che da Lorenzo Lotto a El Greco hanno avuto un ruolo decisivo nella formazione di De Magistris - è allestita nello splendido Palazzo dei Cardinali Pallotta, una delle residenze più fastose delle Marche, tornata all’antico splendore grazie a un un’accurata opera di restauro. Fuori di qui, l’esposizione (curata da Vittorio Sgarbi) prosegue in un altro luogo pieno di fascino, Castello Pallotta (per l’occasione riaperto al pubblico dopo cinque anni di lavori) e in un itinerario di luoghi che da Matelica ad Ascoli Piceno dischiudono tutta la malia del territorio dove il pittore ha lasciato le sue tracce. E per assaporare tutto quanto c’è di prezioso a Caldarola, non si deve trascurare la cucina, che in linea con l’atmosfera storica rinverdita da De Magistris, mette in tavola presso il Picciolo di Rame un menu manierista dagli ingredienti succulenti. In questo piccolo ristorante, all’interno di un frantoio del 1500, Silvano Scalzini propone durante il periodo della mostra (che chiude il prossimo 30 settembre) 12 portate in cui spiccano le pincianelle in brodo di cappone con scaglie di tartufo e polenta di roveglia in purea di piselli selvatici. Una soddisfazione ad arte.

del.icio.us


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