Vie del gusto
Sabato 30 Agosto 2008 - 05:42
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Napoli “charmante”

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Napoli “charmante”
Napoli (NA)
Numero di Ottobre 2007

Campania.
Nel capoluogo partenopeo per assaporare un’ospitalità che coniuga nuove tendenze e tradizione.
In un mix davvero irresistibile

Dimenticate quell’immagine ricorrente di una Napoli chiassosa e un po’ strillona, quel vociare incalzante e colorito, i rumori e le urla, talvolta, dei vicoli che si rincorrono.
Non che non esista e non mantenga per certi versi il suo fascino, ma questa volta vi porteremo a scoprire una Napoli insospettabilmente silenziosa, pacata, fatta di piccole oasi di quiete metropolitana, magari a due passi dal caos più pittoresco.
E se proprio alla fine rimarrete scettici non dimenticate quell’esilarante libricino, “Neapolitan Zen”, con il quale arriverete a convincervi che anche la pizza, il traffico e gli spaghetti sono Zen.

Novità dietro l’angolo
E a proposito di pizza e spaghetti, lasciatevi tentare e spiazzare da qualche sorpresa perché se è vero che a Napoli si va anche per una golosa cucina di tradizione fatta di pummarola e friarelli, le novità incalzano… Anzi, ultimamente guadagna punti una cucina innovativa, alleggerita e lontana dagli stereotipi.
È il caso per esempio di uno sperimentatore storico quale è Mario Avallone nella sua ‘Stanza del Gusto’, piccolo locale sulle scalette di una traversa di via Chiaja.
Su una veranda baciata dal sole, invece, alla ‘Terrazza Calabritto’, su piazza Vittoria, Enzo Politelli ha rinnovato la tradizione della cucina di mare: cotture leggere, molti crudi e tante verdure. La sera è meta glamour per gli aperitivi in un ambiente di design anni ’70 molto colorato.
Total white, invece, allo ‘Chandelier’: aria minimal scaldata da candele e morbidi divani. Vivace e all’aperto, l’aperitivo in piazzetta Rodinò da ‘Rodinò 28’. Accanto, uno dei ristoranti di nuova generazione, ‘Coco Loco’, con una bella proposta di crudi di pesce e una cucina leggera senza dimenticare i sapori.
Il ristorante Napoli mia, invece, riesce a raccontare una Napoli senza oleografia e senza pummarola, citando la tradizione con garbo. Ormai una new entry pienamente accreditatasi è ‘Radici’, all’insegna di una napoletanità giovane, fresca.
Molto legno, tessuti naturali, colori della terra illuminati da una luce calda, dal brillare delle candele e dei cristalli della raffinata apparecchiatura.
Riservato e minimale, eppure molto accogliente, come i proprietari che vi ricevono in sala o il giovane chef, la cui passione sta tutta nei piatti.
E allora ecco arrivare come appetizer l’alice in crosta di patate e poi tra gli antipasti un fagottino di pesce bandiera con mozzarella o il fiore di zucca ripieno di ricotta e pesce azzurro e, ancora, l’insalata di calamarelle con caponatina di verdure su farro. Tra i primi abbiamo trovato eccellenti i raviolini ripieni di pesce spada con pomodorini e olive e i paccheri con zucchine e calamaretti. Da bis la tartare di tonno e molto altro ancora.
Ma lasciatevi spazio per i dessert, tra cui una fantastica piramide di cioccolato fondente farcita di gelato di crema d’arancio. Piatti che vi sorprenderanno per equilibri, intensità di sapori, armonia ed estetica.

Sogni d’oro
Anche sul fronte alberghi, Napoli è decisamente versatile. Tornate nel denso, rumoroso, vociante tessuto cittadino, a due passi proprio dal cuore antico, dove c’è un’insolita oasi di pace, il ‘Costantinopoli 104’, residenza hotel di charme.
Immersa in un silenzio quasi irreale interrotto solo dal suono piacevole della campana di Santa Maria di Costantinopoli, come protetta dai bei palazzi ottocenteschi che le fanno corte tutt’intorno, l’antica villa liberty vi incanta subito con un giardino quasi segreto tra magnolie e aranci. Discreta e all’insegna di una sommessa raffinatezza da casa padronale, di cui ha mantenuto l’atmosfera, le foto alle pareti, gli oggetti.
Un personale pieno di attenzioni, una colazione con piccole sfogliatelle calde, un soffice plumcake, marmellate di agrumi, ma anche mozzarelline di bufala e ricotta fresca, vi faranno indugiare a lungo la mattina prima di uscire.

