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Ristorante Del Cambio
Piazza Carignano 2 - Torino (TO) Numero di Marzo 2007
Piemonte. 250 anni in punta di forchetta nel ristorante torinese di Piazza Carignano, amato da Cavour
Il nome, a dispetto della defi nizione che dal 1757 tratteggia in eleganti caratteri oro l’insegna della bella lunetta in vetro nero, non è mai mutato. Un nome che ha fatto la Storia, e non solo della ristorazione, subalpina. E che forse resta l’unico segreto, l’unico mistero non del tutto svelato del Ristorante Del Cambio, storico locale torinese che il 5 ottobre festeggia il suo 250° anniversario. Incastonato tra le mura barocche del bel palazzo che fronteggia Palazzo Carignano, residenza dei Savoia-Carignano sin dal 1679, sulla piazza omonima, aprì i battenti come buvette dell’attiguo Teatro Carignano, aperto qualche anno prima, dove tra un atto e l’altro degli spettacoli in scena, gli spettatori trovavano il sollievo di sorbetti, bevande e confetti. Ma fu subito eletto a ritrovo di intellettuali, politici, viaggiatori illustri, gente di spettacolo. Oltre a commercianti e uomini d’affari che frequentavano i vicini Consolato dei Cambi o gli Uffi ci delle Poste e Finanze Doganali, probabili motivi della sua denominazione. Crebbe così, in questa piazza salottiera a due passi da Palazzo Reale e dai luoghi del potere sabaudo, la fama di un locale riservato, esternamente poco appariscente, destinato a divenire autorevole e al tempo stesso discreto testimone di storia, cultura, aristocratica mondanità di una Torino che stava assumendo sempre più la fi sionomia di una vera capitale e un ruolo strategico per la riunifi cazione della nazione. Fino a trasformarsi, nel pieno dell’800, grazie anche alle quotidiane frequentazioni di Camillo Benso Conte di Cavour, stratega dell’Unità d’Italia, in autentica ribalta della storia risorgimentale. Al punto che, il 26 aprile del 1859, dopo aver respinto l’ultimatum dell’Austria e aver letto l’orgoglioso proclama di guerra, lo statista e indiscusso “bon vivant”, dichiarò: «Oggi abbiamo fatto la Storia e adesso andiamo a mangiare», trovando l’unanime consenso di deputati e ministri del Regno d’Italia riuniti a Palazzo Carignano. Tutti d’accordo a suggellare l’importante decisione ai tavoli del Cambio. Trionfo di stucchi e cristalli Cavour oggi non c’è più, ma nella sala a lui dedicata, tra specchiere che rinviano all’infi nito lo scintillio di cristalli e stucchi dorati che ornano le boiseries avorio e decorate da foglie di palma e acanto, si avverte quasi la sua presenza. E guardando al suo tavolo e all’ironica caricatura di Roberto Bonelli del 1875 (un putto con occhialini pince nez che legge un giornale), collocata sopra il suo posto preferito, si avverte con emozione il senso del tempo, di una sobrietà di stile, di un rispetto per la tradizione che è il fi l rouge dell’importante ricorrenza che il ristorante ha imbandito per il suo compleanno. Il locale, gestito dal 1981 da Amato Ramondetti, nipote di Amato Scavarda, già proprietario del Cambio tra il 1912 e il 1933, e attuale Presidente della Compagnia Turin Hotels International di cui è parte, pur nell’intento di celebrare se stesso, vuole in questa occasione rendere omaggio anche alla città e ripercorrere a grandi passi alcuni tasselli del suo passato. Questo lo spirito della mostra “1757-2007 Ristorante Del Cambio. 250 anni di storia si svelano”, allestita fi no a metà ottobre sulla porzione di Piazza Carignano antistante l’ingresso del locale e visibile a clienti e semplici passanti. Una sorta di abbecedario allestito su eleganti pannelli bifronte che, secondo un suggestivo percorso, rievoca curiosità, aneddoti, atmosfere, incanti, personaggi, vita di società e di grande cultura legati all’epopea del Cambio. Il frutto di una straordinaria sinergia che ha coinvolto la Città di Torino e alcune istituzioni pubbliche e private, fra cui alcune “eccellenze” quali il Teatro Regio, il Teatro Stabile e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Protagoni ste di una serie di serate tematiche, mai concertate in precedenza e punto di partenza di possibili collaborazioni future, che nel corso del mese di settembre hanno fatto da premessa alla serata di gala del 5 ottobre. Rivivendo i suoi patinati trascorsi, il Ristorante Del Cambio, membro dell’Associazione dei Locali Storici e nel gennaio del 2000 insignito dell’ambitissimo Premio 5 Star Diamonds Award, guarda infatti al suo futuro, a una equilibrata alternanza di tradizione e innovazione. Fiero di costituire un riferimento per chi, appena giunto sotto la Mole, intende varcarne la soglia per sedere sui suoi divanetti color cremisi incorniciati da enormi corbeilles di fi ori freschi, il Cambio vive con consapevolezza il mutare dei gusti e delle abitudini dei tempi “moderni”. Continua a riceve regnanti e capi di Stato, delegazioni internazionali e sportivi, capitani d’industria e celebrità dello spettacolo. Con lo stesso stile e quell’indefi nibile “bon ton” sabaudo con cui oggi accoglie il turismo post - Olimpico, sempre più frequente e internazionale. Attratto dalla sua fama, dalle tentazioni di piatti che - seppur rivisitati e alleggeriti - non tradiscono le origini. Un piatto soltanto, magari, o un intero, sontuoso menu, ma accompagnato da piccole attenzioni che sono la fi rma, il marchio di uno stile senza tempo.
http://www.cambio.thi.it
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