Vie del gusto
Martedì 2 Dicembre 2008 - 01:54
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Alla fiera del vino

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Alla fiera del vino
Merano (BZ)
Numero di Novembre 2006

Alto Adige. Dall’11 al 13 novembre Merano ospita il WineFestival. Un appuntamento da non perdere per addetti ai lavori e appassionati di enologia. Ma non solo…

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il 4 novembre del 1992 tre amici accomunati dalla passione per il vino decisero di dar vita, all’hotel Palace di Merano, alla prima edizione di un festival internazionale dedicato ai vini. Nel corso degli anni sono cambiate molte cose, a partire dalla sede, ma la filosofia è rimasta sempre la stessa: selezionare prodotti e aziende di alto livello qualitativo. Infatti il Merano International WineFestival non è una fiera del vino come tutte le altre; non basta pagare lo stand per esserci. Se è diventato uno degli appuntamenti enologici più importanti nel panorama italiano è proprio per la volontà degli organizzatori di offrire la massima qualità selezionata. L’unicità della manifestazione viene garantita da ben otto commissioni di assaggio composte da enologi, ristoratori, enotecari, albergatori, giornalisti, sommelier, amanti del vino e gourmet.

TUTTI AL KURHAUS.

Anche quest’anno, dall’11 al 13 novembre, Merano diventerà la capitale dei palati fini: i migliori vini dell’International WineFestival saranno presentati in abbinamento con “Culinaria” e le prelibatezze più particolari delle regioni d’Italia, da Nord a Sud. Prestigiosa sede di questa ghiotta manifestazione è il Kurhaus, un edificio in stile Liberty adibito un tempo a stabilimento termale, diventato simbolo di Merano. La sua è una storia intrigante. Venne infatti costruito per svolgere due funzioni: area dedicata alle cure ma anche luogo d’intrattenimento per gli ospiti. Ai primi del ‘900 Merano, grazie al suo nuovo Kurhaus, rientrò molto presto tra quella categoria di rinomate città di cura europee frequentate dall’aristocrazia e dall’alta borghesia. La struttura ospitava sale riservate al fumo e al gioco, alla conversazione, sale di lettura con riviste e giornali di tutta Europa, un salone per signore, una sala concerti e una da ballo (sala degli specchi) con un palcoscenico per rappresentazioni. Ma vi si trovavano anche sale adibite al gioco d’azzardo, inizialmente private e per soli uomini, che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, vennero trasformate in un vero e proprio casinò. Oggi nei saloni adornati da affreschi, stuccature e decorazioni in ferro battuto dorato si prova un piacere nuovo: degustare i migliori vini d’Italia e del mondo.

DI CANTINA IN CANTINA.

Novità assoluta dell’edizione 2006 del Merano WineFestival è l’inaugurazione a Castel Tirolo (che all’interno delle sue storiche mura ospita anche “VinoCulti” in cui verranno degustati e paragonati i vini autoctoni e le squisitezze tipicamente regionali del Sudtirolo e della Sicilia, rispettivamente le province più a nord e più a sud dell’Italia). Quest’anno sono 540 le cantine selezionate che avranno l’onore di offrire i loro vini al pubblico suddivisi in diverse sezioni. Come la categoria “I Cento”, che raggruppa le aziende italiane che si sono affermate sul mercato nazionale e internazionale negli ultimi 4-5 anni in base all’alta qualità dei loro vini, facendo riferimento alle edizioni precedenti del WineFestival e alle più importanti guide di settore. Saranno tre i vini presentati da ogni azienda, il primo e il secondo vino di punta in produzione e un vino caratterizzato dal miglior rapporto qualità-prezzo. Fra i nomi più importanti di queste cento cantine consigliamo le bollicine dell’Alto Adige, come quelle dell’azienda Arunda Vivaldi, ma anche della Franciacorta tra cui Cà del Bosco, Bellavista e Monterossa e del Trentino come Ferrari. Dai bianchi fruttati friulani come Livon, Venica & Venica o Jermann ai Verdicchi delle Marche di Umani Ronchi. E poi vini rossi importanti dalla Valtellina, come lo Sforzato Canua di Sertolis Salis, fino all’Amarone di Allegrini, Zenato e Bertani. Naturalmente non mancano i Baroli e i Barbareschi piemontesi, per scendere alla Calabria con il Cirò di Librandi. E non possono neanche mancare i vini blasonati della Toscana, tra cui Antinori, Frescobaldi, Ruffino, Castello Banfi e Biondi Santi, nomi che hanno reso importante il vino Made in Italy nel mondo. Tra i vini di regioni emergenti, da segnalare il Sagrantino di Caprai dell’Umbria; i vini del Salento di Candido per la Puglia, mentre per la Sardegna quelli di Argiolas e Santadi. Così come da non perdere sono i vini siciliani di Donnafugata, Planeta, Tasca d’Almerita, Firriato e Spadafora.

DEGUSTAZIONI GUIDATE.

Per conoscere e degustare invece quelle aziende che solo negli ultimi anni hanno dato un’impronta qualitativa maggiore alla loro produzione e non sono ancora molto conosciute sul mercato, bisogna entrare nella zona “Italia Top Selected”. In questo settore da non trascurare sono il Montepulciano e Cerasuolo della Cantina Tollo per l’Abruzzo, mentre è nutrita la squadra dei vignaioli altoatesini, fra cui i vini della Cantina di Caldaro e quelli dell’Abbazia di Novacella. Alcune piccole chicche sono l’Aglianico della Cantina del Notaio (Basilicata) e i bianchi e rossi dell’azienda Ceraudo (Calabria). Meritano un assaggio anche la Lacrima di Morro d’Alba della cantina Marconi Maurizio, inconfondibile per l’etichetta artistica e i vini presentati da Terre Cortesi Moncaro (Marche), uno più buono dell’altro e soprattutto prodotti in sintonia con l’ambiente e il territorio. Due sono le altre tematiche che ci stanno a cuore in questa edizione del Merano Wine Festival e cioè le sezioni “Dulcis in Fundo”, che raggruppa le aziende che presentano vini dolci, e quella dei “Vinis Extremis”, cioè quelle aziende che producono il vino in condizioni “estreme” (per clima, territorio, vinificazione). Riguardo alla prima sezione è consigliabile la degustazione del Ramandolo e Picolit de La Roncaia dei Colli Orientali del Friuli, così come i passiti di Pantelleria di Pellegrino, di Florio o l’indimenticabile Malvasia delle Lipari di Hauner. Tra i vini estremi, cioè prodotti in zone difficili, a causa della pendenza del terreno e del clima, da non perdere i vini dell’Etna dell’azienda Benanti, quelli della Valtellina della Casa vinicola Nera e infine quelli della Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle (Valle d’Aosta).

L’ANGOLO DELLE BONTÀ

Vino, ma anche prodotti tipici e specialità per ghiottoni, con “Culinaria”, una sezione del WineFestival all’interno del Kurhaus di Merano, che offre il meglio in un vasto assortimento dove si possono assaggiare squisitezze delle diverse regioni italiane: prodotti esclusivamente artigianali, dal caffè all’olio d’oliva, dai formaggi con le mostarde ai sottoli e cioccolati in tante possibili e impossibili nuove raffinate tipologie.

del.icio.us


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