Vie del gusto
Sabato 30 Agosto 2008 - 13:06
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Tropici eco-chic

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Tropici eco-chic
Maldives
Numero di Novembre 2007

Maldive. Sole, sabbia e acque cristalline. Un migliaio di isole alla “Robinson Crusoe”, enormi lagune turchesi e giardini di coralli sottomarini. Per una vacanza in paradiso...

“No news, no shoes”, recita la scritta sul sacchetto di cotone naturale che viene offerto a ogni ospite per conservare le proprie scarpe mentre si è ancora a bordo del dhoni (barca tradizionale maldiviana) che, dall’idrovolante appena ammarato nella laguna turchese di Kunfunadhoo, naviga verso la spiaggia del Soneva Fushi Resort, nel remoto arcipelago di Baa. Un motto, una filosofia di vita che entusiasmano: “No News, No Shoes”, ovvero niente contatti ansiogeni con il mondo esterno e dunque via anche le scarpe. Subito si scopre il piacere sensuale di affondare i piedi nella soffice e tiepida sabbia corallina. Un cameriere dal sorriso bianchissimo offre lo shuta, un “welcome cocktail” denso e dolce, a base di ananas, chiodi di garofano e rosmarino, da sorseggiare sprofondati nella poltrona di bambù sistemata sotto le palme. L’oceano ruggisce da lontano quando un’onda si scaglia sul reef. Questo “mantra marino” riesce a rilassare mente e corpo, “sgualciti” dal jet lag e dall’immobilità prolungata sugli scomodi sedili del charter. Il ritmo dei flutti, udibile ovunque sull’isola, si annuncia come la colonna sonora di un soggiorno all’insegna della Natura. Ecologicamente corretti Al Soneva Fushi si assapora fino in fondo la filosofia della barefoot elegance, un’eleganza discreta e mai esibizionista, che ha conquistato Vip come Paul McCartney, Madonna e un’altra nutrita schiera di vip planetari, affascinati da un concetto meno materialista del lusso, che si rivela più che mai virtuoso anche perché è molto “ecologically correct”. È dall’amore di Sonu Shivadasani, miliardario indiano erede di una famiglia che possiede fabbriche di computer in patria e vigneti in Provenza, e di Eva Malström, ex modella svedese e poi stilista, che nasce il progetto di due resort da sogno (il Soneva Fushi, prima, e poi il Soneva Gili), ispirati a regole di eco-compatibilità e di utilità sociale. E dall’unione dei loro nomi viene il marchio “Soneva”. I materiali usati per costruire e decorare le ville, la spa e gli altri edifici del Soneva Fushi, ad esempio, sono tutti naturali: teak da piantagione, tronchi e foglie di palma (albero che non rischia l’estinzione), noci di cocco, bambù, cotone non trattato, terracotta, papier machê. Sulle isole niente insetticidi chimici: le zanzare vengono tenute lontano diffondendo un fumo derivante dall’olio di semi di colza. Sonu ed Eva finanziano anche i programmi di Ecocare (associazione ecologista locale), che ha redatto una mappa dettagliata di tutte le specie vegetali e si adopera per l’educazione ambientale dei giovani maldiviani, affinché possano preservare le loro isole per il futuro. Per secoli le popolazioni degli atolli hanno usato materiali biodegradabili che potevano essere lasciati liberi di “reintegrarsi” nell’ambiente senza problemi, ma oggi - con le lattine, la plastica e altri oggetti indistruttibili - le isole paradisiache rischiano di diventare pattumiere per l’eternità, e non solo a causa dei turisti.

Sabbia e foreste
L’isola su cui sorge il Soneva Fushi è una delle più grandi delle Maldive. Lunga un chilometro e mezzo, Kunfunadhoo è coperta da una densa foresta di frangipani, banani, morinda (i cui frutti verdi e ovali sono ritenuti miracolosi per la salute), alberi di cannella del Malabar, hybiscus e centinaia di altre specie vegetali che creano un habitat molto interessante per gli appassionati di botanica, introvabile sulle isole più piccole. Kunfunadhoo è molto piacevole da visitare in bici o a piedi nudi e offre abbastanza spazio per non soffrire di claustrofobia. La circonda una spiaggia ininterrotta, lambita da una laguna spettacolare, praticamente un catalogo di tutte le possibili sfumature di zaffiro, acquamarina e turchese, da cui affiorano banchi di sabbia soffice e immacolata, ideali per trascorrere una giornata di mare e sole (con canapé e champagne) isolati dal resto del mondo.

