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Repubblica delle meraviglie
San Marino
Numero di Dicembre 2007
San Marino. La piccola enclave illuminata a festa seduce con un’atmosfera tipicamente natalizia e una tavola genuina, dai sapori forti e decisi
Tra le Repubbliche è la più antica d’Europa (fu fondata nel 301 d.C.) e con i suoi 61,5 chilometri quadrati è anche la più piccola del mondo. San Marino, con un domino di palazzi e castelli svetta dal Monte Titano a oltre 700 metri sul livello del Mare Adriatico e a una manciata di chilometri dalla Riviera Romagnola. L’immaginario collettivo la visualizza con il Palazzo Pubblico (1884-1894), sede delle principali istituzioni riprodotta in multiformi souvenir, ma le sorprese, per chi la raggiunge sono infinite. Vestita e illuminata a festa per l’imminente Natale, la Repubblica di San Marino è ancora più suggestiva, offrendo uno scrigno di sapori veri e forti, scorci e profumi di quelli che si ricordano per sempre. La saporita cucina si giova della bontà del territorio, dell’accorto lavoro e della maestria delle sue genti. Qui le associazioni professionali e le cooperative di settore hanno costituito il Consorzio Terra di San Marino che, ci spiega la dottoressa Aida Selva, autorevole, entusiasta e competente portavoce del sodalizio: «mette a valore il rispetto dell’ambiente, la qualità delle produzioni, la tutela del consumatore, la promozione e la valorizzazione del territorio, nonché la salvaguardia del patrimonio rurale e delle sue tradizioni». Le eccellenze qualitative cominciano dal pane. E difatti la volontà del Consorzio Terra di San Marino di mantenere viva la tradizione panaria sammarinese ha fatto sì che adesso, ben tutelata e valorizzata, sia presente sulle tavole sammarinesi la Coppia Terra di San Marino, contrassegnata dal bollino che ne certifica l’intera filiera. La Coppia Terra di San Marino si distingue per la forma “a croce” costituita da un corpo centrale formato da due pezzi di pasta uniti assieme e dalle cui estremità si dipartono quattro “coni”. Scrigno di genuinità Nel territorio sammarinese ci sono circa mille arnie. Se ne origina prelibato miele, dal millefiori all’acacia e al castagno; meno comune, il miele di sulla, che proviene dal nettare di una leguminosa erbacea che cresce spontaneamente sulle pendici dei caratteristici calanchi sammarinesi. In così bel territorio non poteva mancare lo struggente abbraccio tra l’ulivo e la vite, qui coltivazioni di millenaria tradizione. L’olio extra vergine è ottenuto da blend di varietà tradizionali del territorio tra cui Correggiolo e Sursina. Durante il “Natale delle Meraviglie” si ha modo di degustare l’olio nuovo, da non perdere. Così come è assolutamente da fare una visita alla cantina del Consorzio Vini Tipici di San Marino, l’unico produttore di vini di Identificazione di Origine, l’equivalente della Doc italiana. «In oltre un quarto di secolo di attività, il Consorzio Vini Tipici di San Marino - dice il direttore Renzino Gobbi - è riuscito a ridare ai vini sammarinesi il prestigio del passato, coordinando il lavoro dei soci nel vigneto con quello della cantina». E qui i vigneti, collocati tra i 100 e i 450 metri sul livello del mare beneficiano sia dell’influenza dell’Adriatico che dell’Appennino. Durante il mese di dicembre la cantina è aperta per assaggi e acquisti. Ed è possibile incontrare il direttore commerciale del Consorzio, Paul Andolina, siculo-americano naturalizzatosi sammarinese per amor di vite. Nettari per ogni occasione I ristoranti sammarinesi hanno in carta i vini locali e, pur in funzione della scelta delle pietanze, fate in modo di degustare due vini bianchi: il Biancale, dall’autoctono vitigno, e il Roncale, dove la Ribolla è presente in prevalenza. Ottimi i rossi, eccellenti nel rapporto qualità/prezzo: il Sangiovese, in purezza, il Brugneto, anch’esso Sangiovese (85%), e il prestigioso Tessano, invecchiato in barrique e anch’esso con l’anima di Sangiovese. E quando si è al culmine delle feste, pochi i secondi che mancano alla più importante mezzanotte dell’anno, si stappi il Moscato Spumante, ideale per il brindisi e per accompagnare l’augurale panettone artigianale sammarinese. Lasciare San Marino dopo esserne stati coccolati e averne saggiati i sapori genera melanconia perché San Marino riesce a trasmettere la savia calma e il vigore che le proviene da un armonico e raro binomio: l’unicità della sua storia e la struggente bellezza della sua terra.
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