Vie del gusto
Martedì 2 Dicembre 2008 - 16:05
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Gioielli coloniali

Sudafrica
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Gioielli coloniali
Numero di Giugno 2007

Sudafrica. Da Franschhoek a Paarl sulla “via del vino” alle porte di Cape Town. Tra le etichette blasonate delle cantine storiche

Un sole sanguigno ed enorme pennella di rame le montagne che si ergono come onde materiche alle spalle dei vigneti. Le ipnotiche geometrie dei filari tappezzano, come una “pelle verde”, rigogliose vallate, alternandosi a orti e frutteti. Simili a dimore fatate, qua e là spuntano candide e sontuose fattorie in stile Cape Dutch (Olandese del Capo), dai frontoni arricciati, che ricordano il Barocco dei Paesi Bassi. Questi luoghi magici - dove “perdersi” tra una degustazione di vini e un assaggio di formaggi, tra un “déjuner sur l’erbe” e una cena a base di ostriche - non si trovano né sulla cartina geografica della Provenza, né in Toscana, bensì migliaia di chilometri più a sud, al ‘finis terrae’ del Continente Nero. Il Sudafrica, infatti, non è solo la terra dei safari nella savana, ma custodisce un’enorme varietà di emozionanti paesaggi montani e marini, che si alternano ad ameni scenari agresti, come le Winelands del Western Cape, la provincia di cui Cape Town (Città del Capo) è “capoluogo”

Destinazioni neochic Nella Regione Vinicola del Capo - che comprende Franschhoek, Stellenbosh, Paarl e Constantia - si respira un’atmosfera unica, un mix tra Vecchia Europa e Nuova Frontiera, cui il tocco modaiolo degli ultimi anni ha aggiunto un fascino molto glamour. Baciate da un clima asciutto e soleggiato per nove mesi l’anno, le Cape Winelands, infatti, sono divenute - grazie anche al boom turistico della vicina Cape Town, ormai una delle città più cool del pianeta - destinazioni neochic, amate da aristocratici inglesi, modelle parigine, imprenditori italiani, pop star internazionali e divi di Hollywood. Qui sono concentrate le cantine più quotate del Paese (settimo produttore mondiale), che danno vita a vini eccellenti: dagli aromatici Chardonnay ai corposi red blend, dai fruttati Chenin Blanc ai vellutati Merlot, venduti a prezzi competitivi sul mercato internazionale. In alcune delle tenute (risalenti al XVII e XVIII secolo e recentemente ristrutturate), si può anche alloggiare in moderne suite di design o in ambienti di charme, arredati con mobili coloniali. E si può coccolare il palato in raffinati ristoranti. Il villaggio di Franschhoek, nato nel 1688 grazie ai protestanti ugonotti fuggiti dalla Francia, è famoso per l’impronta decisamente francese e per essere uno degli eden gastronomici del Sudafrica

Ostriche, vigneti & rose Poco fuori dal villaggio, a una manciata di chilometri dalle boutique e dai bistrot dove si pasteggia a ostriche e Cap Classique (l’equivalente sudafricano dello spumante), si scopre l’imponente cancello della tenuta Grande Provence, che emerge da un mare di fitti vigneti, delimitati da roseti bianchi. È stata ristrutturata recentemente da Alex Van Heeren, già proprietario dell’Hukka Lodge in Nuova Zelanda (buen retiro del jet set planetario) ed è una delle più eleganti delle Winelands. A Grande Provence abbiamo soggiornato nello stupendo Owner’s Cottage e provato le pantagrueliche prime colazioni servite nella veranda che dà sulla piscina privata. Il cottage si affitta in blocco e ha quattro camere, una magnifica suite e un dècor rigoroso, riscaldato dai colori della terra tipicamente “Afro Style”. Per l’aperitivo, ci siamo seduti al Wine Tasting Bar della tenuta, in stile “industrial chic” - con lampade in acciaio e seggiolini di metallo che copiano quelli dei trattori. Il ristorante, giocato su linee essenziali e sulla contrapposizione bianco-blu, ha anche un dèhor nel giardino ombreggiato da querce secolari, dove è piacevolissimo consumare un pranzo leggero.

In viaggio nel tempo A pochi chilometri sorge la storica tenuta Boschendal, la cui imponente Manor House è stata trasformata in una specie di casa-museo, con letti a baldacchino, coperte ricamate, pendole olandesi, armadi in noce, porcellane Ming. È una vetrina del lifestyle sei-settecentesco degli espatriati ugonotti e dei free burger (coloni olandesi) nelle regioni vinicole sudafricane. Inoltrandosi fra i dolci declivi di Stellenbosch, non possono sfuggire gli scenografici vigneti di Zorgvliet, orgoglio dell’enologo Neil Moorhouse, su cui si affacciano le luminose suite del Banhoek Vineyard Lodge.