Ospitalità a cinque stelle
Lo stile “Robinson Crusoe a cinque stelle” del Soneva Fushi - che ha fatto scuola anche in altri resort di lusso delle Maldive - prevede che la tecnologia sia “riassorbita” dalla Natura: l’asciugacapelli, infatti, è nascosto in un cassetto di legno di palma, il minibar, la tv e lo stereo sono celati in mobili di rattan, i fax vengono consegnati in tubi di bambù, i cd e i dvd vengono dati in prestito chiusi in cestini di giacinti d’acqua intrecciati. Il servizio è cortese, efficiente, premuroso, ma non servile, ed è improntato alla massima “naturalità”. I membri dello staff indossano una divisa minimal chic, tutta bianca, molto “spirituale”, composta di casacca e pareo e si muovono silenziosi e sorridenti, anche loro a piedi nudi. I pavimenti, infatti, quasi non esistono (solo nelle camere): persino nei ristoranti si cammina sulla purissima sabbia. Il décor delle stanze, curato personalmente da Eva, è anch’esso un inno al minimalismo ecocompatibile: i letti sono in legno di palma, sormontati da bianche zanzariere, le lampade da tavolo sono di ferro battuto e pergamena, le sedie di tek. «Ho voluto bagni enormi, tutti in legno, che sconfinano in un giardino collegato direttamente alla spiaggia, perché so quanto le donne, in particolar modo, apprezzino lo spazio e la comodità in un ambiente che dovrebbe avere la stessa eleganza e comfort delle stanze da letto, ma che spesso gli hotel sacrificano», spiega la bellissima Eva sorseggiando un cocktail di frutta, mentre i suoi occhi, turchesi come la laguna, si illuminano di gioia sotto un caschetto biondo molto sbarazzino.

Perfetto relax
Le bianche ville dal tetto di paglia sono immerse nella vegetazione e godono della massima privacy, affacciandosi su una radura circondata da banani, pandanus, palme e gigantesche foglie di taro a forma di cuore. Amache e chaise longue garantiscono comodità e relax all’ombra. Attraverso un passaggio tra le piante, si può accedere al tratto di spiaggia “privato” prospiciente ciascuna villa, per fare un tuffo nelle acque tiepide, scansando sussiegosi pesci chirurgo dal corpo blu e dalla pinna gialla e comici pesci “grugnitori” (in inglese: sweetlips) che sembrano avere le labbra siliconate come certe attrici nostrane. Tornando in camera, per sciacquare via la sabbia si affonda il mestolo (composto da una mezza noce di cocco e da un bastoncino di bambù) in una giara di terracotta piena d’acqua posta all’ingresso della villa, su cui galleggiano dei candidi frangipane dal profumo dolce e sensuale. La filosofia ambientalista del resort prevede che i fiori e le foglie usati per decorare gli ambienti non vengono mai staccati dagli alberi, ma solo raccolti se il vento li fa cadere.

Vita da sub
Per esplorare meglio i magnifici fondali intorno a Kunfunadhoo, si possono dedicare intere mattinate all’attività subacquea. Con l’esperto dive master, in pochi minuti di barca si raggiungono alcuni dei siti più belli. Normalmente le pareti del reef scendono fino a 25-30 metri di profondità, e si nuota fra nuvole di sardine argentate, murene che sembrano ruggire con le bocche spalancate e i denti affilati, fiammanti pesci rana che si camuffano fra i coralli, mante immense, piccoli pescecani (innocui), famiglie di pesci leone dalla criniera fluttuante. Quando si emerge, c’è un asciugamano caldo ad attendere ogni sub, un tè bollente e fettine di cocco fresco per recuperare le energie.

