Vie del gusto
Venerdì 25 Luglio 2008 - 12:40
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Temperamento iberico

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Temperamento iberico
Numero di Novembre 2007

Brandy. Ricavato da uva o frutta, si gusta da solo o miscelato. Storia e tradizione di un signor distillato arrivato dalla Spagna

La sua patria per definizione è la Spagna, Paese di toreri e corride. Il brandy nato da queste parti, deriva dal termine “brand”, che tradotto significa “bruciato”, referenza principale del processo di distillazione. Ottenuto tramite la distillazione di frutta, viene servito per tradizione nell’after dinner. La leggenda vuole che il distillato possegga spiccate proprietà medicinali, spacciato com’era, un tempo, come calmante. Chi non ricorda del resto le sane vecchie parole della nonna che, per un banale mal di denti soleva dire: «Mettici un po’ di brandy sopra, così si calma il dolore!». Per non parlare di alcune pellicole cinematografiche storiche, nelle quali compariva sempre il Tal Dei Tali che rientrava a casa dopo essersi preso un bell’acquazzone addosso e, dopo essersi asciugato, si accomodava di fianco al camino con il suo ballon pieno di brandy per ritemprarsi e rilassarsi un po’. Il ballon, appunto. È questo, infatti, il bicchiere più adatto per assaporare questo tipo di liquore poiché grazie alla sua particolare forma, tenendolo nel palmo della mano, riesce a far prendere al liquore contenuto in esso la temperatura corporea di chi lo beve, sprigionandone il profumo. L’evidenza dei fatti fa pensare che il brandy sia originario di Jerez de la Frontera, poiché in questa terra era bevuto già in epoca remota grazie al predominio in questi luoghi di popoli arabi, che già conoscevano il metodo della distillazione della pianta della vite. Solo in seguito, prima in Italia (XIII sec.) e poi in Francia (cognac), iniziò ad essere prodotto anche in altre nazioni quali la Germania, il Messico, il Portogallo, l’America e addirittura la Cina e il Sudafrica. Oltre al brandy prodotto dall’uva, ne esistono altri ricavati dalla frutta. Uno per tutti: l’Apricoat brandy, ottenuto dalle albicocche, oppure il più conosciuto Cherry ottenuto con le ciliegie, l’Applejack, prodotto in America con il sidro, o l’Armagnac prodotto in Normandia, a base di mele. Impossibile dimenticare, poi, i meno popolari: Medronho (Portogallo) ottenuto da bacche e Slivovitz (Slovenia), al profumo di prugne. Ottimo da solo, va anche bene in compagnia. Tra i cocktail più famosi si annoverano il French connection (brandy e amaretto) oppure il B&B (brandy e benedictine). ___

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