Vie del gusto
Martedì 2 Dicembre 2008 - 07:40
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Vini e castelli

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Vini e castelli
Pavia
Numero di Aprile 2007

Terra di vini e di castelli, di sapori forti e decisi, di dolci contrasti tra pianura, colline e montagna.

L’Oltrepo Pavese vanta la più consistente produzione vinicola lombarda, con oltre 13.000 ettari vitati, ed è la terza area italiana Doc, preceduta dall’Asti e dal Chianti. Colline silenziose che dalle sponde del Po si insinuano nella parte meridionale della provincia di Pavia fino ai confini con la Liguria per diventare montagne verdissime. Un territorio, come lo descrisse Gianni Brera, simile per la sua forma a un grappolo d'uva. E il vino qui è presente nel Dna della gente. Siamo sul 45° parallelo, che non è il titolo di un romanzo di Joseph Conrad, ma una straordinaria linea che nel mondo vitivinicolo unisce la qualità. Il paesaggio è tra i più eterogenei, molto simile alla Borgogna, dove nascono il Bonarda e il Pinot nero per spumanti metodo classico e charmat. Tra i rossi importanti, dai nomi curiosi e altisonanti, il Buttafuoco e l’indimenticabile Barbacarlo, prodotto in un solo vigneto dietro a Broni. Tra i bianchi c’è l’imbarazzo della scelta, dal Riesling, vino bianco secco anche da invecchiamento, al Moscato di Volpara e alla Malvasia, vini dolci da abbinare ai dessert o con pane e salame. All’inizio della Strada del vino e dei sapori dell’Oltrepo, immersa in un oceano di colline a perdita d’occhio, Stradella è città del vino e della musica. Qui c’è il Museo della fisarmonica (intitolato a Mariano Dallapé, inventore dello strumento nel 1876), che ancor oggi viene prodotta in diverse botteghe locali. Qui si gusta la micca (o miccone) di Stradella, un pane di circa un chilo che si conserva a lungo, ben cotto all’esterno e soffice all’interno. In zona si trovano anche imperdibili manieri, come a Zavattarello e Cicognola, monasteri e chiese trasformati in cantine, come a Montù Beccaria e la Certosa di Casteggio. E ancora, terme come le fonti di Recoaro e Salice Terme e soprattutto indimenticabili sapori come il salame di Varzi Dop, i cacciatorini, la coppa di Rovescala. Con gli scarti del maiale si preparano le marubè, frittelle di sanguinaccio e i ciccioli. Casteggio, Montalto pavese e S. Maria della Versa sono famosi per i tartufi, i funghi, le erbe officinali e i frutti di bosco. Chiudono il paniere la Siras, ricotta di pecora, il Nisso di Menconico, di latte di vacca e pecora, chiamato “formaggio che brucia” per il sapore piccante, da accompagnare con la schita, una frittella di farina, strutto e latte. Tra le ricette imperdibili, gli agnolotti gobbi, pasta ripiena con carne stufata, i bolliti accompagnati da deliziose salsine come il dolcebrusco (preparato con zucchero, aceto rosso, fegatini, aringhe e capperi). info: www.vinoltrepo.it

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