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Per chiese e cantine
Bergamo
Numero di Aprile 2007
Tra il lago di Como e il lago di Iseo, corre per circa 70 chilometri la Strada del vino e dei sapori della Valcalepio.
Una via anche religiosa, che annota tre le prime tappe la visita a Sotto il Monte, paese natale del Papa Giovanni XXIII. Anche l’abbazia di Pontida (dove si riunirono nel 1167 i comuni lombardi contro il Barbarossa) nel cuore della Valle S. Martino, è una meta storico-religiosa, ma grazie alla presenza dei vigneti dà già un’anteprima dei vini rossi e bianchi della Valcalepio. Il Valcalepio rosso Doc è frutto dell’uvaggio tipico di Bordeaux (bordolese), una selezione di uve Merlot (40- 75%) e Cabernet Sauvignon (25-60%), che può essere d’annata e invecchiare anche due anni, diventando Riserva. Sui ronchi della Valcalepio si ottiene anche il Valcalepio bianco Doc, selezione di uve Pinot bianco e Chardonnay (60- 85%) e Pinot grigio (15-40%). Tra vigneti, chiesette secolari e abbazie, un terzo incantevole convento, che oggi è anche una prestigiosa cantina, si trova ad Almenno S. Salvatore, presso l’exconvento agostiniano di S. Nicola, che tra l’altro custodisce un organo Antagnati, gioiello unico al mondo. Bergamo è patria del vino fin dall’antichità, come testimoniano gli eroici vigneti che circondano le mura e alcune targhe nelle vie della cittadella. Ma è a Scanzorosciate, ai piedi della collina Monte Bastia, che esiste una delle aree più antiche per la produzione del Valcalepio e del Moscato di Scanzo passito. Quest’ultimo è un vino raro e prezioso, frutto di un vitigno antico che si coltiva fin dall’epoca romana e che fu apprezzato dalle casate nobili di Milano e Venezia e addirittura fu bevuto dagli zar in Russia. Viene prodotto lasciando appassire le uve fino a Natale. Si beve a fine pasto con pasticceria secca o da solo come vino da meditazione. La Strada termina sul confine con la Franciacorta, a Castelli Calepio, dove arroccato sul fiume Oglio vi è il borgo medievale con il palazzetto carolingio di Castel’ de Conti. Con i vini della Valcalepio sono d’obbligo i prodotti tutelati dal marchio “prodotto bergamasco”. Tra questi, i cansonsèi (ravioli ripieni di carni suine e bovine, amaretto, uva sultanina, pera spadona), il salam de la bergamasca, il codeghì. Tra i formaggi, il taleggio, il quartirolo e il formai de mut hanno ottenuto la Dop. Ideali, così come il Branzi, formaggio a pasta semicotta, con la polenta bergamasca. Tra i dolci caratteristici, la polenta e osei (di pan di Spagna), la turta del Donizet e la torta smaiasa (con farina di mais). info: www.valcalepio.org
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