Vie del gusto
Venerdì 29 Agosto 2008 - 09:31
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Itinerari in Lombardia

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Il Bello dell′hinterland
Milano
Numero di Giugno 2008

Lombardia. Da Malpensa a Sesto San Giovanni, un itinerario alla scoperta dell’Alto Milanese. Tra antiche ville, avveniristici skyline e grandi parchi metropolitani

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Navigli d′autore
Lombardia
Numero di Marzo 2008

Lombardia. A pochi chilometri da Milano, lungo le vie d’acqua e in mezzo al verde della campagna, c’è un affascinante mondo a parte da scoprire. Fatto di borghi senza tempo, vecchie osterie e oasi di relax

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Gemma Lombarda
Cremona (CR)
Numero di Dicembre 2007

Cremona.Chiese, palazzi e osterie nella città del torrone e dei violini.Sacro e profano, mescolati insieme in un irresistibile cocktail.

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Lago di Como

Vita da vip sul lago di Como
Como (CO)
Numero di Settembre 2007

Lombardia.
 Il Lario è sempre un dolce incanto. Tra splendide ville sull’acqua, giardini rigogliosi e fabbriche di seta pregiata. Una meta vintage che ha riacquistato notorietà... grazie a George Clooney

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Abbazia di Polirone

Intorno al grande fiume
Lombardia
Numero di Giugno 2007

Lombardia. Paesaggi e suggestioni dell’Oltrepò mantovano. Tra antiche abbazie, corti agricole e gioielli enogastronomici

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Il lago da bere
Rive del Garda
Numero di Aprile 2007

Terra e acqua, sono il binomio che caratterizza la Strada dei vini bresciani del Garda.

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Per chiese e cantine
Bergamo
Numero di Aprile 2007

Tra il lago di Como e il lago di Iseo, corre per circa 70 chilometri la Strada del vino e dei sapori della Valcalepio.

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Sapori della bassa
Lodi
Numero di Aprile 2007

A partire da Milano, lungo 60 chilometri tra città d’arte e distese di campi, si sviluppa la Strada del vino San Colombano e dei Sapori Lodigiani…

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La capitale della zucca
Mantova
Numero di Aprile 2007

Profondamente padana, la città dei Gonzaga offre una varietà paesaggistica inaspettata.

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La via delle bollicine
Brescia
Numero di Aprile 2007

Un vino, un territorio.

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Inseguendo il galletto
Brescia
Numero di Aprile 2007

La strada del vino dei Colli dei Longobardi offre in uno spazio relativamente ridotto numerose soste golose e culturali.

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Andar per risotti
Mantova
Numero di Aprile 2007

La Strada del riso e dei risotti mantovani è un percorso che interessa una piccola porzione di territorio mantovano adagiata sulla sponda sinistra del fiume Mincio.

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Vini e castelli
Pavia
Numero di Aprile 2007

Terra di vini e di castelli, di sapori forti e decisi, di dolci contrasti tra pianura, colline e montagna.

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Girovagar goloso
Lombardia
Numero di Aprile 2007

Tra bello e buono, dieci strade dei vini e dei sapori per scoprire i paesaggi più caratteristici della regione attraverso le tipicità e le tradizioni

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Vigneti eroici
Sondrio
Numero di Aprile 2007

La Valtellina e la Valchiavenna afffiancano al ricco patrimonio gastronomico una proposta turistica ottimale per le vacanze a contatto con la natura.

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Dal violino al torrone
Cremona
Numero di Aprile 2007

La Strada del gusto cremonese nella terra di Stradivari

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Il campanile e la torre "Ciribiciaccola" dell'Abbazia di Chiaravalle

Cartoline da Lodi
Lodi
Numero di Novembre 2006

Lombardia. A pochi chilometri da Milano c’è un angolo sorprendentemente ricco di tesori artistici e naturali. Che conserva sapori e ritmi del buon tempo antico

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La montagna a passo d'uomo
Val Codera
Numero di Ottobre 2006

Gambe in spalla e camminare! In tutto l’arco alpino, sempre più aggredito da strade e impianti di risalita, esiste ancora una valle, con una popolazione stabile, dove l’unico mezzo di trasporto è… la suola delle scarpe. E a soli 100 km dalla congestionata e inquinata Milano, prigioniera del traffico. A rendere davvero unico questo angolo di montagna lombarda tra Val Chiavenna e Valtellina è il torrente Codera che, nei millenni, si è aperto una via tra pareti a strapiombo e forre vertiginose dove neppure la moderna tecnologia potrebbe ricavare una carrozzabile a costi sensati. Novate Mezzola in provincia di Sondrio e la sua frazione Mezzolpiano sono ancora a portata di auto, ma da qui, per salire in Val Codera, c’è solo un sentiero, scavato centinaia di anni fa, che serviva a raggiungere e sfruttare le cave di granito, unica risorsa naturale della zona.

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Il bello di Mantova
Mantova (MN)
Numero di Settembre 2006

Alla luce del giorno la magia resta intatta. Nel sapiente incastro marrone e ocra dei palazzi risuona il chiacchierio dei passanti, quel brusio, che per uno scherzo acustico delle piazze anguste, pare ovattato, anche nella folla. Il tempo è dilatato a Mantova, ma almeno due visite devono essere programmate con un occhio all’orologio. Palazzo Ducale, città nella città con oltre 500 ambienti, impegna quasi mezza giornata. Due ore, invece, possono bastare per Palazzo Te, la villa dei piaceri voluta da Federico II Gonzaga. Tra una visita e l’altra, un break culinario è di rigore. La tavola opulenta e genuinamente casalinga offre l’imbarazzo della scelta e nei suoi piatti brilla ancora lo splendore del passato. “Cusina di principi e di popolo”, è detta, perché racchiude tanto l’alta gastronomia di origine gonzaghesca quanto pietanze semplici, legate a filo doppio alla disponibilità di una terra fatta di campi, laghi e fossi. Storia e tradizione continuano a vivere nei menu odierni. Succede così con i tortelli di zucca, gli ambasciatori della cucina mantovana, che con quel gusto agrodolce dell’impasto, fatto anche di amaretti e mostarda, svettano incontrastati da una ricetta del coppiere di Lucrezia d'Este, datata 1584. Anche il “Sorbir d’agnoli” (agnolini in brodo serviti in tazza con un po’ di Lambrusco) segue una strada antica e in molti ristoranti precede ancora il primo piatto, esattamente come volevano i signori mantovani. All’Aquila Nigra - locale raffinatissimo, in cui l’amore per il passato si sposa con il gusto per la sperimentazione precede i tortelli e un luccio in salsa d’acciughe, prezzemolo, capperi e polenta abbrustolita, che è un tripudio di sapori. I gesti originari si riconoscono nei ritmi lenti e minuziosi di preparazione. Lo stracotto d’asino deve cuocere a fuoco lentissimo per circa quattro ore. Il risotto alla pilòta (dal nome degli addetti alla brillatura) richiede almeno un’ora, come spiega Cristina Piovani, proprietaria del Grifone Bianco, attentissima ai valori del dettaglio: «Lo facciamo solo su prenotazione”» dice. «Al riso, cotto a parte, viene unito il pesto, ossia la salamella in sacchetto, con quel suo gusto delicato».

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