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Sanderman, il porto col mantello
Portugal
Superalcolici Numero di Ottobre 2007
Portogallo. Sulle rive del Douro imperano le cantine di uno dei vini più famosi del mondo...
Da sempre ne è la patria: Porto (il vino) e Sandeman vanno a braccetto a perdita di memoria. Perché Porto, oltre a essere il nome del vino, è anche la città dove questo vino fortificato ha i natali, la seconda del Portogallo. Sorge alla foce del fiume Douro e non si può definire una città elegante, ma ha un suo fascino, soprattutto il labirinto di vicoli tra le case dei pescatori che scendono ripidi verso il fiume. Una delle cose più interessanti di Porto sono le splendide azulejos che abbelliscono le case e i monumenti. Le più interessanti si possono ammirare nell’atrio della stazione di Sao Bento, all’Igresia do Carmo e alla Capela das Almas. Di fronte a Porto, sull’altra sponda del Douro, si trova Vila Nova de Gaia, antico luogo di raccolta del vino, che tramite barchette a vela veniva faticosamente trasportato dai vigneti lungo l’alta valle del Douro fino alla foce del fiume. È questa la sede delle cantine più antiche, le più belle appartenenti a Sandeman, appunto. Cinque dighe hanno reso il corso tumultuoso del fiume più facilmente navigabile e si possono fare crociere di uno o più giorni per ammirare le ripide colline, modellate dai terrazzamenti su cui sono coltivate le vigne.
La storia Il Porto nasce nella valle del Douro, cento chilometri nell’entroterra, partendo dalla città di Porto. Qui, vengono coltivate le quindici diverse cultivar a bacca bianca e la ventina a bacca nera, tutte autoctone, che sono la base del futuro «vinho do Porto». La delimitazione e regolamentazione della produzione del Porto furono un affare di stato già duecentocinquant’anni fa per una ragione storica non difficilmente intuibile: gli inglesi avevano difficoltà sempre maggiori ad approvvigionarsi dello Sherry di Herez de la Frontera, per cui non parve loro vero di trovare un altro vino di grande qualità e di ben più comoda provenienza, data la posizione geografica nell’amico regno del Portogallo. Per questo ancora oggi alcuni dei maggiori produttori di Porto hanno nomi britannici.
La produzione La realizzazione del Porto, sia bianco sia rosso, segue nelle prime fasi il medesimo percorso. Le uve vengono pigiate e fatte fermentare. Quando il contenuto di zuccheri del mosto in fermentazione corrisponde agli standard del tipo di Porto che si vuole ottenere, viene aggiunta acquavite a 77° in misura necessaria a mutizzare il mosto, bloccando ogni processo fermentativo.
La mano di Dio Nelle annate in cui l’andamento climatico è stato favorevole, il sindacato che raggruppa tutti i produttori può dichiarare che il Porto prodotto in quell’anno è idoneo a divenire un «Vintage». Questo è l’unico caso in cui un Porto reca in etichetta l’annata della colheita (la vendemmia) da cui proviene, poiché nel «Vintage» c’è la mano di Dio, come si suole dire da queste parti, e quindi l’uomo non deve industriarsi a tagliarlo o migliorarlo: il mosto, addizionato di acquavite, viene imbottigliato entro il secondo o il terzo anno dopo la vendemmia, perché si affinerà in bottiglia, raggiungendo complessità aromatiche. Le cantine
Le Cantine Sandeman hanno operato in un impegno costante per la qualità sin dalla loro fondazione nel 1790. Nate come rivendita di vini nella città di Londra, sono diventate il marchio più conosciuto del mondo di Jerez e Porto, con magnifiche cantine in entrambe le città. Belle e anche scenografiche, perché l’accompagnatore è proprio l’uomo col mantello reso famoso dalla pubblicità. Sandeman fu la prima compagnia a marchiare a fuoco le sue botti col sigillo del marchio, dando così ai suoi vini un nome che ne garantiva la qualità. Fu anche una delle prime compagnie che etichettò e pubblicizzò i suoi prodotti, offrendo in questo modo una garanzia di qualità ai suoi consumatori. Già nel primo quarto del XVIII secolo i vini Sandeman venivano inviati a diversi Paesi d’Europa, Nord e Sudamerica e Africa. Il Don de Sandeman, disegnato nel 1928 da George Massiot Brown, è uno dei primi simboli creati per un marchio. La figura, avvolta nel mantello nero tipico degli studenti portoghesi e coperto col cappello spagnolo a falde larghe, caratterizza le campagne pubblicitarie e le etichette del marchio fin dagli anni ‘30 ed è famoso in tutto il mondo come simbolo di prestigio e di qualità. Giovane di quasi ottant’anni, «The Don» mantiene intatto tutto il suo mistero e il suo fascino, e gode di uno dei più alti livelli di riconoscibilità in tutto il mondo come la migliore compagnia per un piacevole dopo cena.
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