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La via delle bollicine
Brescia
Numero di Aprile 2007
Un vino, un territorio.
L’anfiteatro morenico che lambisce il lago di Iseo è la culla delle nobili bollicine a metodo classico, nelle cui etichette compare la scritta “Franciacorta”. Un privilegio, quello del nome della regione in etichetta, riservato a soli tre vini europei da rifermentazione in bottiglia: Franciacorta, Cava (Spagna) e Champagne. La parola “Franciacorta” suona splendidamente nobile. La sua origine, secondo alcuni studiosi , allude alle Corti Franche, cioè le corti regie che dopo l’arrivo dei Benedettini e dei Cluniacensi godettero di franchigie. In zona la storia del vino è legata alle opere di bonifica degli ordini monastici, ma il successo delle bollicine Docg Franciacorta si è invece consolidato solo dopo gli anni ’60, perché fino a metà del ‘900 il vino più comune in Franciacorta era il rosso. Il metodo classico nasce dall’intuizione di un gruppo di imprenditori appassionati di Champagne, che dopo il 1960 iniziarono a impiantare qui i tipici vitigni della Champagne, Chardonnay, Pinot bianco e nero. Il Franciacorta Docg, prodotto con Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, si ottiene dopo 25 mesi dalla vendemmia, di cui almeno 18 di fermentazione in bottiglia. Può essere millesimato (cioè prodotto con uve di una sola vendemmia); Rosè (se contiene Pinot nero) e Saten, tipologia che è la massima espressione dell’armonia, del piacere e del gusto, perché è cremoso, armonico e morbido. Affascinante come le sue bollicine, la Franciacorta è rimasta un piccolo mondo antico, ideale per il turista del vino, con molti spunti per visite a bellissime ville, conventi, palazzi, giardini e cantine. Suggestive sono le Torbiere del Sebino, riserva naturale dove ambiente e attività umana si incontrano. Spettacolare la vista dal monastero di S. Pietro in Lamosa (1083), che prende il nome dalle “lame”, le paludi bonificate dai Cluniacensi. Altra meta imperdibile è Montisola, in centro al lago di Iseo, dove si produce l’omonimo salame e si pescano coregoni, persici e agoni. Di fronte all’isola, Clusane è invece la patria della tinca al forno, burrosa e fragrante con la polenta. Ma tra le specialità di Franciacorta c’è anche la carne, e in questo caso è obbligatorio far tappa a Rovato, famoso per il mercato del bestiame del lunedi. info: www.stradadelfranciacorta.it
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