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Capo Verde. Nelle meraviglie di Boavista
Cape Verde
Segnalato il Febbraio 2008
Nell’arcipelago di Capo Verde esistono ancora angoli di fantastica solitudine, di silenzi rotti solo dal rumore del mare e del vento, eccoci arrivati a Boavista. Un piccolo capolavoro della natura dove i colori chiari della sabbia bianca e del mare trasparente si fondono con i rossi accesi ed il nero delle rocce vulcaniche.Una terra fatta di contrasti forti, di oasi lungo il mare e scogliere mozzafiato accarezzate dalla storia di vecchi relitti incagliati lungo la riva e sulle spiagge deserte. Girare per le strade dell’isola è piacevole ed al tempo stesso utile per chi ci abita , sono infatti frequenti i passaggi dati a chi si sposta per lavoro o a chi vuole raggiungere Sal Rei, il centro portuale più importante dell’isola ( anzi l’unico centro ); a Boavista la lingua ufficiale sembra essere l’italiano, esiste una cordialità da noi persa e una grande voglia di entrare in contatto con nuove culture. Sono moltissimi gli italiani che vivono e lavorano in questo piccolo rifugio naturale e i livelli di invidia cominciano a salire. Non esiste nulla di prodotto localmente, tutto è importato dall’Europa o dalla vicina Africa, è una realtà ricca di opportunità di lavoro ma, ancora non economicamente e commercialmente autosufficiente. Forse è questo il fascino dell’isola, dove è lecito sognare nuovi percorsi professionali e la fantasia corre veloce come il vento. Già, proprio il vento, non fastidioso anzi, molto utile per allontanare le nubi che spesso si affacciano nel mese di febbraio. Un pescatore di Sal Rei ci dice però che non piove, seriamente, da cinque anni e, guardando la quantità di polvere lungo le strade, non gli si fatica a credere. Pochissime sono le strade asfaltate, molte piste sono in ciottolato, chilometri e chilometri di piccoli sassi affiancati e tutti tagliati rigorosamente a mano; guardando queste strade non si può non pensare a quanto lavoro e quanto sudore siano costate.Nella zona sud dell’isola, dove merita assolutamente dedicare una giornata, si può cammina per ore lungo spiagge immense senza mai trovare nessuno; è la tranquillità che affascina, soprattutto per chi arriva dal caos cittadino della metropoli milanese. Vecchi villaggi abbandonati dai pescatori si affacciano sulle spiagge, mancava l’acqua e gli abitanti hanno dovuto abbandonarli, sono piccole città fantasma troppo lontane da i primi centri abitati per poter sopravvivere in autonomia. Boavista era proprio quello che cercavo per qualche giorno di relax, per staccare da un mondo ipoteticamente avanzato e tuffarsi in un piccolo sogno, guardo le mie fotografie e ripenso alla breve vacanza , un bel ricordo non solo per gli occhi ma anche per il cuore, se ci volete andare non vi dimenticate di mettere in valigia anche qualche giocattolo, i bambini di Boavista ve ne saranno grati. Walter
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