Vie del gusto
Mercoledì 23 Luglio 2008 - 18:00
english version

A tutta birra

immagine
clicca per ingrandire

A tutta birra
Birra
Numero di Ottobre 2007

Bionde, scure, rosse. Ecco la regina delle bevande dal successo facile e genuino. Tutto, anche, italiano...

Bionde, scure, rosse. Doppio malto, fruttate o dal gusto deciso e intenso. Un buon bicchiere di birra gelata è sinonimo d’estate e relax. Ma anche di calde serate invernali in casa tra amici o in pub e punti di degustazione. Il consumo in Italia è in ascesa, puntuale, decisa e netta. Crescono gli estimatori e gli appassionati degli itinerari di gusto. Una valigia, qualche vestito e via alla scoperta dei santuari della birra, sparsi in tutt’Europa. Paese che vai, birra che trovi. Ma anche abitudini e rituali di consumo legati alle tradizioni. Gli americani la bevono gelata. E gli intenditori europei li guardano male, convinti che le birre non meritino la punizione del gelo. In Inghilterra impera la consumazione al pub. In Spagna, il consumo è abbinato alle tapas. Qui, le qualità sono tra le più sofisticate del mondo: assaporare una lambic non è per tutti i palati. La Svizzera è specialista in birre corpose. In Olanda, l’unica trappista catalogata va con i formaggi. Per la Germania, è difficile parlare di “un’abitudine” o di una birra. E così, tra i grandi classici, vale la pena di annotare la lager scura (da malto ben tostato) che si chiama München, proprio come la città di cui è stata bandiera. In Italia, l’offerta è sempre più ricca, lo sviluppo di una nuova cultura della birra che sta lentamente cambiando - e diversificando - le abitudini di consumo stanno avvicinando il Paese agli stili europei. La birra nel Bel Paese è anche diventata un cult, e ovunque sorgono pub e locali all’interno di ex fabbriche. Tra i più conosciuti c’è lo Zythum (zythum.it), a Milano, dal nome arcaico della birra inventata seimila anni fa in Egitto e prodotta artigianalmente ancora oggi. La birra, poi, in Italia, si produce anche. E così ecco Baladin (baladin.com), microbirrificio di Piozzo, vicino Cuneo, che produce birre ad alta fermentazione come la Super e la Isaac. Amarcord di un’Italia che continua a vivere solo nella memoria: fa impressione ripercorrere volti e slogan: c’è l’ingenuità dell’Italia anni ‘30 nel fortunato pay-off “Chi beve birra campa cent’anni”. Anno 1929: non era l’epoca dei testimonial celebri e la “reclame” mirava ad accrescere il consumo con la presentazione delle qualità benefiche. Negli anni ‘50 arriva la Tv. La società diventa meno bacchettona e Anita Ekberg - insieme a Mina - incarna l’equazione birra e belle donne: “Bionda o bruna, purché sia birra”. I maggiori consumatori restano gli uomini. Solvi Stubing, vestita da marinaretta, è la prima di una lunga serie (per citarne alcune: Milly Carlucci, Philippa Lagerbach, Adriana Sklenarikova, Jennifer Driver) che hanno fatto sognare mezza Italia. La metà maschile. Per scrivere un’altra pagina, ci voleva Renzo Arbore e il suo “Birra... e sai cosa bevi”. Nel ‘90 è la volta di Elena Sofia Ricci, Roberto Mancini, Gilberto Benetton. Il nuovo millennio scopre un posizionamento “giovanile” con lo slogan “Chi beve birra … ha sempre vent’anni”. Merito di un prodotto che sa rinnovarsi, rimanendo sempre uguale a se stesso. E se fosse questa la ragione del suo grande successo? Chissà…

Buon compleanno Pedavena
Centodieci anni e una storia tumultuosa. Ecco a voi la Birra Pedavena (birra pedavena.it), che festeggia in tutto il suo splendore, sbarcando a Venezia, al Festival del Cinema. Alta concentrazione mondana ed esclusivi invitati ad accoglierla: da Vittorio Sgarbi a Gigi Marzullo, che hanno riconosciuto e apprezzato il ritorno agli antichi fasti della famosa Birra, Esclusiva nell’area Pool dell’Hotel Excelsior, ritrovo per le star, i protagonisti del Festival. Oltre 5000 bottiglie marchiate degustate in soli 10 giorni e una confezione d’eccezione, la speciale centodieci col ricorso all’antica ricetta delle birre speciali che un tempo venivano fatte nella storica Fabbrica di Pedavena. Ma anche con una marcia in più: l’orzo chilometro zero, direttamente dal campo alla bottiglia. La mietitura dell’orzo viene fatta con passaggi regolari che lasciano la paglia dietro la trebbiatrice. Una seconda e più accurata pulizia eliminerà gli ultimi residui rimasti. Non resta che aspettare la fase successiva: la maltatura.

Missione genuinità
Unici ingredienti, acqua, malto e luppolo, secondo la più antica legge alimentare tuttora in vigore. Eccolo il segreto della birra Dab (dabcruda.it), classico esemplare tedesco importato in Italia. DAB, la birra cruda, cioè non pastorizzata, è originaria di Dortmund. Genuina e naturale, dal gusto morbido e pulito, è ideale per uno stile di vita equilibrato e con poche calorie: 100 grammi ne contengono, infatti, solo 34. Perfetto equilibrio, insomma, tra piacere e benessere. Una birra speciale che pone attenzione ai dettagli. Prodotta seguendo rigorosamente i dettami di un editto della genuinità, che risale niente meno che al 1516. Numerosi i vantaggi: oltre all’esiguo apporto calorico, la Dab contiene, infatti, vitamine del gruppo B e minerali utili come potassio, magnesio e calcio. Molti dei suoi componenti ne elevano il potere antiossidante e agiscono contro i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce dei tessuti, dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiovascolari. Grazie al CO2, inoltre, questa tedesca facilita la digestione e la diuresi. Garantendo benessere ma anche bellezza. Perché un consumo moderato non fa ingrassare ed essendo la birra un carboidrato si può bilanciare perfettamente con le proteine.

del.icio.us


Commenti

Clicca qui per inserire il tuo commento

Nome:

Email:

Commento:

Codice di controllo:




cerca nel sito
La rivista
Rivista di Luglio
iscrizione alla newsletter
Eventi Luglio
L M M G V S D
01 02 03 04 05 06
07 08 09 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31
Segnalato da voi
Segnala alla nostra redazione: