Vie del gusto
Martedì 7 Ottobre 2008 - 14:47
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Dolomiti Superstar

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Dolomiti Superstar
Trentino-Alto Adige
Numero di Dicembre 2007

Dove l’après ski è sempre più edonistico. Tra stuben di classe e templi dell’alta gastronomia, tipici alberghi tirolesi e centri benessere a cinque stelle

Scegliere la “vacanza sottozero” ideale è un po’ come trovare lo scarpone perfetto: bello, comodo, funzionale, trendy e hi-tech. Più di tante altre regioni alpine, l’Alto Adige offre un inverno “sulle vette del piacere”, per stimolare e appagare tutti i sensi. Di giorno si può sciare circondati dai panorami metafisici delle Dolomiti o dai ghiacci perenni dell’Ortles, oppure praticare tanti sport alternativi: nordic walking, passeggiate con le ciaspole, sci di fondo, skijoring (sciare trainati da cani husky o da cavalli), arrampicata su cascate di ghiaccio, sci alpinismo. Per l’aprés ski c’è un’effervescente movida, con localini di tendenza, oyster bar e dj sulle piste. Di sera, infine, ci si gode lo charme delle antiche stuben (la stube è quella stanza rivestita di legno con stufa in maiolica, che in passato aveva funzioni di salotto e sala da pranzo), coccolando il palato con l’haute cuisine. Inoltre, nel proporre il matrimonio “neve & Spa” (forte tendenza del momento), l’Alto Adige è all’avanguardia e offre centri benessere di lusso in quasi tutte le valli. Di mattina si scia, di pomeriggio ci si tuffa in piscine fumanti tra la neve, ci si rilassa nelle saune, negli hammam, nei bagni di Cleopatra al latte, o ci si fa coccolare coi massaggi ayurvedici, thai e hawaiani. Un vero Nirvana ad alta quota. Abbiamo selezionato per voi quattro destinazioni (Alta Badia, Val Gardena, Valdaora in Val Pusteria, e Solda all’Ortler, in Val Venosta) per “vacanze da brivido” molto edonistiche. Scopriamole insieme.

Alta Badia. Una cornice naturale da fiaba, con splendidecime dolomitiche che emergono dalla nevecome cattedrali di roccia, e una cultura ladinaviva e radicata, che si manifesta nella lingua,nelle feste tradizionali, nell’architettura e nellagastronomia, che in questa valle raggiungelivelli sublimi. Tra San Cassiano e Corvara, infatti,esistono tre ristoranti “stellati” dallaguida Michelin.

