|
Il gusto del silenzio
Numero di Febbraio 2008
È l’unico momento per ascoltare la sinestesia sensoriale che ci permette di vivere l’esperienza estetica dei sapori
*Da questo numero inizia a collaborare con “Vie del gusto” il Professor Giampaolo Perna, uno dei massimi esperti mondiali sui disturbi d’ansia ed emotivi. Responsabile del Centro per i Disturbi d’Ansia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, insegna all’Università Vita-Salute San Raffaele e all’Università dell’Aquila. È Direttore Associato dell’International Master in Affective Neuroscience dell’Università di Maastricht. Info: giampaoloperna.com.
In questa vita moderna intrisa di velocità e caoticità, in questa “vita liquida” prendendo in prestito le parole evocative di Zygmunt Bauman, la capacità di star seduti in silenzio è diventata spesso un’impresa. Eppure è un passo indispensabile per tornare ad ascoltare i nostri sensi, vuol dire essere capaci di liberare la mente da preoccupazioni, pensieri e persino sogni per ritrovare la pace che soltanto il silenzio può dare. Questo ci riporta in una dimensione psichica in cui il nostro corpo ritrova vitalità e slancio, in cui i nostri sensi si amplificano a partire dal presente per rievocare le magie dal passato e proiettarsi nell’intuizione del futuro. Ritrovare il silenzio e immergersi in esso ci aiuta a diventare consapevoli di noi stessi e del nostro corpo “hic et nunc”. Ritrovare il silenzio sembrerebbe un’impresa titanica in questa vita travolgente, ma abbiamo un alleato formidabile, il nostro cervello. La nostra mente, infatti, conosce l’importanza del silenzio e cerca di ritrovarlo con comportamenti automatici che ci fanno chiudere gli occhi quando assaporiamo un cioccolatino o quando ascoltiamo una melodia. La nostra mente sa benissimo quello che deve fare e se ci facciamo guidare da essa possiamo ritrovare il potente incanto del silenzio. I nostri sensi sono il primo vero contatto con l’ambiente che ci circonda, raccolgono gli stimoli esterni integrandoli con le nostre memorie emotive, desideri e sogni del futuro.
Se avviciniamo un calice di Brunello alle nostre labbra per poi ingurgitarlo con la mente travolta dalle preoccupazioni lavorative o personali, non lo assaporiamo e non permettiamo ai nostri sensi di vivere l’esperienza magica ed emozionale che questo vino pregiato può donarci. Così facendo stiamo semplicemente bevendo qualcosa. Se la nostra mente è altrove, anche il nostro corpo e i nostri sensi non sono presenti.Solo la tranquillità del nostro spirito, che non è semplice assenza di rumori esterni ma soprattutto interiori, può permettere al nostro corpo di trovare l’antica potenza sinestesica capace di attivare quel sesto senso, la nostra mente, capace di armonizzare gli altri sensi esattamente come Riccardo Muti è capace di evocare emozioni integrando suoni e strumenti differenti.Per ritrovare la potenza del gusto non limitiamoci a chiudere gli occhi, ma cerchiamo di chiudere la mente alle tante preoccupazioni e pensieri che affollano la nostra vita, ritroviamo il gusto di star seduti con noi stessi. Soltanto allora potremo gustare la vita.
|