A cena da Shiva
Via Gian Galeazzo 7 - Milano - Milano (MI) Numero di Novembre 2007
Lombardia. A Milano, è il ristorante indiano per eccellenza. Per il cibo, ma anche per gli arredi, curati nei minimi particolari di Anna Martina Leogrande
Quando si dice “il nome è tutto un programma”. Questo posto, a ridosso del quartiere dei Navigli, a Milano, si chiama ‘Shiva’, il “re dei re”, il Dio supremo, dominatore dell’universo. Così ha voluto il proprietario, Amrit Kamur. E nel suo nome sta l’altro segreto. Perché Amrit, in indiano, vuol dire letteralmente “cibo degli dei”. Che sia destino o vocazione, un fatto è certo: ‘Shiva’ si è attestato nel tempo tra i migliori ristoranti etnici di Milano. Altri indiani ci sono, certo: se ne contano, in tutto, una quindicina nel capoluogo lombardo. Ma tra Bangladesh e Sri Lanka, i veri indiani si contano sulle dita di una mano. Il segreto di Shiva è poi anche un altro. Perché il signor Kumar non solo ha portato in tavola le tradizioni del nord del Paese ma ha anche riproposto l’ambiente tipico della convivialità indiana, ristrutturando nel tempo, pezzo dopo pezzo, il proprio locale. La vera perla sta nella saletta privata che si trova su un soppalco del locale, dall’ambiente raffinato, con pitture, arredi ed elementi di antiquariato etnico. Shiva del resto è per gli indiani il Dio che ispira e guida gli esseri umani alla giustizia, alla rettitudine, alle cose ben fatte. E ricorda ai mortali che anche le cose create dall’uomo dovrebbero ispirarsi a tali principi. L’ambiente è intimo e gradevole ed è la cortesia che contraddistingue un servizio da concorso. In tavola, i piatti della tradizione settentrionale, a base di spezie esotiche, frutta secca, nocciole miscelate con latte, crema di yogurt e zafferano, come secondo le influenze moghul e kashmiri. Uno stile di cucina dal sapore delicato, talvolta agrodolce, con cibi immersi in deliziose salse, accompagnati da risi biriani e pulao, arricchiti da uva sultanina, mandorle, anacardi e pistacchi. Tra le bevande, c’è in lista anche un vino speciale, che porta lo stesso nome del ristorante, proposto insieme alle più rinomate etichette italiane. ___
Owner Amrit Kamur would have it no other way. In Indian, Amrit literally means “food of the gods”. The ambiance is intimate, nice and the kindness of the prize-winning service sets it a part. Traditional, northern dishes based on exotic spices, dried fruit, hazelnuts mixed with milk, yoghurt and saffron cream, with Moghul and Kashmir infl uences reign. Delicate fl avours, at times sweet and sour are celebrated in foods immersed in delicious sauces accompanied by fried biriani and pulao rices, enhanced by sultana raisins, almonds, cashews and pistachios. There’s also a special wine offered with the same name, Shiva, along with other renowned Italian labels.
http://www.ristoranteshiva.it
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