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Gemma Lombarda
Cremona (CR)
Numero di Dicembre 2007
Cremona.Chiese, palazzi e osterie nella città del torrone e dei violini.Sacro e profano, mescolati insieme in un irresistibile cocktail.
Il sinuoso e lento serpeggiare del Po alle porte di Cremona è un delizioso assaggio di ciò che vi aspetta nel bel capoluogo lombardo. Il Po è il primo incontro con la “cremonesità”, un termine che racchiude in sé straordinari valori di tradizione e attaccamento a un territorio, dove cultura e cibo si fondono offrendo una ricchezza di stimoli unica. Cremona va scoperta poco a poco passeggiando lentamente, perché la città merita tempo e l’occhio troverà sempre qualcosa di affascinante: uno scorcio suggestivo nel buio dei vicoli acciottolati, la mirabile visione della facciata di un palazzo rinascimentale o l’invitante ingresso di una trattoria tipica. Passeggiata in città Il percorso che vi proponiamo si snoda tra le vie storiche cittadine e permette di assaporare la città e una selezione di ciò che di bello e buono offre, compresa quella abitudine tutta cremonese di abbandonarsi a chiacchiere vivaci nel dialetto locale sui marciapiedi, agli angoli delle strade e nelle piazze. Lasciandoci alle spalle il fiume, si procede verso il centro città lungo lo splendido viale Po. Da questo punto risulta già visibile il Torrazzo, imponente torre campanaria del XII secolo, simbolo della città. Procedendo lungo corso Vittorio Emanuele, sul quale si ammirano edifici neoclassici, potrete effettuare una prima sosta nelle botteghe enogastronomiche e nelle latterie che offrono una scelta golosa delle specialità tipiche del territorio. Imperdibili, il Provolone Valpadana e il Grana Padano. Una sosta al caffè del Teatro, situato nel foyer del teatro cittadino Amilcare Ponchielli, precederà l’arrivo nella grande piazza Stradivari. Ogni mercoledì e sabato, la piazza accoglie il mercato cittadino con momenti di vita vivace. Da piazza Stradivari a piazza del Comune, cuore pulsante della città, il percorso è breve. La vista che si apre sulla piazza è grandiosa, con la facciata della cattedrale e la torre campanaria che si ergono in tutta la loro imponenza e bellezza. E proprio la cattedrale, l’edificio più antico della piazza, celebra quest’anno il nono centenario della sua fondazione, con eventi e mostre che ne magnificano la storia gloriosa. Simbolo dell’alleanza tra il potere religioso e quello politico, la cattedrale venne iniziata nel 1107, mentre si conclude agli inizi del ‘300 la costruzione del Torrazzo, torre campanaria alta 112 metri. Simbolo della città e reso celebre dalle famose tre “T” di Cremona (Turòon, Turass, Tetass), il Torrazzo è il mirabile risultato della sovrapposizione di una torre, due tamburi ottagonali e una cuspide conica. Uscendo dalla cattedrale è possibile ammirare il Broletto, ovvero la parte più antica del palazzo Comunale. A sinistra la loggia dei Militi, dal caratteristico portico ad alte arcate ogivali sormontato da tre grandi trifore, quindi il battistero romanico del 1167, dedicato a san Giovanni. Nelle vie che si diramano dalla piazza è possibile proseguire negli acquisti di prodotti tipici. Basterà buttare l’occhio nelle ricche vetrine di gastronomie e macellerie per scoprire sua maestà “il cotechino di Cremona”, accompagnato dai celebri salami. Potrete completare i vostri acquisti aggiungendo le famose paste ripiene, marubini e tortelli, non prima però di averle assaggiate nei ristoranti del centro città. Ma è tempo ora di un nuovo tuffo nella Storia. Le piccole botteghe di liuteria altro non sono che l’espressione di una tradizione nota in tutto il mondo e che vede la luce nel 1500 ad opera dell’artigiano Andrea Amati, fondatore della scuola liutaria cremonese. Si parte dal Museo Stradivariano a palazzo Affaitati, per ammirare disegni e modelli di Antonio Stradivari, per poi tornare a palazzo Comunale, dove sono esposti il celebre “Cremonese” di Antonio Stradivari (1715) e il “Carlo IX” di Amati (1566). Da non dimenticare, infine, le“dolcezze” da acquistare nelle storiche pasticcerie. Al primo posto, naturalmente, c’è il torrone, “inventato” secondo la leggenda il 25 ottobre 1441, per le nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Alla sposa, i pasticceri locali donarono un dolce fatto di miele, mandorle e albume d’uovo, modellato in modo da riprodurre la forma di Torrazzo, al tempo chiamato “Torrione”. Da qui, il nome “torrone”.
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