|
Un vero Don Giovanni
Trentino-Alto Adige
Vino Numero di Febbraio 2007
Definito eccellente nella celebre opera di Mozart, il Marzemino risorge grazie a un premio e diventa simbolo della viticoltura eroica della Vallagarina
Passato non da molto il fastoso duecentocinquantennale mozartiano, adesso che il turismo dello sci ci porta a solcare la valle dell’Adige per inerpicarci sui campi del Bondone, di Pinzolo o di Madonna di Campiglio, conviene fermare l’attenzione su un vino che può farci da ambasciatore del Trentino rievocando musica, profumi e note di gusto. È il Marzemino, risorto da un oblio quasi secolare, per la paziente opera di alcuni produttori e l’intelligente iniziativa di Paolo Zaniboni - segretario del Comune di Isera - che ha creato il premio “La vigna più bella”, grazie al quale si è ridato impulso alla coltivazione di questo vitigno e si è aperto il mercato ai piccoli produttori. Accanto a Zaniboni, solcano le pergolette trentine per stabilire chi ha meglio curato la vigna, il professor Attilio Scienza, Davide Paolini, Paolo Massobrio. E poi è festa alla Casa del Vino d’Isera, nobile dimora trasformata oggi in un caveau del buon gusto. A quest’opera si è molto dedicato il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga che nel borgo medievale di Ala produce lo straordinario vino San Leonardo, principe dei rossi del Nord Est. Dunque è un complesso armonico quello che ha portato alla riscoperta dell’“eccellente Marzemino”, che Lorenzo Da Ponte pose al centro del banchetto di Don Giovanni nel libretto musicato da Mozart. E proprio sull’identità del Marzemino mozartiano si è tanto disputato un paio di anni fa. Era quello d’Isera o quello passito che ancora si produce nel basso Veneto? Il verdetto non ha chiarito, ma è certo che il Marzemino sorseggiato alla corte asburgica dovesse essere un vino dolce. A testimoniare che arrivava a Vienna quello della Vallagarina (nella foto sopra, un paesaggio) sono i registri di casa dei conti Bossi Fedrigotti, spedizionieri lungo l’Adige verso il cuore dell’impero. E non stupisce dunque che ancora oggi i Bossi Fedrigotti siano tra i principali produttori del Marzemino d’Isera insieme a Spagnolli, de Tarczal e alla Cantina sociale d’Isera. Il vino è un rosso serico al palato, carezzevole, con note di geranio e di rosa e lieve ribes al naso. Al gusto è nervoso e poi diventa morbido. Impeccabile con i canederli e con lo speck, si esalta con i formaggi vaccini di media stagionatura. Il Marzemino ha un prezzo contenuto (difficile spendere più di 10 euro per una bottiglia) ed è nuovo nel gusto, antico nell’origine, sorprendente nell’incontro. Come la terra da cui nasce.
IRRESISTIBILE FORMAGGIO
Se a Isera ci si ferma a degustare e acquistare Marzemino, la sosta è obbligata anche per i formaggi. Da queste parti, infatti, si produce uno dei migliori Trentingrana. È un formaggio ottenuto sempre da latte vaccino che ha un particolare sentore di erbe spontanee. Si trova sia fresco sia di lungo affinamento, ma il migliore è quello di media stagionatura (attorno ai due mesi) quando la pasta si fa consistente, resta però ancora morbida e impegna il palato in un incontro profumatissimo. Si gusta semplicemente con il pane, ma è anche perfetto per irrobustire paste ripiene. Con il Marzemino, poi, dà luogo a un impeccabile sponsale territoriale. E per l’acquisto niente di meglio del caseificio di Villa Lagarina.
|