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Sabato 30 Agosto 2008 - 05:44
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Gioielli siciliani

Sopra, l'elegante etichetta con il marchio Rallo
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Gioielli siciliani
Via V. Florio 2 - Marsala (TP)
Numero di Febbraio 2007

Le famiglie del vino. Andrea e Francesco Vesco sono alla guida delle storiche Cantine Rallo, nate quasi 150 anni fa. Un nome mitico, legato alla produzione di tanti vini di qualità

Il marchio Rallo è intimamente legato alla storia della Sicilia e del suo vino. Sulla scia dell’entusiasmo per il vino Marsala, creato dagli Inglesi e diffuso nel mondo, numerose famiglie siciliane si cimentarono nella produzione e commercio del nobile vino. La fondazione delle Cantine Rallo risale al 1860, quando i garibaldini sbarcarono sulla spiaggia davanti ai bagli e alle cantine di Marsala. Una tradizione che dopo oltre cento anni si perpetua e si rinnova con l’acquisto nel 1997 delle antiche cantine da parte della famiglia Vesco, già vignaioli nel territorio di Alcamo. L’impegno della famiglia Vesco si colloca in pieno Rinascimento enologico siciliano, un fermento realizzato per merito di numerosi imprenditori, che con enormi investimenti hanno fatto della Sicilia un punto di riferimento nel mondo nella produzione vitivinicola di qualità.

TURISTI NEL BAGLIO.

Le Cantine Rallo, con sede a Marsala in un antico baglio trapanese in riva al mare, dopo 145 anni, aprono oggi le porte ai turisti del vino. Un tempo baglio fortificato per difendersi dalle scorrerie di pirati e invasori, dalle alte mura d’un ocra pallido che si arrossa al tramonto del sole, si intravedono all’orizzonte le isole di Levanzo e Favignana (Egadi): un paesaggio di grande emozione! L’antico baglio, che copre un’estensione di due ettari e mezzo, è stato sapientemente ristrutturato, ed è la sintesi tra tradizione e innovazione con cui Cantine Rallo ha impostato la propria filosofia produttiva. Si entra dando le spalle al mare, da un alto e massiccio portale che si apre improvvisamente su un immenso giardino. È dominato al centro da un palazzo quadrangolare a tre piani, un tempo destinato al direttore dello stabilimento e oggi utilizzato per l’ospitalità aziendale. Sui lati maggiori del baglio, racchiusi da alte pareti orlate di giallo, le grandi sale con i tetti in cotto ospitano le bottaie, quella storica e quella moderna. Accanto alle enormi botti, quelle che un tempo si svuotavano dentro i barili caricati sui velieri attraccati al molo di fronte e pronti a salpare, oggi vi sono botti più piccole, le barriques francesi, dove riposano e affinano i pregiati vini Rallo. Complessivamente la superficie coperta è pari a più di 7.500 metri quadrati.

NOBILI VITIGNI.

«Oggi la storia dell’enologia siciliana - spiega Andrea Vesco, con lo zio Francesco alla guida dell’efficiente team delle Cantine Rallo, composto da 21 collaboratori, tra cui un agronomo (entomologo) e due enologi - non è più solo Marsala. La Sicilia è una terra promessa che accoglie in modo ottimale, grazie a un clima benedetto e a terreni congeniali, oltre a numerosissimi vitigni autoctoni, anche vitigni internazionali sorprendenti». Il vigneto delle Cantine Rallo è una realtà eterogenea, che comprende diverse localizzazioni, una più interessante dell’altra. Nel territorio della Doc Alcamo, in contrada Patti Piccolo, si estendono 75 ettari di vigneto e 5 di uliveto, coltivati biologicamente con la stessa cura riservata a un giardino. Ad Alcamo non esiste un fazzoletto di terra che non sia in collina, i vigneti salgono gradualmente sulle alture ben ordinati e pettinati. Qui si coltivano principalmente vitigni a bacca bianca, come il Catarratto, usato per la produzione dell’Alcamo bianco Doc, Inzolia, Sauvignon blanc, Viogner e nelle esposizioni più elevate, a 600 metri sul livello del mare, il Müller Thurgau, di origine trentina, che beneficia di importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Tra i vitigni a bacca rossa sono presenti il tradizionale Nero d’Avola e gli internazionali Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Nei vigneti selezionati nei dintorni di Marsala, invece, si coltiva il Grillo, utilizzato tradizionalmente per la produzione del vino tipico dolce siciliano, ma che oggi si vinifica anche in purezza, ottenendo un fresco e sapido vino bianco indicato con i piatti di pesce.

