Vie del gusto
Venerdì 29 Agosto 2008 - 09:28
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Pianeta neve

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Pianeta neve
Valle d'Aosta
Numero di Marzo 2008

Valle d’Aosta. Non solo piste da sci favolose: nel comprensorio di La Thuile non mancano chalet e ristorantini per rigeneranti soste golose

La piramide bianca del Rutor, svetta di qua; di là, il trapezio del Monte Bianco fa capolino dalle piste in quota. In mezzo, addossata a ripidi versanti che culminano in un oceano di cime imbiancate, si apre la conca di La Thuile, storico e fondamentale passaggio delle Alpi occidentali mediante il Colle del Piccolo San Bernardo. Oggi è una famosa stazione turistica invernale, con i 150 chilometri di piste del comprensorio Espace San Bernardo, che include anche la dirimpettaia francese La Rosiére, collegata sci ai piedi. Questa è montagna senza se e senza ma. Dura, a un primo impatto. Come tutta la Valle d’Aosta, va scoperta a poco a poco, vivendola e assaporandone l’essenza, sugli sci come a piedi, a tavola o davanti al camino di un rifugio, a sentire storie e avventure. Ci pensa poi la neve, tanta, naturale, ad avvolgere e ingentilire - quasi proteggere - il centro di La Thuile e le frazioni sparse, in cui ancor si intravede qualche traccia architettonica di un passato non banale.

Un po’ di gradevoli seconde case, residences ed edifici militari e minerari non cancellano infatti una storia non dell’ultima ora. Il retaggio di traffici millenari e il significato strategico-difensivo di questa zona da sempre contesa (culturalmente parte integrante della comunità valdignese, con Courmayeur, Pre- St-Didier, Morgex, la Salle), traspare anche sotto metri di neve: ospizi (come quello dei Monaci Mauriziani), casermette, manufatti, fortilizi, vestigia romane (una ‘mansio’) e celtiche (famoso è il Cromlech, cerchio di pietre erette, di 72 metri di circonferenza, forse un recinto funerario). Non a caso. Il Piccolo San Bernardo (anticamente, Alpis Graia) è stato per millenni, praticamente fino all’apertura del tunnel del Monte Bianco, di vitale importanza per gli interscambi tra i due versanti delle Alpi, tra la Valle d’Aosta e la francese Haute Tarentaise, e tra la valle dell’Isere e del Rodano.

Domaine Skiable
Oggi questo è il regno incontrastato della neve e dello sci. L’Espace San Bernardo conta 74 piste, tra i 2.600 metri del Belvedere e i 1.450 metri di La Thuile, servite da 35 impianti di risalita quasi tutti dell’ultima generazione (e 300 cannoni per neve programmata, anche qui provvidenziale per fare un ‘fondo’ adeguato alle piste, che si sviluppano in ambiente accidentato di alta montagna). Un “domaine skiable”, come si dice da queste parti, in cui l’influenza francese si sente non solo nel cibo, davvero intrig\ante. In prossimità del paese è caratterizzato da una serie di piste di rientro molto tecniche e varie, che si snodano sul versante boscoso di Les Suches, raggiungibile in seggiovia o in cabinovia “doppio monocavo” (la prima in Italia realizzata con questa tecnica, già nel 1989). Sono vere ‘supernere’ che toccano punte di pendenza del 78%, ma sempre ben preparate. Spiccano la n. 2, la n. 5 e la n. 3 dedicata all’ex campione Franco Berthod, candidata a ospitare una discesa libera di Coppa del Mondo nel 2009. In quota, invece, sull’ampia spianata soleggiata che s’innalza fino al Colle del Belvedere, autostrade bianche e spazi per bambini, con panorama senza confini (da qualche punto si scorge anche il Cervino). Chicca da amatori, perché è la pista più defilata e solitaria, è la n. 18 con il suo proseguimento n. 6, che arriva fino in paese toccando baite abbandonate semisepolte.

Si rientra con taxi a la Rosiere e poi con gli impianti al Piccolo San Bernardo. Ma ancora più bella è la discesa sul ghiacciaio in versante italiano, in fondo alla quale l’elicottero riprende il gruppo. Un altro itinerario scende dal Miravidi (3.050 m) o dal Mont Ouille (circa 3.000 m) fino al Piccolo San Bernardo.

