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Tè, vaniglia e fiori
Mauritius
Numero di Dicembre 2006
Nel sud selvaggio dell’isola “dolce e profumata” o nell’entroterra dalle mille tonalità di verde. Tra le dimore coloniali e le coltivazioni di canna da zucchero e anturium
Voglia di circondarsi di fiori e di persone sorridenti, lontano dalla frenesia e in armonia con l’ambiente? Concedetevi una vacanza nell’“isola dolce e profumata”, Mauritius, alla “scoperta” della sua regione meno abusata dal turismo all inclusive: il selvaggio sud. Con un mosaico di razze, costumi e colori e una natura forte e avvolgente al tempo stesso, il sud dell’isola per molti aspetti è ancora autentico, anche se non mancano i raffinati templi dell’hotellerie internazionale, approdata qui di recente… Sguardi sull’oceano e incursioni nell’interno, tra foreste, piantagioni di canna da zucchero e coltivazioni di tè, senza dimenticare celebrità come l’isolotto Île aux Cerfs, paradiso esotico irrinunciabile, con candida sabbia e acque cristalline chiuse dal reef a pochi minuti di barca dalla costa, ma raggiungibile anche a piedi attraverso una sottile lingua di sabbia. Magari il posto giusto per trascorrere la notte di Capodanno ballando in spiaggia la segá, ovvero la tradizionale danza creola degli schiavi, con passi strisciati e piroette al ritmo di suoni caraibico-africani.
COLORI ESOTICI AL MERCATO.
Sulla costa orientale, prima di dirigersi a sud, è d’obbligo una tappa a Flacq, con uno dei più grandi mercati a cielo aperto del Paese, che annuncia il fascino di una cucina ricchissima, miscellanea delle influenze più diverse. Un intreccio di sapori creoli, cinesi, indiani e europei proposto con naturalezza e spontaneità in tante locande lungo le strade o magari in prossimità di una spiaggia, ma anche interpretato a livelli raffinatissimi da grandi chef, come quelli della scuola di Alain Ducasse. Prenotate un soggiorno allo splendido Le Prince Maurice, l’unico Relais&Chateaux dell’isola, al top per prestigio e raffinatezza, con una cucina davvero eccellente. A sud lasciamo il reef per l’oceano selvaggio con paesaggi marini memorabili, dalle alte scogliere battute dal vento ai gorghi d’acqua spettacolari, alle spaccature profonde nelle rocce laviche su cui si infrangono le onde, come a Le Gris Gris. Spaccati di foresta incontaminata inverdiscono, invece, le pendici della Lion Mountain. Facendo tappa a Mahébourg, piccolo centro coloniale che non ha perso del tutto un certo fascino antico appena malinconico e quell’aria francese d’altri tempi, vale la pena di spingersi, magari in bicicletta, a nord della città per visitare il biscottificio Rault. Dal 1870 a oggi, quando la famiglia Rault aprì la biscuiterie mettendo in produzione con una ricetta rigorosamente segreta croccanti biscotti quadrati alla manioca, non è cambiato molto. Fatti ancora a mano, i dolcetti sono aromatizzati su fuoco alimentato con foglie secche di canna da zucchero e si possono assaggiare alla fine della visita accompagnandoli con una tazza di tè. In città il posto giusto per degustarlo è il caratteristico Salon de Thé. Poco a sud di Mahébourg, ecco di nuovo l’azzurro alla laguna di Blue Bay, rinomato centro per gli sport acquatici. Si tratta di un’insenatura stretta con spiagge che arrivano fino a Pointe d’Esny. Un indirizzo prezioso per chi almeno una volta vuole dimenticare i lussuosi resort internazionali, è la piccola e piacevolissima pensione Chantemer, con un giardino delizioso che arriva fin sulla spiaggia, cinque camere arredate con i vecchi mobili di famiglia, una veranda con vista dove dondolarsi su un’amaca o fermarsi a leggere e proprietari deliziosi.
CUCINA CREOLA E COLLINE VERDI.
Una tipica atmosfera mauriziana e tutti i comfort di un bel resort sulla spiaggia vi aspettano a Le Preskil Beach Resort, immerso in un giardino tropicale circondato da quattro spiagge bianche. Per una cena romantica a base di piatti creoli, come il tonno alla griglia con miele, lime e sesamo, c’è Le Jardin Créole a Pointe d’Esny. Spingendosi ancora più a sud, fino a Baie du Cap, eccoci sulla costa più selvaggia, suggestiva e frastagliata di Mauritius, con alte pareti rocciose di basalto, cascate e piccole baie sabbiose, dove imbattersi in villaggi di pescatori che lungo il ciglio della strada vendono il pesce appena pescato. Appena dietro la costa, campi di canna da zucchero alternati a foreste e piantagioni di tè che disegnano un mosaico di verdi di diversa gradazione. Dimenticate per un attimo le bianche spiagge e la barriera corallina, ci si dirige all’interno, alla scoperta di una Mauritius per certi versi forse ancora più intrigante. Qui è la campagna a sorprendere, con le sue mille sfumature di verdi vellutati e ondeggianti. Bellissima la Vallée des Couleurs (stesso spettacolo anche a ovest nelle terre di Chamarel), soprattutto se osservata alla luce del sole: terre e collinette ondulate con 23 tonalità cromatiche, per una tavolozza striata di rossi, gialli, verdi e persino azzurri e viola, da scoprire camminando con lentezza lungo un sentiero naturalistico che incontra cascate e piccoli chioschi.
