|
A tutta birra
Birra Numero di Ottobre 2007
Bionde, scure, rosse. Ecco la regina delle bevande dal successo facile e genuino. Tutto, anche, italiano...
Bionde, scure, rosse. Doppio malto, fruttate o dal gusto deciso e intenso. Un buon bicchiere di birra gelata è sinonimo d’estate e relax. Ma anche di calde serate invernali in casa tra amici o in pub e punti di degustazione. Il consumo in Italia è in ascesa, puntuale, decisa e netta. Crescono gli estimatori e gli appassionati degli itinerari di gusto. Una valigia, qualche vestito e via alla scoperta dei santuari della birra, sparsi in tutt’Europa. Paese che vai, birra che trovi. Ma anche abitudini e rituali di consumo legati alle tradizioni. Gli americani la bevono gelata. E gli intenditori europei li guardano male, convinti che le birre non meritino la punizione del gelo. In Inghilterra impera la consumazione al pub. In Spagna, il consumo è abbinato alle tapas. Qui, le qualità sono tra le più sofisticate del mondo: assaporare una lambic non è per tutti i palati. La Svizzera è specialista in birre corpose. In Olanda, l’unica trappista catalogata va con i formaggi. Per la Germania, è difficile parlare di “un’abitudine” o di una birra. E così, tra i grandi classici, vale la pena di annotare la lager scura (da malto ben tostato) che si chiama München, proprio come la città di cui è stata bandiera. In Italia, l’offerta è sempre più ricca, lo sviluppo di una nuova cultura della birra che sta lentamente cambiando - e diversificando - le abitudini di consumo stanno avvicinando il Paese agli stili europei. La birra nel Bel Paese è anche diventata un cult, e ovunque sorgono pub e locali all’interno di ex fabbriche. Tra i più conosciuti c’è lo Zythum (zythum.it), a Milano, dal nome arcaico della birra inventata seimila anni fa in Egitto e prodotta artigianalmente ancora oggi. La birra, poi, in Italia, si produce anche. E così ecco Baladin (baladin.com), microbirrificio di Piozzo, vicino Cuneo, che produce birre ad alta fermentazione come la Super e la Isaac. Amarcord di un’Italia che continua a vivere solo nella memoria: fa impressione ripercorrere volti e slogan: c’è l’ingenuità dell’Italia anni ‘30 nel fortunato pay-off “Chi beve birra campa cent’anni”. Anno 1929: non era l’epoca dei testimonial celebri e la “reclame” mirava ad accrescere il consumo con la presentazione delle qualità benefiche. Negli anni ‘50 arriva la Tv. La società diventa meno bacchettona e Anita Ekberg - insieme a Mina - incarna l’equazione birra e belle donne: “Bionda o bruna, purché sia birra”. I maggiori consumatori restano gli uomini. Solvi Stubing, vestita da marinaretta, è la prima di una lunga serie (per citarne alcune: Milly Carlucci, Philippa Lagerbach, Adriana Sklenarikova, Jennifer Driver) che hanno fatto sognare mezza Italia. La metà maschile. Per scrivere un’altra pagina, ci voleva Renzo Arbore e il suo “Birra... e sai cosa bevi”. Nel ‘90 è la volta di Elena Sofia Ricci, Roberto Mancini, Gilberto Benetton. Il nuovo millennio scopre un posizionamento “giovanile” con lo slogan “Chi beve birra … ha sempre vent’anni”. Merito di un prodotto che sa rinnovarsi, rimanendo sempre uguale a se stesso. E se fosse questa la ragione del suo grande successo? Chissà…
Buon compleanno Pedavena Centodieci anni e una storia tumultuosa. Ecco a voi la Birra Pedavena (birra pedavena.it), che festeggia in tutto il suo splendore, sbarcando a Venezia, al Festival del Cinema. Alta concentrazione mondana ed esclusivi invitati ad accoglierla: da Vittorio Sgarbi a Gigi Marzullo, che hanno riconosciuto e apprezzato il ritorno agli antichi fasti della famosa Birra, Esclusiva nell’area Pool dell’Hotel Excelsior, ritrovo per le star, i protagonisti del Festival. Oltre 5000 bottiglie marchiate degustate in soli 10 giorni e una confezione d’eccezione, la speciale centodieci col ricorso all’antica ricetta delle birre speciali che un tempo venivano fatte nella storica Fabbrica di Pedavena. Ma anche con una marcia in più: l’orzo chilometro zero, direttamente dal campo alla bottiglia. La mietitura dell’orzo viene fatta con passaggi regolari che lasciano la paglia dietro la trebbiatrice. Una seconda e più accurata pulizia eliminerà gli ultimi residui rimasti. Non resta che aspettare la fase successiva: la maltatura.
Missione genuinità Unici ingredienti, acqua, malto e luppolo, secondo la più antica legge alimentare tuttora in vigore. Eccolo il segreto della birra Dab (dabcruda.it), classico esemplare tedesco importato in Italia. DAB, la birra cruda, cioè non pastorizzata, è originaria di Dortmund. Genuina e naturale, dal gusto morbido e pulito, è ideale per uno stile di vita equilibrato e con poche calorie: 100 grammi ne contengono, infatti, solo 34. Perfetto equilibrio, insomma, tra piacere e benessere. Una birra speciale che pone attenzione ai dettagli. Prodotta seguendo rigorosamente i dettami di un editto della genuinità, che risale niente meno che al 1516. Numerosi i vantaggi: oltre all’esiguo apporto calorico, la Dab contiene, infatti, vitamine del gruppo B e minerali utili come potassio, magnesio e calcio. Molti dei suoi componenti ne elevano il potere antiossidante e agiscono contro i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento precoce dei tessuti, dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiovascolari. Grazie al CO2, inoltre, questa tedesca facilita la digestione e la diuresi. Garantendo benessere ma anche bellezza. Perché un consumo moderato non fa ingrassare ed essendo la birra un carboidrato si può bilanciare perfettamente con le proteine.
|