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Sapori “dannunziani”
Numero di Aprile 2008
Abruzzo. Un locale rustico e ben fornito, a suo modo sofisticato. Per degustare, “meditare” e ammirare, ma soprattutto per divertirsi grazie all’irresistibile simpatia dei proprietari
Per la carta puntano tutto sui vini: ben 77 etichette di ogni provenienza. Nemmeno una delle regioni d’Italia può offendersi di essere trascurata. Ma i vini sono solo l’accompagnamento. Un altro accompagnamento, che però si presta a essere consumato anche in tutta solitudine, è il rhum. E al Portonaccio di Pescara hanno pure quello. Ma il piatto forte sono le portate, i cibi, le elaborazioni e un po’ i contrasti tra la genuinità dell’arredamento del locale, tutto legno, travi rustiche e panche, e le squisitezze che i camerieri portano in tavola. Ma cominciamo dal principio. La location: ‘Il Portonaccio’ è in piazza dell’Unione, a Pescara, nel cuore dell’Abruzzo. E in Abruzzo, si sa, mangiare bene non è un optional ma un obbligo. E qualche volta pure mangiare tanto. Purché sia genuino. Portate “avare” qui non ce ne sono mai.
E andiamo avanti. Piazza Unione non è solo il centro della Pescara Vecchia ma pure il posto dove nacque Gabriele D’Annunzio. E sì, è proprio lui il dirimpettaio di questo simpatico ristorante. E fin qui siamo ancora all’interno. Sulla tavola, cosa si potrebbe non dire? Cucina tipica abruzzese rivisitata in chiave moderna dallo chef Massimo. Simpatia e professionalità: ma questa è opera di Fabrizio che si occupa della sala. Se poi non volete mangiare ma vi piace il posto e volete soltanto bere, tutti i giorni dalle 23 il locale diventa wine bar. E però alle specialità della casa, siete avvisati, non potrete dire di no. Gli abruzzesi la considerano una scortesia. E allora accantonate la dieta per una sera e fate spazio a capresi con panna, sfogliatine alla crema chantilly, parrozzi con riduzione d’arancio e tiramisù bianco. O a ricchi taglieri di salumi e formaggi. Buoni e sani come da queste parti è davvero difficile trovarne!.
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