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Testa o coda?
Numero di Aprile 2008
Rana pescatrice. Un pesce gustoso e pregiato, apprezzato dagli chef ma poco utilizzato dai consumatori
La rana pescatrice, comunemente nota come “coda di rospo”, è una presenza abituale nei menu dei ristoranti italiani, soprattutto al centro, perché gustosa e pregiata. Viene quasi sempre cucinata in umido o preparata in zuppa. Nonostante sia apprezzata dagli chef, raramente viene acquistata in pescheria dai consumatori, forse perché il suo aspetto incute timore a chi si voglia cimentare con questo tipico prodotto del Mediterraneo. In effetti, a chi non è troppo esperto di cucina di mare, può far sorgere qualche perplessità non avendo la classica forma di pesce e far nascere qualche domanda sul dove mettere le mani. Invece è un pesce molto facile da preparare e si offre a tante preparazioni. Si trova di solito molto fresco sui banconi della pescheria, ma controllate che abbia un abbondante strato di muco sulla pelle, caratteristica di questa specie che ne indica la freschezza. Spesso è reperibile in commercio nei supermercati privata della testa. Quindi se trovaste solo la coda già spellata dovrete fidarvi del commerciante in merito alla sua freschezza.
Se acquistato intero, invece, fatelo solo spellare e privare della testa, che però consiglio di non buttare perché, come mi hanno dimostrato in Calabria, è ottima per completare ricette e ideale per preparare il brodo di pesce. Questa “principessa” del mare si trova tutto l’anno, ma il periodo migliore sono i mesi invernali. Attenzione che non sia sotto i 40 cm di lunghezza altrimenti è da considerarsi sotto la taglia minima prevista dalla legge italiana. Le sue carni sono davvero molto gustose e saporite, se ne possono ottenere compatti bocconi, ideali per chi non ama molto le spine e adora piatti sostanziosi. In più è un pesce relativamente ricco di proteine e povero di grassi, escluso da ben poche diete.
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