Vie del gusto
Venerdì 29 Agosto 2008 - 06:16
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Né aglio né cipolla

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Né aglio né cipolla
Numero di Aprile 2008

Scalogno. Lo stesso identico corredo genetico di 5000 anni fa nello straordinario bulbo coltivato in un fazzoletto di Romagna

C’è un motivo se lo scalogno di Romagna non è mai stato trovato allo stato selvatico: non fa fiore, quindi non c’è possibilità di scambio di pollini tra infiorescenze di più piante. Per riprodurlo è fondamentale conservare una parte dei bulbi dell’anno da poter piantare per ottenere un nuova produzione. E c’è anche un problema: il bulbo ha comunque un periodo limitato di conservazione. Ipoteticamente, se nessuno ripiantasse il bulbo dell’anno, il tipico Scalogno di Romagna scomparirebbe. Per queste particolari caratteristiche è una pianta di straordinario interesse genetico. Non facendo fiore non scambia pollini per cui non scambia geni, quindi conserva ancora intatto il suo “corredo genetico” di quando fu portato in Europa, un “bagaglio” di ben 5000 anni.

Il piccolo bulbo dal nome altisonante di “allium ascolanicum”, che cresce solo nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna, ha ottenuto nel 1997 l’Indicazione Geografica Protetta. Non va assolutamente confuso con quello francese più esposto nei supermercati. Lo Scalogno di Romagna non è aglio, né cipolla. Formato da piccoli bulbi aggregati fra loro, piriformi, che nascono in gran numero attorno a un bulbo centrale, sono più o meno compressi ai lati dove si toccano con i bulbi più vicini. A seconda del tipo di terreno in cui vengono coltivati, assumono diversi colori dal verde violaceo, al rossiccio, al rosa chiaro, o il più diffuso bianco e viola. I bulbi sono avvolti in una pellicola che va dal ramato al rossastro. Lo scalogno fu portato in Italia da popoli provenienti dall’Oriente nelle migrazioni verso l’Europa. Tra questi anche le popolazioni celtiche, da cui il termine “allium” che in lingua celtica significa “bruciante”. Quando si taglia può far lacrimare gli occhi e un odore pungente colpisce l’olfatto. Lo Scalogno di Romagna Igp ha un sapore particolare, più forte e profumato di quello della cipolla e più dolce rispetto all’aglio. Molto aromatico, armonizza con gli altri cibi esaltandone e gratificandone il gusto.

del.icio.us


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