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Giovedì 20 Novembre 2008 - 15:27
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Vita da vip sul lago di Como

Lago di Como
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Vita da vip sul lago di Como
Como (CO)
Numero di Settembre 2007

Lombardia.
 Il Lario è sempre un dolce incanto. Tra splendide ville sull’acqua, giardini rigogliosi e fabbriche di seta pregiata. Una meta vintage che ha riacquistato notorietà... grazie a George Clooney

Il primo è stato George Clooney.
Direttamente dai party a base di Martini bianco e dalle missioni spericolate di “Ocean’s twelve”, il bello dal successo facile è arrivato sul Lago di Como, se n’è innamorato e ha acquistato la sua prima casa al lago, a Laglio. L’occasione gli era arrivata per caso. Era bastata una scorribanda in moto con gli amici di Milano (che dista poco meno di un’ora di autostrada) perché fosse amore a prima vista.
E così il bel George ha deciso: quel lago era l’ideale per riposarsi dalle fatiche di Hollywood. Accadeva cinque anni fa. In pochissimi mesi Clooney acquistò due proprietà comunicanti, Villa Oleandra e Villa Margherita a Laglio, sulla sponda occidentale, a metà strada fra Como e Argegno. Effetto George Era il principio di un vero e proprio ciclone. Un ciclone turistico, certo, ma anche immobiliare. Perché Como, considerata fino a quel momento una meta per così dire… vintage, grazie a mister Martini è entrata nel mirino degli amanti di vip watching.
Un effetto dirompente, insomma, per quello specchio d’acqua, che da molti anni sembrava sopito nelle fauci delle brume autunnali che lo caratterizza.
C’è poi da dire che l’effetto Clooney non ha riguardato solo i fan ma anche una cerchia di vip che hanno preso a modello l’attore americano e sono arrivati fino al lago a cercare dimore da acquistare. E poi ci sono gli ospiti di Clooney, sempre diversi.
Lo scorso anno, Brad Pitt e Angelina Jolie.
Quest’anno è la volta di Catherine Zeta-Jones, la bella moglie di Michael Douglas, che pare si sia improvvisamente ricordata di un invito rivoltole qualche mese fa da mister Clooney e lo abbia informato del suo arrivo. Insieme a lei arriveranno anche suo marito e due baby sitter. Ma quella tra George e Laglio non è stata sem pre una convivenza felice.
Appena qualche mese fa, mistyer Clooney era sceso in piazza contro l’amministrazione comunale, che con una delibera del Consiglio Comunale aveva istituito un percorso turistico che contemplava come principale attrattiva proprio la residenza di George. Un provvedimento disapprovato dalle 900 anime di Laglio, che con un documento di protesta avevano tentato di ostacolare la delibera, coinvolgendo anche il regista di “Good night, good luck”. George è, diventato un cittadino perfetto.
Attento, persino, alle esigenze locali. È di quest’estate la notizia che sia sceso personalmente in piazza contro la cementificazione delle sponde del lago, firmando, stavolta, non un autografo ma una vera e propria petizione

Una nuova primavera
Vicende di gossip a parte, Como, comunque, sembra essere nel pieno di una stagione di nuova fioritura. Sono tornate di scena, intanto, le mostre di respiro internazionale (come quella che ha portato a Villa Olmo i capolavori conservati al Museo Nazionale di Belgrado, chiuso per lavori di ristrutturazione fino al 2010, oltre cento opere, tra dipinti e disegni, di grandi maestri dell’Otto e Novecento, fra cui Monet, Renoir, Degas, Chagall e Picasso). In città, sono nati nuovi spazi d’arte contemporanea, come Borgovico33, allestito in una chiesa sconsacrata in uno dei quartieri più caratteristici. Si è rivalorizzato anche il MuST - Museo Studio del Tessuto - che vanta una collezione di oltre 400 mila reperti, dalle sete del ‘700 a quelle giapponesi, e che promuove il Corso Superiore di Arte Visiva. Tra gli appuntamenti di fine estate, tra il 25 agosto e il 9 settembre, in piazza Cavour torna di scena il Parolario, vivace caffè letterario giunto quest’anno alla sua settima edizione, accompagnato da una partecipazione sempre più ampia del pubblico (oltre 150 mila presenze lo scorsoanno), proveniente da tutto il Nord Italia e dal Canton Ticino. Intanto, oltre a Como, sono tornate di moda anche altre zone del lago.