Colori nel chiostro
Una volta fuori, fermatevi nell’incantevole piazza Bellini, un piccolo, raccolto salotto di città dove rifugiarsi ai tavoli di ‘Intramoenia’, caffè letterario tra i più belli, oppure cercare un libro da ‘Evaluna’, navigare in rete al ’Internetbar’ o magari fermarsi da ‘Sorriso integrale’, ristorantino biologico. Scendete per via S. Sebastiano, fitta solo di negozi di strumenti musicali fino ad arrivare a Santa Chiara.
Ancora silenzi e pace nel magnifico chiostro tutto affreschi maiolicati, agrumi e pergole, e poi il giallo degli iris, l’azzurro della lavanda nelle siepi coltivate che nei colori sembrano echeggiare la stessa tavolozza usata dagli artisti ceramisti.
In una città che continua a meravigliarvi a ogni angolo, a mezzacosta c’è un altro luogo sorprendente. È la tenuta di Peppe Morra, noto gallerista napoletano, esperto di arte contemporanea, che a Napoli ha sempre avuto grande vivacità. Una vera e propria tenuta nel cuore del centro, tra i palazzi di Corso Vittorio Emanuele, una vigna di città sotto le mura della Certosa, tra alberi di gelsi e albicocche e una vista da capogiro! A due passi l’hotel ‘San Francesco al Monte’.
Un antico convento francescano del XVI secolo, con piscina scavata nella roccia sul roof garden: anche in questo caso un’altra oasi di pace nel caos metropolitano. Poche centinaia di metri su Corso Vittorio Emanuele ed eccovi al ‘Grand Hotel Parker’s’, a mezzacosta eppure a un passo dal centro e dallo shopping griffato: il top dell’ospitalità a Napoli da 130 anni, meta preferita dai grandi viaggiatori tra mobili d’epoca e molti dipinti.
Stile ed eleganza intramontabili, gli stessi per i quali lo sceglievano Virginia Woolf, Oscar Wilde, Benedetto Croce o, addirittura, il re Vittorio Emanuele II. Per voi, viaggiatori del nuovo millennio, oggi c’è anche una day Spa metropolitana firmata Mességué.

Location à la page
Alta cucina con vista mozzafiato sul golfo da ‘George’s’ sul roof: questo è il regno di Baciot (così è conosciuto lo chef Bacio Terracino) e della sua cucina fortemente legata ai sapori del territorio. Lasciato il centro, fate un salto a Bagnoli, il quartiere per eccellenza preposto alle novità in quanto a locali, soprattutto on the beach.
Il fermento è soprattutto tra i più giovani, di giorno come di notte. Il postindustriale come sempre fa tendenza e allora ecco locali come lo Square all’interno di Città della Scienza.
Open space colorato che più che altro ti aspetteresti affacciato sull’Atlantico e che alterna una situazione lounge post dinner con musica e cocktail a una vera e propria proposta gastronomica a largo raggio, passando dal sushi alla chianina senza dimenticare qualche citazione mediterranea.
Pochi metri oltre l’Arenile di Bagnoli, spiaggia attrezzata con tanto di prato all’inglese e palme in miniatura e perfino una cucina napoletanfusion. Lo skyline, tra uno sguardo su Nisida e il lungo pontile dell’ex insediamento Italsider, non è certo dei più tradizionali per un tuffo nel mare ma anche questa, dopotutto, è la Napoli poco oleografica e certo insolita che, come l’altra, continuerà a stregarvi.

Not to say that such an image does not exist or even add to the city’s appeal, but in these pages we invite you to discover a quiet Naples, made of small, calm, metropolitan oases. If after reading you are still sceptical, do not forget that exhilarating little book, “Neapolitan Zen” which will convince you that even pizza, traffi c and spaghetti are Zen.

Trends around the bend
Speaking of pizza and spaghetti, prepare to be surprised because Naples is lately in hot pursuit of innovative cuisine as is evident at Stanza del Gusto. Terrazza Calabritto offers a fresh approach on traditional seafood cuisine.
Enjoy their appetizers in a highly colourful setting, be dazzled by total white instead at Chandellier, or enjoy happy hour outdoors at Rodinò 28. Next door, there is Coco Loco serving raw fi sh. My Naples, instead, gracefully honours tradition.
At Radici, there are natural fabrics and earth colours. Try the fi sh pastry with mozzarella. Among the fi rst course options, sword fi sh raviolini with cherry tomatoes and olives or tube shaped pasta with squid. For dessert, chocolate pyramids with orange cream gelato.

Sweet dreams
Even on the hotel front, Naples is decidedly versatile. Two steps from the historic centre you’ll fi nd Costantinopoli 104, antique, refi ned villa in liberty style.
Breakfast with sfogliatelle pastries, jams, mozzarella and ricotta, will convince you to linger before going out. Once you are out, stop in piazza Bellini, local hangout where you can take refuge in a coffee at Intramoenia or at Sorriso integrale, an organic restaurant. In the midprice category, there is another surprising option: the estate of Peppe Morra, famous neapolitan gallery owner.
Nearby fi nd the San Francesco al Monte Hotel, antique convent with a swimming pool hollowed out of rock. A few hundred meters on brings you to Parker’s Grand Hotel: tourist favourite with antique furniture, paintings, and a day Spa.

Fashionable location
High kitchen with a breathtaking view of the gulf at George’s: this is the reign of chef Bacio Terracino with his kitchen fi xed on local fl avours. And hop over to Bagnoli, the zone with trend-setting bars and restaurants.
The area’s energy is one of the most youthful in the city. The post-industrial area has always embraced new ideas, take bars like Square inside of the Città della Scienza for example, colourful open space which operates as an after-dinner lounge with music and cocktails as well offering a wide array of dishes from sushi to chianina beef without forgetting its Mediterranean roots.
Just a few steps on is the Arenile club in Bagnoli, beach complete with an English style meadow bordered by miniature palm trees and even a Neapolitan fusion kitchen. Skyline, boasting views of Nisida and the long pier of the ex-factory Italsider, is certainly not one of the most traditional spots for a dip in the sea, but this is the unconventional and certainly original side of Naples that will bewitch you.

del.icio.us


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