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Al supermarket del Made in Italy
Torino (TO)
Numero di Marzo 2007
Torino. Nel capoluogo piemontese è stato inaugurato Eataly, il primo emporio degli alimenti artigianali che promette di sbarcare presto anche a New York
Con 11.000 metri quadrati di superficie, di cui 2.500 destinati al più grande emporio al mondo di fine food Made in Italy e 3.200 alle aule per la didattica culinaria e alla sede del Museo Carpano, è stato inaugurato a Torino il primo punto vendita della neonata catena di distribuzione Eataly. Un progetto unico nel suo genere per target e dimensione, che definire ambizioso è riduttivo. Ma a Oscar Farinetti, ex patron di Unieuro, il coraggio e le risorse per realizzare un’impresa del genere certo non mancano, e neppure ai suoi compagni di squadra: Coop Piemonte, Liguria e Adriatica, che possiedono il restante 40% della quota capitale della nuova società. Né a Slow Food, consulente e garante per la selezione delle aziende e la qualità delle migliaia di prodotti disponibili sui banchi di Eataly, come per lo shopping on-line. Torino funge da cavia per l’inedito esperimento, che inaugura un nuovo format per la distribuzione e vendita dei prodotti di qualità e al contempo uno spazio di divulgazione della cultura enogastronomica. Seguiranno centri analoghi in altre sei città italiane e probabilmente uno a New York. Lo spazio, ricavato dal recupero funzionale degli stabilimenti per la produzione del vermouth Carpano, attiva dal 1908 fino alla fine degli anni ’80, è paragonabile a un grande mercato coperto, con alcune logge tematiche che ospitano i banchi dei prodotti freschi: dal pesce “pescato” che arriva giornalmente dalle cooperative di pescatori dell’Adriatico e del basso Tirreno ai pani prodotti con lievito madre naturale e farine biologiche del Mulino Marino, una delle 18 piccole imprese artigiane di prodotti di qualità acquistate all’uopo da Eataly. Al piano inferiore, trovano spazio l’enoteca con 48.000 bottiglie e una “banca del vino” con le etichette più pregiate, quelle che partono da 25 euro fino ai 3000 offerti dall’asta nel giorno dell’inaugurazione per una rarissima bottiglia d’annata di una nota cantina francese. Oltre alle etichette selezionate tra i “100 migliori vini italiani”, è possibile acquistare i “50 migliori vini europei” Triple A, scelti da Luca Gargano di Velier. Ma l’universo beverage è ricco e variegato: per la gioia degli amanti della birra, duecento marche a scelta tra artigianali, trappiste e triplomaltate dei migliori microbirrifici italiani, come l’ambrata Super Baladin che Teo Musso ha realizzato per Eataly con acque minerali Lurisia. Internazionale anche la sezione superalcolici: Whisky, Cognac, distillati dal mondo, con ricercate bottiglie di Rhum caraibico che sfiorano i 400 euro, fino all’agricolo antillese che i comuni mortali possono acquistare spendendo poco più di 20 euro la bottiglia. La zona di affinamento dei formaggi espone in bellavista forme di Parmigiano Reggiano, ma anche Castelmagno Dop e Braciuk del caseificio Fiorenzo Giolito, un formaggio “ubriaco” prodotto con latte vaccino, caglio e sale, stagionato in barrique con vinacce delle Langhe per tre mesi. Tra un acquisto e l’altro, si può fare pausa, mangiare qualche piatto fast good al bancone di una delle nove isole di ristorazione, per assaporare un tagliere misto di affettati a 6 euro o “la verticale” di prosciutti tagliati al coltello a 15 euro. Chi si vuol trattare ancora meglio può prenotare da “GuidoPerEataly” il Ristorante dei Presidi e dei Vini, una co-produzione Piero Alciati di Guido di Costigliole e Casa Vicina, nomi storici della ristorazione piemontese di qualità, aperto dal martedì al sabato, solo la sera.
LA SPESA ON-LINE
La scommessa di Eataly è contenere i costi al dettaglio di tutti i prodotti venduti, accorciando la catena distributiva. Ecco una spesa campione di prodotti che si possono acquistare direttamente sul Web (costo totale spesa: 171,60 €): 500 gr di paccheri di grano duro di Gragnano del Premiato Pastificio Afeltra (2,50 €); 1 kg di riso nero Venere (5,50 €); 1 kg di tajarin albesi all’uovo del pastificio artigianale Domenico Massucco (8,50 €); 800 gr di Pomodorini Fiaschelle di Gragnano di Sabato Abagnale (3,50 €); 1 lt olio extra vergine d’oliva monocultivar taggiasca premuto a freddo Roi (11,90 €); 250 ml di aceto di Barolo Docg in Barrique Antica Dispensa (9.90 €); un misto carni sottovuoto "La Granda", del presidio Slow Food in confezione da 5 Kg (79,00 €); 1 scatoletta di tonno blue finn in Olio d’Oliva cotto a vapore di Vicente Marino (6,90 €); 1 bottiglia da 750 ml di Nebbiolo d’Alba 2004 delle Cantine del Castello di S. Vittoria (6,90 €); 500 ml di Barolo Chinato della Distilleria Montanaro (18,50 €).
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