Villa d’Este
Brad Pitt e Angelina Jolie l’avrebbero voluta pr il loro matrimonio.
Ma è tutt’altro che un caso. Villa d’Este, immersa in ben 10 ettari di parco privato, costituisce davvero uno degli orgogli del lago di Como e non solo. L’antica struttura, del XVI secolo, fu costruita per essere residenza estiva del Cardinale Tolomeo Gallio e fu dimora, nei secoli, di un’imperatrice, una regina e di illustri famiglie aristocratiche per poi essere trasformata in hotel di lusso nel 1873.
Oggi, completamente rinnovata, Villa d’Este offre i più alti standard dell’ospitalità pur mantenendo inalterato il fascino del suo nobile passato, riconfermandosi come una delle più leggendarie mete turistiche in Europa e nel mondo.
Le 152 stanze sono dislocate nei due edifici, la “Villa del Cardinale” e il “Padiglione della Regina”, costruito nel 1856 in onore della Principessa Carolina di Brunswick.
Villa Malakoff e Villa Cima, sempre all’interno del parco, offrono la possibilità di usufruire di tutti i servizi, nella più totale privacy.
La “Veranda” è il ristorante principale dell’albergo dove la piccola colazione, il pranzo e la cena vengono serviti in un’atmosfera elegante e raffinata.
Attraverso un’escursione in barca, i clienti più esigenti hanno la possibilità di ammirare i villaggi caratteristici e le meravigliose ville sulle sponde del lago.
Villa d’Este, già ai vertici del lusso alberghiero mondiale, è poi sede del convegno più importante dell’economia e della finanza italiana, che si tiene ogni anno a Cernobbio, nelle sue sale, proprio a settembre.

Status symbol
E sui battelli in partenza da Como verso le località dell’alto lago, fra golfi e baie ritagliati lungo i 45 chilometri di strada d’acqua che arrivano fino a Sondrio, adesso non ci si imbarca più solamente per ammirare le architetture storiche e i parchi secolari.
Piace di più il vip watching, che poi altro non è che una caccia alla villa della celebrità di turno. Poco importa che in dimore come Villa Pliniana a Torno (raggiungibile in battello) e Villa Saporiti La Rotonda a Como un tempo abbiano soggiornato Lord Byron e Ugo Foscolo, Gioacchino Rossini e Napoleone Bonaparte. Che nei giardini di Villa Melzi a Bellagio (dove si arriva in ferry boat), progettati dal Canova, passeggiassero Liszt e Stendhal.
E che da Villa del Balbianello a Lenno, affacciata sul bacino dell’Isola Comacina (l’unica del lago), sia facile immaginare le conversazioni colte che personaggi come il Manzoni, Silvio Pellico e Giuseppe Mazzini ebbero con i proprietari del tempo, dal conte Luigi Porro Lambertenghi al marchese Giuseppe Visconti.
Adesso l’importante è sapere quando Madonna va a Villa Fontanelle a Moltrasio, acquistata negli Anni Settanta da Versace.
Che Leonardo Di Caprio probabilmente si sposerà a Villa d’Este. Che a casa Clooney sono ospiti fissi Cindy Crawford, Sting, Bruce Springsteen, Matt Damon, Brad Pitt e Angelina Jolie.
Che a Villa del Balbianello a Lenno, di proprietà del Fai, è stato girato un episodio di “Guerre Stellari” e a Villa La Gaeta ad Acquaseria il remake di “Casino Royale”, con Daniel Craig ed Eva Green. Oppure che Villa Cademartori a Blevio è il rifugio di Milva.
Effetto Clooney, certo. Rinforzato però dagli annunci immobiliari di qualche agenzia americana, che ha inaugurato una sezione per diventare vicini di casa dei vip: ormai abitare a Lariowood è una questione di status symbol.

