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Incanto tropicale
Numero di Giugno 2007
Socialmente sicure e troppo lontane per rievocare la solita routine: ecco perché le mete esotiche costituiscono la fuga perfetta. Anche in estate. Quello dei Carabi è un vero e proprio revival. I tempi di Rockfeller, certo, sono lontani. E adesso queste isole sono finalmente alla portata di tutti. C’è, poi, anche un’altra buona ragione per scegliere le mete di lungo raggio nel periodo estivo: se d’inverno i prezzi sono quelli dell’altissima stagione, in estate, a conti fatti, una parentesi esotica non costa più di una vacanza d’agosto nelle spiagge italiane più trendy. La scelta dei resort è molto vasta e spazia dagli hotel extralusso ai piccoli alberghi d’atmosfera. Complici anche i collegamenti, oggi di gran lunga più agevoli e frequenti di un tempo, con voli di linea e charter diretti salva-tempo. Meno di otto ore e voilà, il panorama è estasiante: un arco di quasi 2500 chilometri a cavallo del Tropico del Cancro, con un’infinità di isole diversissime fra loro. Un vero e proprio puzzle di spiagge da manuale come Antigua, Anguilla, Tobago, St. John e Turks & Caicos e di foreste come Dominica e Grenada in cui si avverte l’alito dell’Amazzonia.
Ci sono poi le isole senza notte: St-Barth, Barbados e la Giamaica. E quelle davvero sperdute e lontanissime: Cayo Levisa, Anegada a Barbuda. Raggiungerle è un po’ come naufragare. Niente paura, il ritorno è assicurato. O, per meglio dire, programmato. Più insolito, ma ugualmente affascinante, è il Madagascar. Che non è solo il titolo del cartone animato più visto di un paio d’anni fa. Ma un vero e proprio cantico della libertà e della natura. In una parola, della felicità. Che trova sfogo in una giornata di pesca con i malgasci nelle isole dell’ultimo paradiso. Tra i siti più visitati, l’arcipelago delle Mitsio, una dozzina di isolette quasi tutte disabitate, 40 miglia al largo della costa nord del Madagascar, fino a qualche anno fa raggiungibili esclusivamente con golette d’antan che vagabondavano nell’Oceano Indiano o con catamarani a vela. Oggi gli ospiti trovano alloggio, invece, in resort etnochic: niente televisore o comunicazioni via satellite, la connessione Internet è un’autentica scommessa. Ma è fuga anche questa. La dimensione è diversa: spiagge bianche a perdita d’occhio, popolate più che da umani da aironi e aquile pescatrici. Il posto ideale dove passare almeno una settimana per poi noleggiare una barca per navigare fra gli arcipelaghi dell’Oceano a bordo di catamarani e sloop superconfortevoli con tanto di skipper e cuoco. Sono quindi le nuove Maldive. Quelle “classiche”, però, continuano a difendersi bene sul mercato dei viaggi. Certo, lo tsunami ha cambiato le esigenze. E così, con un investimento di 100 milioni di dollari, anche le Maldive hanno puntato sul lusso. Ricercatezza nello stile ma a prezzi contenuti per non rischiare di escludere troppi portafogli. I tempi dei pionieri, dei sub incalliti e delle camere spartane sembra, insomma, definitivamente andato. E andata è anche la politica dell’all inclusive, a basso costo e con scarsa qualità. L’offerta, oggi, spazia a tutto campo sul trattarsi bene. E la risposta è positiva: quasi un milione di arrivi ogni anno, di cui oltre 100 mila italiani. La sfida ai disastri ambientali sembra essere stata, dunque, vinta.
Le Maldive del post tsunami puntano sulla qualità: non più all inclusive a basso costo ma resort etnochic nella natura...
Diversa ma pur sempre altamente competitiva è l’offerta delle Seychelles, favorita da un nuovo volo diretto da Milano Malpensa attivato a dicembre scorso: sistemazioni appaganti, natura primitiva e semplicità: questi gli ingredienti base dell’offerta, che ha messo alla portata di tutti isole un tempo pagate a peso d’oro, come Mahé, Praslin e La Digue. E resort di charme che accolgono i turisti in autentiche dimore creole, a ritmi lenti con il rumore delle onde in sottofondo e uno scenario di lunghe spiagge, massi rosa e palme. Più dispendiose Mauritius e Polinesia, ma anche qui l’offerta è cominciata a cambiare. I prezzi pure. Per chi, infine, volesse fuggire un po’ dal caldo afoso, la proposta dell’America Latina è un buon compromesso. I prezzi sono vantaggiosi, i collegamenti agevoli, grazie anche alla nuova linea diretta messa a disposizione dalla compagnia Air Europe. Un’occasione imperdibile per assaporare la samba del Brasile e i ritmi sempre caldi di Rio.
Mauritius, Seychelles, Madagascar, Thailandia, Messico e Brasile. Intanto le Maldive del post tsunami puntano sulla qualità...
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