L’Alta Badia offre dunque tutti gli ingredienti per una vacanza all’insegna del “piacere in alta quota”. Cominciamo dalle stuben di fascino. Per secoli, la “stanza con la stufa” è stata l’epicentro della casa sudtirolese. L’ambiente, rivestito di tavole d’abete nei masi contadini o di legni finemente intarsiati nelle case più ricche, era raccolto intorno alla stufa di muratura (coperta di piastrelle di maiolica, per diffondere meglio il calore), spesso sormontata da un soppalco-letto, per approfittare direttamente del tepore nelle notti più gelide. Oggi la stube (nelle sue varie forme: a bozzolo o cubica, semplice o barocca) è tornata di gran moda e tutte le baite e i masi ristrutturati dell’Alto Adige, gli hotel di lusso e i ristoranti più raffinati si vantano di possedere stuben di fascino, con stufe antiche o costruite ad hoc dagli artigiani. Il lussuoso hotel ‘La Perla’ di Corvara, ad esempio, è un “museo” della stube. All’interno dell’albergo ve ne sono diverse: tutte antiche, prelevate in masi sparsi per le valli vicine e ricostruite qui, con piatti di ceramica, attrezzi contadini e arredi in tinta. La Stube Blu risale al XIX secolo, la Stube Gialla è del Settecento (entrambe sono originarie della Val Pusteria), poi c’è la Stube Rossa (Val di Cembra, XV secolo) e la Quattrocentesca Stube Verde di Corvara. In queste stuben si possono gustare i robusti piatti tipici della tradizione ladina. Il fiore all’occhiello, però, è la settecentesca ‘Stüa di Michil’, “creatura” di Michil Costa, uno dei tre figli di Anny ed Edoardo Costa, fondatori de ‘La Perla’. La stube è un capolavoro di legni impreziositi dal tempo, salette intime, nicchie rivestite di nobili bottiglie di vino e abbellite da bouquet di fiori secchi, angolini per cenare in due a lume di candela. In quest’atmosfera incantata va in scena una delle esperienze gastronomiche più divine delle Alpi: la cucina di Arturo Spicocchi. Lo chef marchigiano usa prodotti tipici dell’Alto Adige (con qualche puntata nella tradizione marittima della sua regione), valorizzandoli con creatività e con un tocco di leggerezza. La sua filosofia gastronomica sposa la “destrutturazione” dei piatti, separando gli ingredienti di antiche specialità ladine, per esaltarne i singoli sapori. Impossibile non farsi sedurre dai ravioli di polenta e porcini con ragù di luganighe e burro croccante; dalla lasagnetta croccante di foie gras, con puré di zucca e salsa al tartufo; dalla sella di capriolo con ananas al ginepro e strigoli al papavero; dal confit di maialino da latte con puré di patate alla vaniglia e cipolle rosee speziate. A San Cassiano, circondato dalle maestose pareti delle Conturines, del La Varella, del Settsass e del Lagazuoi, il tempio dei gourmet è il ristorante ‘St. Hubertus’, all’interno del Relais & Chateux ‘Rosa Alpina’. Nel ristorante c’è una stufa in maiolica verde, un grande camino e tavoli “minimalisti”, oltre al nuovo “chef’s table”, un tavolo per sei-otto persone, in una saletta privata con vista sulla cucina. Lo chef Norbert Niederkofler è ormai una star internazionale (premiato con due stelle Michelin), e coccola i clienti con simpatia, spiegando personalmente il menu. Partendo dalle radici sudtirolesi, ha elaborato un concerto di sapori che si avvale anche di innovativi metodi di cottura (carré di cervo cotto sotto vuoto su crema al topinambur e ginepro bianco) e non disdegna influenze “mediterranee” (cavatelli con bottarga e zucchine) o “esotiche” (triglia ripiena con pomodori al forno e basilico su calamari croccanti con schiuma al cocco e coriandolo). Affascinanti ed elegantissime le tavole natalizie allestite da Roberta Rinna, proprietaria dell’Hotel ‘La Majun’ di La Villa, un rifugio “hip” che propone ambienti di design, una bella spa e un servizio puntuale e caloroso. Da segnalare le pantagrueliche e deliziose prime colazioni, con marmellate e conserve fatte in casa, vari tipi di strudel, torte, pani e formaggi tipici, yogurt di malga ai frutti di bosco e mille altre leccornie. Per smaltire tutte le calorie accumulate, niente di meglio che dedicarsi agli sport sottozero. Oltre al Sella Ronda (il classico giro dei “quattro passi”), fra le gite sciistiche panoramiche, c’è lo Skitour Santa Croce, che offre piste medio-facili, la visita all’antico santuario Santa Croce, dominato dalla rossa parete verticale del Sasso della Croce, e la sosta al rifugio Santa Croce, dove assaporare turtres (frittelle di spinaci), panicia (zuppa d’orzo) e Kaiserschmarren (frittate dolci). Chi non ama lo sci da discesa ha un ampio ventaglio di alternative: praticare il nordic walking sugli 80 chilometri di sentieri attraverso antichi insediamenti rurali e chiesette alpine o lo sci di fondo sulle piste dell’Armentarola, con panorama sul Conturines e La Varella. L’Alta Badia è diventata una delle destinazioni più trendy dell’arco alpino e annovera bei locali per l’après ski, come ‘L’Murin’ di Corvara, dove si balla con gli scarponi ai piedi in un antico mulino. Al ‘Cafè Concerto Tablé’ si apprezzano musica dal vivo e dolci, mentre il ‘Club Moritzino’ a Piz Lalla è il ritrovo più mondano sulle piste, con ristorante gourmet e dj lounge nel pomeriggio.