Ville e giardini
Se le ville private si vedono solo dall’acqua, a Como, che conserva il sapore di un piccolo borgo proteso verso il lago, tra il monte di Brunate e il colle del Baradello, si ammirano il Duomo, opere architettoniche di grande pregio come il Palazzo Vescovile, in stile romanico, e la Chiesa di San Fedele.
Fuori dalle mura, invece, ci sono la chiesa di Sant’Abbondio e le aziende della seta, ognuna con il suo spaccio, dove si trovano articoli scontati dal 30 al 70 per cento.
Anche Cernobbio, il primo paese che si incontra risalendo la sponda occidentale, ha indirizzi di forte richiamo internazionale come Villa d’Este, uno degli hotel più blasonati d’Italia e piccoli ristoranti di charme con menu di pesce.
La Villa del Balbianello,a Lenno, si affaccia sull’acqua con un giardino a terrazze strappate alla roccia. Si visita anche l’interno, con mobili inglesi e francesi del Settecento, arazzi fiamminghi e collezioni di arte cinese, africana e precolombiana.
Più avanti, un altro capolavoro è Villa Carlotta, a Tremezzo.
Un magnifico esempio di Barocco lombardo, che ospita una collezione d’arte neoclassica con opere di Antonio Canova e piante straordinarie che in primavera, con la fioritura dei rododendri e delle 150 specie diverse di azalee, diventa uno dei più spettacolari giardini d’Italia.
A Varenna si può visitare Villa Monastero, con piante tropicali e magnolie antiche, fra tempietti neoclassici e fontane. Sull’altra sponda, non può mancare una visita a Bellagio, la Saint-Tropez del Lario.
Con le case color pastello, il parco e il giardino all’italiana di Villa Serbelloni, che ha visto passeggiare personaggi celebri, da Winston Churchill a John Kennedy.
E la meraviglia di Villa Melzi. Dal monumento di Giovan Battista Comolli a Dante e Beatrice, che ispirò a Liszt, ospite della villa, molte celebri sonate per pianoforte, qui è tutto un trionfo di grotte e piante.
Dai rododendri alle azalee, dalle sequoie alle querce, i pini, i cipressi e un magnifico esemplare di olmo siberiano. Ci sono anche un tempietto in stile arabo, il viale dei platani e un delizioso laghetto giapponese che fa da specchio ad aceri, canfore e camelie.
Un tripudio di colori e profumi, che raramente si riescono a contemplare tutti insieme.

La maledizione dell’Isola Comacina
Sull’isola Comacina, l’unica del lago, c’è una sola locanda e poche case.
Ma non è stato sempre così. Un tempo questa zona fu ricca di case, monasteri e abbazie, frequentata e vissuta dalla parte più ricca di Como.
Nel 1169 i guerrieri di Como, uniti a Barbarossa e con l’aiuto delle tre Pievi (Dongo, Gravedona, Sorico) invasero l’isola distruggendo fortificazioni e ben 9 chiese e vietando con un decreto qualsiasi ricostruzione.
Ma fu il vescovo di Como, Vidulfo, a lanciare la maledizione: “Non suoneranno più le campane, non si metterà pietra su pietra, nessuno vi farà mai più l’oste, pena la morte violenta”. Sfidando la sorte, nel 1948, il setaiolo Carlo Sacchi ed il campione di motonautica Sandro De Col decisero di impiantare una Locanda sull’isola, allora abitata solo da serpi.
De Col scomparve tragicamente in un incidente di motonautica e Carlo Sacchi venne ucciso a Villa d’Este dalla contessa Bellentani.
Lino Nessi, frustrato voleva abbandonare il progetto, ma la scrittrice inglese Francis Dale gli suggerì l’esorcismo del fuoco, già praticato ai tempi dei greci, che lo facevano come rito di ringraziamento per il raccolto. Da allora ogni volta che qualcuno onora la mensa della Locanda dell’Isola si svolge il rito del fuoco. E da allora non è morto più nessuno.

del.icio.us


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