VENDEMMIA A MOZIA E PANTELLERIA.

Grazie al lavoro effettuato dallo staff enologico di Cantine Rallo sulle uve del vitigno Grillo, dal 2006 l’azienda ha avuto il privilegio di vendemmiare il vigneto dell’isola di Mozia di proprietà della Fondazione Whitaker. Mozia era un antico porto prima fenicio e poi cartaginese in mezzo alla laguna di fronte a Marsala. Di quel tempo rimangono testimonianze archeologiche di grande effetto, come il porto fenicio e il tophet, luogo di sepoltura riservato alle vittime dei riti sacrificali. Diventata di proprietà nell’800 della famiglia inglese dei Whitaker, Mozia fu destinata alla produzione di uve, soprattutto Grillo, per il Marsala. Fino agli Anni Cinquanta, i carri della vendemmia trainati dal mulo arrivavano all’isola lungo una strada lastricata, oggi sommersa. Con la vendemmia ad opera delle Cantine Rallo possiamo parlare della rinascita di un vino prodotto fin dall’epoca dei Fenici! L’ultima area produttiva del marchio siciliano è nell’isola di Pantelleria, dove si coltiva fin da epoca romana lo Zibibbo, o Moscato di Alessandria, che serve a produrre un passito celebre in tutto il mondo. «Le tecniche di coltivazione che la cantina adotta - spiega Andrea Vesco - sono orientate al rispetto dell’ecosistema in cui l’uva cresce e giunge a maturazione. Una scelta che ha portato l’azienda ad adottare sistemi di coltivazione biologica certificata, sia nella difesa preventiva che nell’eventuale cura delle piante». Un esperto agronomo e un entomologo seguono costantemente i vigneti e, per dare efficacia alla lotta integrata, tutelano in azienda la biodiversità. Come pochi in Sicilia, l’azienda ha anche scelto di sottrarre spazio alla coltivazione per ospitare nei propri terreni numerosi “arredi rurali”. Si tratta di ulivi, rosmarini, more e pini mediterranei che aiutano a mantenere l’equilibrio dell’ecosistema, costituendo l’habitat ideale per gli insetti utili al controllo dei parassiti dell’uva, consentendo anche di ridurre al minimo il ricorso a insetticidi e anticrittogamici di sintesi. I vini delle Cantine Rallo sono perciò prima di tutto naturali, rispondendo alla filosofia di valorizzare al massimo il terroir della Sicilia occidentale. Quindi vini da vitigni autoctoni quali Inzolia, Catarratto, Grillo e Nero d’Avola in purezza e in uvaggio con i migliori internazionali, come la sapiente combinazione del Vesco bianco (Inzolia e Chardonnay) e il Vesco rosso (Nero d’Avola e Cabernet Sauvignon). Non dimentichiamo inoltre i vini dolci, come il Passito di Pantelleria e il Marsala Doc Soleras Riserva, due autentici gioielli siciliani.

DUE INGLESI A MARSALA

L'avventura della produzione del Marsala iniziò verso il 1770 nel momento in cui John Woodhouse, mercante di Liverpool, si stabilì in Sicilia, in provincia di Trapani. Notando una somiglianza con il clima di Madera, di Jerez e di Malaga, dove gli inglesi già producevano vini liquorosi che avevano grande successo commerciale, provò a impiantare nei terreni sabbiosi della Sicilia occidentale vitigni portoghesi e delle Azzorre. Dopo una felice e rapida acclimatazione questi vitigni offrirono un'uva dal cui mosto derivò il primo Marsala, un vino liquoroso che in poco tempo ottenne un successo tale da competere con i vini portoghesi, tanto stimati sul mercato inglese. Uno dei primi clienti che favorirono la diffusione del prodotto fu l’ammiraglio Orazio Nelson, che in occasione della battaglia del Nilo, imbarcò, in mancanza del rhum, il vino siciliano prodotto da Woodhouse. Ci pensò un altro inglese, Benjamin Ingham, commerciante di tessuti, a modernizzare e migliorare la produzione riuscendo a dare ai vini prodotti un sapore più dolce e un colore scuro per renderli più simili ai vini portoghesi. Sorsero così a Marsala i famosi “bagli”, i magazzini con un grande cortile al centro. Il più grande e più attrezzato era quello di Ingham, dove si producevano diverse qualità di Marsala, soprattutto ottenute con il metodo “solera” appreso in Spagna e in Portogallo. Nel 1834 Vincenzo Florio impiantò un suo stabilimento, rivoluzionario per l’epoca, tra quello dei due colossi d’Oltremanica.

del.icio.us


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