NEL REGNO DEL TÈ.
Solo 12 chilometri a nord di Rivière des Anguilles ci si trova immersi in una delle più belle piantagioni di tè (che dopo lo zucchero, è la seconda risorsa economica di Mauritius), Bois Chéri: 250 ettari con vista spettacolare sulla costa. Le coltivazioni sono in gran parte concentrate intorno a Curepipe, l’altopiano centrale, selvaggio e ancora molto naturale. Qui, lungo la strada del tè, ci si imbatte facilmente nelle donne del posto che con maestria raccolgono a mano le piccole foglioline, tra profumi e aromi inebrianti. Nel Domaine des Aubineaux, dove c’è una delle poche dimore coloniali ben conservate, residenza del proprietario delle piantagioni, ci si sofferma davanti agli arredi originari, ai quadri e alle foto d’epoca. Scendendo a sud nel cuore delle piantagioni, si visita la fabbrica assistendo alla produzione e ai vari processi di lavorazione fino a vedere il tè impacchettato. Sull’isola si confezionano ben sette tipi di tè, fra cui quello alla vaniglia e una varietà al cocco chiamata Dodo, mitico uccello simbolo di Mauritius, estinto alla fine del 1600. Poi si passa in un museo con i macchinari d’epoca, pieno di racconti, immagini e storie sulla bevanda, da degustare in tazze di porcellana nel lodge della piantagione, affacciato su un piccolo lago. Molto affascinante, a due chilometri di distanza, è anche la splendida casa padronale coloniale di Le Saint-Aubin, splendida dimora creola del 1819 con mobili di stili e epoche diversi, tipica delle piantagioni di canna, anche se qui lo zucchero non si produce più ma c’è un’interessante distilleria di rhum tradizionale. Il giardino ha una serra dove si coltivano anturium rosa, rossi e bianchi, simbolo dell’isola, e fiori di vaniglia da assaporare magari con un pollo nel ristorante Table d’Hôte. Questo posto - con arredi tradizionali e piatti tipici mauriziani, come l’insalata di cuori di palma, ananas e mango - piace ai più raffinati cultori della cucina creolo-orientale.
PROFUMI E RESORT.
Non lontano da Le Saint-Aubin, sulla strada per Domaine du Chasseur, c’è l’unica distilleria di profumo ancora esistente. Tutt’intorno le piante e i fiori coltivati per ottenere gli oli essenziali, dal prezioso ylang ylang al geranio odoroso, al vetiver, alla citronella e al pepe rosa. Un’altra tenuta interessante da visitare è quella della piantagione di zucchero di Saint-Felix, fondata alla fine del 1700, con coltivazioni che ricoprono alla perfezione le dolci colline. Qui c’è lo zuccherificio in attività più antico di Mauritius. Per cena, c’è la bella terrazza di Le Batelage, accanto alla foce del fiume Souillac, che dà il nome a un piccolo villaggio appollaiato sulla costa. Ottimo il pesce al vapore con salsa al curry, forse il sapore più tipico di Mauritius. La costa, con le scogliere a picco battute dalle onde dell’Oceano Indiano, soprattutto andando verso Baie du Cap, è splendida e quasi inesplorata, come tutta la zona intorno al villaggio di Bel Ombre. Siamo all’estremo sud di Mauritius. Da non perdere, il castello di Bel Ombre, immerso nel verde. La Riserva naturale di Valriche, sotto la tutela della Mauritian Wildlife Foundation, è una pianura vastissima con cervi allo strato brado, uccelli rari e farfalle coloratissime. E in questa zona si trovano anche gli hotel più esclusivi inaugurati di recente, come l’Heritage Golf&Spa Resort con il più grande centro benessere dell’Oceano Indiano oppure il Voile d’Or Resort&Spa.
A PASSEGGIO NELLA CAPITALE.
Prima di concludere il viaggio, mettete in programma qualche ora da trascorrere alla capitale, Port Louis, con belle case coloniali, un waterfront dove passeggiare, il pittoresco quartiere cinese dietro il porto e quello musulmano con la moschea più importante dell’isola, un tempio indù dai colori sgargianti e un dedalo di viuzze da casbah… Ma soprattutto, il mercato tra Farquhar Street e Queen Street, fitto di bancarelle lungo gli stretti vicoli con i profumi e i colori di banchetti di spezie, erbe e tè, ma anche pane, pesce, formaggi, ortaggi e frutta. E poi piccoli oggetti di artigianato, come le borse di paglia coloratissime da regalare o gli “acardi”, verdure sott’olio con spezie e peperoncino. E ancora, le gelatine di frutta o i sacchetti di spezie ed erbe per infusioni, senza dimenticare l’angolo degli erboristi con i rimedi ayurvedici. Ma se c’è un profumo, un sapore e un gusto da riportare a casa da Mauritius, è sicuramente quello del tè alla vaniglia. E magari anche una bottiglia di rhum, altra tipicità locale davvero doc.
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