Piaceri e sapori
La Thuile
, peraltro, offre anche possibilità ‘soft’. Ad esempio, passeggiate a piedi o con racchette da neve nei boschi, alla Maison Blanche, a quota 1.636 sulle pendici di Les Suches sotto la funivia, o all’alpeggio di Cretaz, a quota 1.737. Lungo i sentieri, pannelli informativi illustrano la flora e la fauna presenti anche d’inverno, e indicano i nomi delle montagne. Accanto a questa immensa “offerta biancaLa Thuile dispone poi di adeguate infrastrutture. Il Planibel è un complesso di “chalettoni” che decisamente lascia il segno nella vita turistica del paese, di fatto ponendosi come “centro” alternativo, con la sua piazzetta ricca di servizi. Ma quel più conta è che, in linea con un flusso di energie positive che stanno investendo tutta la regione, anche a La Thuile si sta lavorando sul recupero dell’autenticità e dell’identità valligiana. Ciò si traduce in innovative esperienze private nel campo della ricettività: nuovi esercizi stanno sorgendo, altri vengono ristrutturati e rilanciati.

Nel versante del ‘Piccolo’, invece, è altrettanto stuzzicante la nera n. 25, in certi punti stretta e completamente naturale, una di quelle piste che nelle grandi e omologate stazioni non si trovano più, e che per questo andrebbe tutelata quasi come una specie in via d’estinzione! In fondo, alla base della seggiovia Fourclaz Express, bar e rifugi invitano una sosta contemplativa nel primordiale ambiente di alta montagna. Da qui si può proseguire per una sciata che è quasi un’escursione: sulla pista 7, che in parte ripercorre la strada del Colle (come si nota dai segnali stradali sommersi!). Volendo, può iniziare anche dalla cima di Chaz Dura, a 2.584 m (oppure, dal Colle), poi scende solitaria sfiorando baite, vecchie caserme e rifugi della seconda guerra mondiale, fino a La Thuile. Non è difficile, ma è lunga ben 11 km!

Ma qui a La Thuile non è un problema alzare piacevolmente il livello del brivido: la Bella Valletta è un fuoripista di 12 km, a cui si accede dalla cima al Belvedere, dopo un tratto a piedi. Per questo, ma anche per godersi al meglio il comprensorio, ci si può affidare a uno dei 64 maestri della locale Scuola Sci (tel. 0165884123, scuolascilathuile.it). Un altro plus della stazione è l’heliski, che qui trova uno dei suoi terreni d’elezione. La Valle d’Aosta è l’unica regione che lo ha regolamentato con una legge, garantendo sicurezza e limitato impatto ambientale (circa 250 euro per uscita, informazioni presso Helops, tel. 0165303303 o 3355648571, airvallee.com). Con l’elicottero si sale in vetta al Rutor (3.486 m). La discesa in fresca termina nel villaggio del Miroir (1.220 m), in Francia.

Qualche esempio? ‘Maison Carrel’, sull’Alpe Argillien nei pressi dell’omonima seggiovia, è un nuovo ristorante per sciatori con ampia veranda e terrazza ricavato da una stalla in disuso. Non banale: servizio alla carta e piatti sfiziosi. Da provare i ravioli fatti in casa con ripieno di carne, conditi con fonduta, noci e mocetta; oppure il filetto ubriaco (al nebbiolo), con bacche di ginepro. Sul fronte alberghiero, promette davvero bene la ‘Maison des Reves’ (“casa dei sogni”…), che sta per diventare il terzo 4 stelle di La Thuile. Pochissime stanze con centro benessere, in un graziosissimo chalettino, ex casa privata. È di appena un anno fa il rilancio dello storico ‘Hotel Dora’, nel centro, lungo il torrente: iniziò l’attività nel 1887.

Ora è un signorile 4 stelle che, sapientemente, non ha rincorso posticci modelli “pseudoalpini” tanto in voga, mantenendo le sue architetture sobrie. Lo ‘Chalet Eden’, leggermente isolato ai margini del bosco, dovrebbe guadagnare la quarta stella nei prossimi mesi, quando sarà pronto il centro benessere. Un altro esempio felice, una vera sorpresa, è l’hotel ‘Maison de Neige’: un albergo di montagna con un’anima particolare, in un edificio austero ma raffinato, una casermetta anni ’40 in pietra. Con un particolare: si raggiunge solo con gli sci, trovandosi sulla pista n. 7 che scende dal ‘Piccolo’, o con le motoslitte dell’albergo. Le 14 camere, tutte diverse tra loro, sono accoglienti e panoramiche. Anche il suo ristorante ‘La Neige’ è una sorpresa, così come l’ampia e innovativa carta dei vini.

del.icio.us


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