Il nettare di Napoleone Più a ovest, sulle pendici meridionali della Table Mountain, la montagna dalla cima piatta “icona geografica” di Cape Town, sta adagiata la regione vinicola di Constantia, la più antica del Sudafrica. Il microclima unico, generato dalle fresche brezze oceaniche che spirano da False Bay, a pochi chilometri di distanza, convinse il governatore Simon Van der Stel, nel 1685, a fondare la “madre” di tutte le aziende, Groot Constantia. Nel podere campeggia ancora la Manor House originale, oggi divenuta museo, dove abbiamo ammirato i begli arredi dell’epoca, e una cantina storica, la Cloete Cellar, che custodisce una collezione di contenitori per il vino e antiche carrozze. Constantia divenne famosa in tutta Europa nel XVIII e XIX secolo grazie al Vin de Constance, un nettare dolce, di cui Napoleone era appassionato estimatore. Jane Austen lo citò persino nei suoi libri e la Regina Vittoria ne sorseggiava un bicchiere ogni sera dopo cena. Oggi continua ad essere prodotto secondo il metodo tradizionale, con uve Moscat de Frontignan, nella tenuta Klein Constantia dal giovane enologo Adam Mason. In una location altrettanto spettacolare, tra il “fondale” di rocce granitiche delle Constantiaberg Mountains e l’azzurro dell’Atlantico, sorge la tenuta di Steenberg, fondata nel 1682. La cantina, “timonata” da John Loubster, produce il pluripremiato Sauvignon Blanc Reserve e altri vini importanti. Il podere è noto pure per l’hotel di charme, con belle suite in stile coloniale (arredate con pezzi d’antiquariato olandese), per la Spa e per il celebre ristorante, Catharina’s, fra i migliori del Sudafrica.

Fred il collezionista L’ultima tappa del tour nelle Winelands ci porta a Paarl, a nord di Cape Town. Quando i primi coloni vi si stabilirono, nel 1654, imperavano leoni, elefanti, leopardi, zebre e giaguari. Oggi il territorio è “addomesticato” dai filari ordinati, scelti dall’eclettico Fred Ulhendorff come “approdo” dopo una vita da supermanager e sette anni spesi a navigare in veliero tutti i mari del globo. In questa valle soleggiata, tra le querce secolari e le chiome viola di jacaranda, sorge il Palmiet Valley Estate, con la casa originale di fine Seicento e le dependances, che Uhlendorff, meticoloso collezionista, ha arredato con bauli di free burger, armadi pakistani, mobili d’antiquariato indiano o inglese, letti viennesi di inizio Novecento e decine di altri oggetti originali.

Nella zona delle Cape Winelands sono concentrate le cantine più quotate del Sudafrica, settimo produttore mondiale di vini

10 cose da non perdere
1_Una cena da Catharina’s at Steenberg, a Constantia.
2_Una visita alla storica tenuta Boschendal, a Franschhoek, con la magnifica Manor House, in stile Cape Dutch.
3_Un weekend superdeluxe all’Owner’s Cottage di Grande Provence, a Franschoek.
4_Le degustazioni di vini da Meerlust (a Stellenbosch), Groot Constantia (a Constantia), Boekenhoutskloof e Moreson (a Franschhoek) e Palmiet Valley (a Paarl).
5_Un pranzo nell’ombroso giardino di Bread & Wine (a Franschhoek), a base di gustosi piatti mediterranei.
6_Un weekend a Cape Town, per vivere la frizzante atmosfera del Victoria & Albert Waterfront, gironzolare nel Bo-Kaap, il coloratissimo quartiere malese di Cape Town, trascorrere una giornata sulle spiagge della Cape Riviera e, la sera, immergersi nella movida notturna di Long Street.
7_Un “pellegrinaggio” a Robben Island, ex prigione per detenuti politici (dove Nelson Mandela ha trascorso molti anni), oggi riserva naturale e museo storico con mostre multimediali.
8_Il trekking sulla Table Mountain: “conquistare” la cima (1.086 m.) a piedi (anziché in teleferica) è un’esperienza emozionante.
 9_Una visita a Klein Constantia, per assaggiare il Vin de Constance, apprezzato da Napoleone e dalla Regina Vittoria.
10_La straordinaria “scenic drive” sulla Cape Peninsula fino al Capo di Buona Speranza, battuto da venti perenni.

del.icio.us


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