Suggestioni in laguna
Poche miglia separano Malé dall’isola di Lankanfushi, nell’atollo di Malé Nord, dove sorge il Soneva Gili. Vi si arriva in idrovolante e motoscafo. Alla prima occhiata, il Soneva Gili appare profondamente diverso dal Fushi. Per sopperire alla mancanza di spazio (l’isola è piccola) le splendide ville di legno, collegate da lunghi pontili, sono state costruite su alte palafitte in mezzo a una spettacolare laguna (“gili” infatti significa “laguna” in divehi). A queste si aggiungono le Soneva Gili Crusoe Residences (che coprono 250 metri quadri) e la stupefacente Soneva Gili Private Reserve (ben 1400 metri quadrati, dotata di tutti i comfort più “stellari”: dalla Jacuzzi sul sun deck a una vera e propria Spa privata). Si tratta di superbe residenze che emergono solitarie dall’acqua di cristallo turchese - come “isolotti” di design rustic-chic - e sono raggiungibili solo in barca. Un dhoni privato è a disposizione di ognuna di queste ville isolate, come pure un thakuru (maggiordomo personale) che provvede a tutte le richieste, compreso il transfer. Dalle ville orientate verso il tramonto si guarda un banco di corallo da cui spunta una sola palma spettinata dal vento bollente. Pochi gradini separano il salotto dal sun deck esterno e poi quest’ultimo dal pelo dell’acqua. In pochi istanti si può passare dal proprio letto all’”acquario” naturale del reef, da esplorare fra pesci chirurgo, farfalla, pappagallo, Napoleone. Sul tetto della villa, invece, una terrazza offre un day bed sotto una tettoia di paglia, massima privacy e una vista stupenda sulla laguna. Per raggiungere la Spa, costruita anch’essa in legno su palafitte, si percorre un lungo pontile. Si viene accolti da una delle terapiste, che porge una tovaglietta umida e profumata di ylangylang, per rinfrescare il viso, e un corroborante tè ghiacciato allo zenzero. Da provare il favoloso massaggio all’olio di cocco, seguito da uno scrub al sale marino e da un impacco esfoliante alla papaya, per eliminare le cellule morte. Attraverso la botola di vetro ritagliata nel pavimento, mentre ci si gode il massaggio, si possono contare i pesci angelo reali, dalle striature di zaffiro e d’oro, che mordicchiano i coralli in cerca di cibo. Finito il massaggio, vengono aperte le finestre: la brezza salata del tropico accarezza la pelle e le parole di Corto Maltese, tratte dalla Ballata del mare salato di Hugo Pratt (Einaudi), affiorano naturali alla memoria: «All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per ripararsi durante un tifone, o per riposare e amare. Quell’orizzonte sarebbe stato sempre lì, un invito ad andare». ___

A prova di gourmet
Una sublime esperienza gastronomica attende chi prenota una cena al Me Dhuniye. Il “gourmet restaurant” del Soneva Fushi è caratterizzato da grandi oblò rettangolari affinché le palme, il cielo e l’oceano “riempiano” gli occhi mentre si gustano piatti sublimi di “New Asian Cuisine”. Non una cucina fusion, bensì una filosofia culinaria creativa che ricerca preparazioni inconsuete, sofisticate, ancorate ai Paesi di origine (Giappone, Thailandia, India, Indonesia), ma con una combinazione di ingredienti molto originale. Davvero deliziosa, ad esempio, la “galletta” di wahoo in crosta di foglie di lemongrass e lime, con sorbetto di albicocca e peperoni rossi, o il tonno in crosta su zabaione di miso con risotto shiitake, olio di sesamo, cetrioli flambé e alghe al forno. Tutti i giorni, al Soneva Fushi viene preparato un ottimo pranzo a buffet sotto le palme, dove si gustano pesce, crostacei e carne alla brace, riso, vari tipi di curry e di sushi, verdure saltate nel wok, dolci e altre delizie preparate al momento. Sull’isola c’è anche un orto biologico con annesso ristorante, dove si può pranzare all’aperto due giorni alla settimana: gli chef raccolgono l’insalata e le verdure solo pochi minuti prima di servirli in tavola e preparano squisiti curry di melanzane e dhal (zuppa indiana piccante) di lenticchie rosse. Nella fornitissima cantina del resort (quattrocento etichette e più di ottomila bottiglie) si possono organizzare cene “wine&dine” con degustazioni di vini. Al Soneva Gili, invece, c’è un solo ristorante che propone una buona cucina descritta come “Mediterr-asian”, dai sapori genuini, senza velleità sperimentali, ma con grande enfasi sulle specialità a base di pesce e crostacei freschi e sulle verdure biologiche. Oltre a piatti ispirati all’India del sud (ma meno piccanti), il menu offre anche un’ampia scelta di pietanze vegetariane e specialità “dietetiche”.

del.icio.us


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