Val Gardena La strada che collega Corvara con la Val Gardena, attraverso il Passo Gardena, è una collana di panorami mozzafiato, con vista sul Gruppo del Sella e il Sassolungo. Anche qui batte un orgoglioso cuore ladino. Il primo paese è Selva Gardena, con l’antica chiesa romanica e le casedipinte a colori vivaci, decorate con fregi barocchie figure in costumi tradizionali, motivi che si ritrovanonegli altri due comuni della Valle: Santa Cristinae Ortisei, il capoluogo. Intorno, vette mitiche:Sella, Sassolungo, Cir, Odle. Si può sciare sulle pistedel Piz Sella e poi, per interrompere il carosellodelle discese, niente di meglio che un aperitivo alRifugio Piz Seter. Da qui una seggiovia porta suuna pista che attraversa lo scenario surreale della“Città dei Sassi”, con rocce enormi che affioranodalla neve, sormontate qua e là dai cirmoli (speciedi abeti). Sciando si ammirano il Sassolungo, le“Cinque Dita” e Punta Gramam. Dalla Città deiSassi si arriva al Passo Sella e al Col Rodela, constop goloso al rifugio Friederich August, famosoper la terrazza panoramica dove si gustano ottimipiattoni di polenta con funghi o salsiccia.A Ortisei, invece, è imperdibile l’esperienza di“edonismo gastronomico” al ristorante ‘AnnaStuben’, il paradiso gourmand dell’Hotel Gardena.Qui il geniale chef Armin Mairhofer, premiatocon una stella Michelin (ma ne meriterebbedue), crea sensuali armonie di sapori, mescolandoingredienti alpini con aromi e influenze esotiche.La sua è una cucina “emozionante” nel vero sensodella parola: sempre sorprendente, mai “distaccata”,entusiasma tutti i sensi, seducendo il palatoe lo spirito. Tra i piatti da assaggiare: il foie grasdorato con camomilla selvatica, marzapane di pinolidi cembro, cornelle e gelato alla birra affumicata;le capesante con dadolata croccante di polentasaracena, sambuco e marzapane di pinoli dicembro; il petto di piccione alla paprica dolce conconfit di limone e boudin noir; i tortelloni di patatecon cipolla brasata, burro alle acciughe e tartufobianco d’Alba; l’agnello al tonno in crosta dicaffè. Tra i dessert: il ‘Cohiba Gold’ (il sigaro di cioccolatocriollo alla tonka con crema gelata al legnodi cedro libanese, tabacco e rum); le praline afrodisiachedi cioccolato Chuao e tonka al muschio,accompagnato da Moscato rosa.«In fin dei conti - dice Mairhofer - l’alchimia dellacucina, nella sua più alta interpretazione umana(la trasformazione della materia edibile in gioiadei sensi e piacere erotico), non è che l’espressione di una filosofia di vita». In sala, il bravissimo FranzLageder consiglia i migliori vini della cantina, fortedi 650 etichette. Fra i più blasonati nettari altoatesini,lo Chardonnay “Cornell” Colterenzio 2004,il Gewürztraminer “Nussbaumer” 2005 CantinaTermeno, il Blauburgunder “Hausmannshof” RiservaHaderburg 2003 e il Lagrein Riserva Unterganznerhof2004 Josephus Mayer.

Val Pusteria Per una “vacanza cocoon”, l’indirizzo giusto è la ‘Mirabell Wellness Residenz’ di Valdaora, in Val Pusteria, con Spa specializzata in terapie ayurvediche. Si trova ai piedi del comprensorio sciistico di Plan de Corones, un “panettone” montuoso alto 2275 metri, con un maestoso pianoro in cima, da cui si ammirano a 360 gradi le montagne circostanti, dalla Marmolada allo Ziller. Sul pianoro ci sono anelli per il fondo e piste da discesa soleggiate, adatte ai principianti; sul versante nord della “torta” sono invece concentrate le discese impegnative. Il lato est offre tracciati larghi, ideali per il carving, ottime condizioni per gli snowboarder e tipici rifugi per una sosta a base di formaggi di malga, speck e strudel. Dopo la giornata di sport al freddo, si rinasce nel calore della sauna finlandese o dell’hammam. Nell’Ayurveda Pavillon si possono provare i massaggi indiani: l’ Abhyanga, con olio tiepido, l’Udvartana (manipolazione con pasta d’erbe), il Garshan, con guanto di seta grezza, il Ghee (col burro chiarificato) ad effetto purificante e rinfrescante.

Val Venosta Si attraversa tutta la Val Venosta per raggiungere Solda all’Ortles, nel parco Nazionale dello Stelvio. La corona di ghiacciai oltre i Tremila (tra cui Ortles, Gran Zebrù e Zebrù) permette a Solda di offrire la più lunga stagione invernale dell’Alto Adige (fino a maggio) e un menu sciistico “regale”, con 40 chilometri di piste soleggiate che raggiungono i 3.250 metri di quota. Tra i vari hütte (rifugi), molto “in” la terrazza del Madriccio, che ha una stube costruita con grossi tronchi di legno e, fuori, un igloo-bar che sprizza musica energetica tutto il giorno. Ma Solda è anche l’Eden per chi ama lo ski-safari. In compagnia di una delle tante guide alpine dell’Alpinschule Ortler, come Olaf Reinstadler, si possono provare emozionanti gite “a un passo dal cielo blu”, come quelli di una giornata sul ghiacciaio Solda o le “settimane in neve fresca” (per i più esperti) sui fantastici declivi del Gruppo dell’Ortles con pernottamenti al Rifugio Nino Corsi. A celebrare l’”elemento ghiaccio”, a Solda ci ha pensato anche Reinhold Messner, che ha aperto qui il suo Museo del Ghiaccio, una struttura ipogea post-moderna, in cemento grigio, con pareti bianche e angoli aguzzi. Accanto al museo sorge il maso che ospita ‘Yak & Yeti’, il ristorante di Messner dove si assaporano piatti tibetani e tirolesi e dove ogni cosa celebra l’aspetto spirituale e simbolico della montagna, che anche qui, come sull’Himalaya, è così prossima al cielo.

del.icio.us


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